AleR Avessero negato al Genoa quello di Malinovskyi di oggi o quello di Ekuban contro il Toro mi sarei incazzato a bestia.
Ciao grande AleR ❤️, ieri sera, come succede solo quando sono di buon umore, ho visto il derby di Milano. Solo il calcio sa regalare certe cose: si è rivisto, identico, il rigore di Valentin Carboni a Bologna. Stesso gomitino di Ricci verso la palla, stesso gesto maldestro nel tentativo di ritrarlo dopo averla toccata: uguale. È mancato poco che non la facessero nemmeno rivedere, analogamente a quanto accaduto al Ferraris.
Il fatto che ti saresti “incazzato a bestia” lo dobbiamo ai vari fenomeni alla Marelli, Calvarese, Saccani, Bergonzi, Cesari e compagnia cantante. Questi personaggi sono figli dell’atteggiamento italico verso l’arbitraggio, naturalmente asserviti agli ascolti televisivi e quindi raramente inclini a “deludere” lo share composto dai tifosi delle solite squadre. Com’è naturale le squadre a budget quadruplo stanno più in area avversaria rispetto alle altre… oplà.
È lo stesso film dei cronisti televisivi, che riesci ad apprezzare solo quando giochiamo dal Bologna in giù, perché altrimenti si sono trasformati in ultras delle grandi baldracche, con urla e strepiti ai gol che nemmeno ieri a casa mia quando ha segnato Vitinha.
Questo fenomeno mediatico, unito alla cultura sportiva del nostro popolo, evidentemente ereditata dai giochi del Colosseo — e consiglio a tutti di visitarlo con una guida preparata per coglierne le analogie col calcio — è riuscito a deformare il regolamento attraverso la sua percezione. Ha fatto apparire episodi come quello di ieri rigori solari, quando in realtà si tratta di pallonate addosso che la dinamica del gioco quasi non ti fa neppure percepire dal vivo.
La dinamica richiamata nelle premesse fondative del regolamento come chiave interpretativa principale, quella che va — o dovrebbe andare — al di sopra di qualsiasi fattispecie specifica e che dovrebbe guidare l’arbitro nel dirimere i dubbi.
Invece hanno creato un mostro, pretendendo di incasellare e uniformare tutto attraverso criteri “oggettivi” che il calcio non consente, divertendosi così a generare migliaia di varianti.
La cosa è talmente profonda da essere ormai entrata nella testa della gente, tornando al tuo post cui sto rispondendo.
Per me non è rigore, nemmeno se lo negano al Genoa, e inviterei tutti - io per primo - a riflettere e a non farsi mettere il cervello all’ammasso.
Fallo di mano solo quando è giocata, parata e nell’immediatezza di un gol… il VAR a correggere solo errori marchiani, e pedalare!