Guidando verso lo stadio, venerdì sera, ho ascoltato alla radio l'intervista a Julio Velasco. Parlava della partita che avrebbe atteso la nazionale femminile di volley contro una squadra sulla carta meno quotata. Parola più parola meno il concetto da lui espresso è che non si può fare a meno di essere aggressivi, perché chi è aggressivo è attento, non si distrae, commette meno errori.
Per me al Genoa è mancata, con la Lazio e con il Como, la giusta aggressività. Intendiamoci, non credo che con il Como avremmo portato a casa granché. Troppo il divario tecnico generale e anche quello contingente, considerando le nostre assenze e il loro momento di grazia. Tuttavia una chiave dei successi del Genoa dal ritorno in A è stata l'aggressività, la cattiveria agonistica.
Perché allora siamo mancati in uno dei nostri fondamentali identitari? Provo a buttare lì qualche causa:
- il precario stato di forma dei nostri uomini più tenaci: Ostigard, Vasquez, Frendrup. I primi due reduci da una stagione lunga e impegnativa, il terzo, come di consueto, non ancora al top della forma.
- l'incertezza emotiva di un focoso come De Rossi: un mercato a sorpresa finale, aggiunto ad un impegno a Roma che non gli sarà mai indifferente, hanno generato in lui un piccolo cortocircuito emotivo. In conferenza si è assunto le colpe dell' atteggiamento remissivo di Roma. Inoltre in diverse interviste ha sottolineato come ci siano molte pressioni esterne (dal tassista ai social). Lui che è bravo ha girato tutto in positivo, tuttavia lo scontro avuto in sala stampa con il giornalista laziale è un segnale di tensione.
- la perdita di alcuni uomini dal grande carisma e di alcuni giocatori cresciuti nel Genoa e legati all'ambiente.
Credo che contro il Frosinone vedremo già un Genoa diverso, un Genoa da battaglia. De Rossi è persona intelligente, non farà la fine dell'hamburger 😅