Una partita pazza, una partita d'azzardo. Si fosse giocata a Las Vegas il pubblico digiuno di calcio si sarebbe esaltato. Peccato che con il calcio classico non abbia avuto molto a che fare, ma la vendetta per lo scandalo del rigore dell'andata è stata servita. Un piatto caldo dal sapore squisito. E alla fine anche tutti i marchiani errori iniziali sono stati azzerati e (speriamo) non dimenticati. Restano impressi nella memoria tre splendidi gol che hanno fatto esplodere il jack-pot di una vittoria per 50 minuti insperata. Ma cominciamo dall'inizio.
Vieirossi si lascia contagiare dal virus del trequartismo. Manciorossi gli suggerisce che non c'è bisogno di allenare il cambio tattico perché poi i giocatori vanno in campo e si adeguano. Il risultato è che i meccanismi messi a punto da Criscito e Murgita vanno a puttane e il rendimento della coppia Vitinha-Colombo rigenerata da DDR cala vistosamente quasi fino a zero. Siccome l'affiatamento è una favola messa in giro da allenatori che non hanno mai calcato i prestigiosi campi della serie A, si mette in campo il portiere arrivato ieri, con la conseguenza che il giro palla a inizio azione salta e si ricorre al lancio lungo per il Djuric che non c'è. Nessun vantaggio offensivo, dato che Vitinha non ha tra le sue virtù quella dell'ultimo passaggio, e distanze improvvisata, al punto che Ferguson viene dimenticato solo soletto cinque metri fuori dalla nostra area con tutto il tempo di pensare, preparare e infine esplodere indisturbato un rasoterra micidiale.
La squadra che fino a ieri andava in confusione quando passava in vantaggio dimostra, coerentemente, che sa andare in confusione anche quando passa in svantaggio ed è cosa buona e giusta che il Bologna non ne approfitti per segnare il secondo gol nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo.
La prima stecca di DDR è servita. Senza un perché, Si sa che tutti gli allenatori sono bravi quando vincono e scarsi quando perdono. È una legge immutabile del calcio. Ma è anche vero che tutti gli allenatori, in base al risultato, vengono esaltati o sbeffeggiati quando cambiano. DDR ha tempo, durante l'intervallo, per bere, insieme al tè caldo, il calice amaro della sconfitta. Ma decide di non mischiare le carte e continuare a navigare contro vento. Così subito subito si becca il secondo gol e con l'ingresso di Malinovsky al posto di Ekhator si ritorna a una parvenza di piccolo mondo antico, anche se L'ingresso contemporaneo di Messias per Martin riverbera un bagliore di novità. Immediatamente succede l'impensabile. Skorupsky si traveste da Leali e abbatte Vitinha. Espulsione che richiede una pausa di 5 minuti. Dopo di che Malinovsky spara una punizione imprendibile. Purtroppo non abbiamo cominciato la partita così.
Comincia l'assalto al pareggio con il déjà vu delle 4 punte in campo (entrano Ekuban e Cornet). L'uomo dei gol impossibili, l'ineffabile Caleb, buca Ravaglia in semi rovesciata e ridà animo al tifo genoano. E alla fine, appena iniziato il recupero, Junior Messias ripaga il Popolo per le tante sovvenzioni mutualstiche ricevute con un gol capolavoro. Apoteosi.
DDR è un uomo fortunato. Con la complicità di San Maresca è riuscito a correggere le mostruosità iniziali e questo va considerato un grande merito. Come detto, l'allenatore che vince è un fenomeno, l'allenatore che perde è una schiappa. A questa regola non ci si può sottarre, a cominciare da me. Ma, per favore, ritroviamo un minimo di rispetto per la logica.