Mister_No Ovviamente nessuna domanda sulla situazione debitoria lasciata.
Ciao Marco. Ancora recentissimamente abbiamo ricostruito le cifre della vergogna. Sentimento mai provato da chi le ha partorite e nemmeno da chi ha consentito lo scempio. A tutt’oggi insistono con una melassa edulcorata dove – di riffa o di raffa – il problema sarebbero i tifosi.
Con il soggetto che ironizza, impunito, sullo “speriamo che me la cavo” odierno. Il messaggio di sottofondo è chiaro… ai miei tempi queste cose non succedevano. Che faccia di tolla! Ma soprattutto che tristezza nel vedere passare questa spazzatura come fosse nulla.
Ha parlato di “amore e odio”, di un Genoa “sempre nel cuore”, persino del rimpianto Gasperini. Altra bandiera della mistificazione, non a caso sbandierata alla bisogna. Il vero nodo non fu lo striscione della curva ma lo scontro interno con l’entourage, tra visione tecnica e logiche mercantili, tra progetto sportivo e sistema di procuratori e agenzie. La frattura con i tifosi fu un paravento: il ciclo si chiuse perché il calcio era subordinato al mercato - ok - ma con dinamiche non sotto il pieno controllo del mister… insieme al Presidente come un tempo.
Così l’intervista, con i suoi toni nostalgici, appare come un racconto personale che sorvola sul cuore del problema: il Genoa è stato spolpato da un sistema che ha privilegiato intermediazioni e drenaggio rispetto a risultati e patrimonio. Gasperini resta il rimpianto più grande perché rappresentava l’unica identità tecnica capace di resistere a quel meccanismo.
Attenzione però: il contrasto alle logiche mercantilistiche e la difesa della continuità tecnica erano la parte nobile di un conflitto che afferiva anche a ragioni di natura economica. Non mancavano litigi con il figlio del Presidente e con Milanetto. Il tema mai chiarito da nessuno è il motivo per cui litigavano
Gasperini non ha tradito il sodalizio con Preziosi, tanto da aver più volte mostrato astio malcelato verso la piazza – con atteggiamenti oltre il limite del ridicolo per lui e umilianti per i suoi servi sciocchi – lasciando mai trapelare un accenno negativo nei confronti di una persona a cui deve moltissimo del suo successo.
Infatti Preziosi dice il vero quando conferma il rapporto di lunga data, l’amicizia e le cene. Gli è pure scappato un “… e con noi” nel reiterare il falso refrain della rottura con i tifosi. Di cui la stragrande maggioranza lo idolatrava allora e, ndr, ancora oggi.
Si vergognino tutti quanti insieme, giornalisti in primis.