In tema di giovani fa sorridere come una delle squadre più da tenere in considerazione per lo sviluppo del futuro del calcio italiano sia il Borussia Dortmund: giocano infatti con i tedeschi Filippo Mané, difensore centrale della U21 italiana(un passato al Doria), Samuele Inacio, trequarti classe 2008(di leva con Ahanor e Camarda) figlio del mitico Inacio Pià, e Luca Reggiani altro 08, difensore centrale scuola Sassuolo e nato a Modena.
Sembrerebbe esserci del bel materiale tra il 2005 e il 2008: Comuzzo e Pio Esposito sono tra i 2005, come la coppia del Cagliari Idrissi-Palestra e Bartesaghi.
E per il fantacalcio tenete d'occhio Zeroli che è tornato a brillare dopo i 12 mesi incolori a Monza sotto le mani del suo maestro Abate. Altro, interessante, classe 2005.
Oltre al capitano della U21 e rimpianto del mondo Genoa: Luca Lipani, leader e capitano di questo ciclo targato Baldini che sta studiando a scuola da Matic.
Infine il centrale Chiarodia, anche lui in Germania in Bundesliga.
Tra i 2006, oltre al binomio Genoa(Fini ed Ekhator) ci sono Venturino(che speriamo di rivedere), Fortini della Fiorentina, Cissé del Milan che gioca a Catanzaro(con il 2007 Liberali, esordio contro di noi a San Siro) e il binomio di portieri Mascardi e Martinelli in pianta stabile in B con le liguri, quest'anno compagno di squadra di Pafundi.
Con loro gioca Palma, classe 08.
E tra i 2008 c'è Natali, figlio d'arte, che come il padre gioca difensore centrale in Olanda.
Tra i 2007 da segnalare Elia Plicco, già nella rosa di Cuesta a Parma.
O De Pieri, Mannini e Cacciamani a vario titolo in B.
Facendo passare per vecchi giovanotti come Casadei e Miretti, classe '03 o Pisilli classe '04 di leva col mio "pupillo" Koleosho e con il mediano della Fiorentina Ndour tra gli altri.
Sono i ragazzi che negli anni han vinto Europei e ben figurato ai Mondiali di categoria, ragazzi che tra seconde squadre e un cambio di rotta nei percorsi di valorizzazione trovano più posto coi grandi.
Ora i top team italiani devono difendersi dall'assalto delle squadre straniere che offrono percorsi più allettanti per diventare grande e da una federazione che per mille motivi non guarda più solo alla serie A e ai vivai locali togliendo potere contrattuale.
La strada aperta da Gnonto, scappato dall'Inter per arrivare in Premier e guadagnarsi da lì i galloni della Nazionale, pare aver aperto una via che tra seconde squadre e necessità di bilancio i club cominciano a sfruttare.
Bene così.