La Turchia delle veroniche, dei cambi di direzione, dei passaggi filtranti, dei controlli orientati, della suola e dell'esterno effettato, prende due pere dai penolla australiani. Ne traggo un certo godimento. Non perché non mi piaccia il gesto tecnico, talvolta lo apprezzo anche quando è fine a se stesso. Mi manda in brodo di giuggiole, più che altro, vedere la faccia esistenzialista di Vincenzo Montella indispettita per le circostanze impreventivate e sfavorevoli. E poi c'è un ricordo personale.
A 18 anni, durante un campo di lavoro in Alta Savoia, battemmo una selecao di funamboli marsigliesi con due lanci lunghi e due tiri al volo. Perciò mi immedesimo nella gioia degli australiani, ai quali va la mia massima simpatia. Ora attendo la Repubblica Democratica del Congo, che avrà il mio tifo totale.