Grifo4ev3r una operazione nella quale abbiamo buttato dei soldi nel cesso
Soldi nel cesso sono una costante di questa società così sparagnina.
Dall'arrivo dei 777 abbiamo sempre lautamente pagato le vacanze degli allenatori, finanziandone almeno due a stagione, tranne l'anno in cui Gilardino è riuscito nell'impresa di sedersi in panchina per tutte le 38 giornate.
ANNO 1: 3 allenatori a paga;
ANNO 2: 2 allenatori;
ANNO 3: 1 allenatore;
ANNO 4: 2 allenatori;
ANNO 5: 2 allenatori con vista sul terzo.
Nel Genoa sembra una costante il cambio di guida tecnica, con tutte le conseguenze del caso, economiche e di continuità. Da un lato si incolpa l'impazienza della Gradinata, ma la verità è che agli allenatori non vengono date rose adeguate. Alla fine, le panchine pagano per la scarsa qualità della squadra o per gli acquisti sbagliati.
Una prova del fatto che non tutti gli allenatori sono scarsi e colpevoli risulta evidente considerando che, dopo una stagione brillante, anche gli allenatori che hanno fatto bene si ritrovavano invischiati in problemi insormontabili.
Per restare sull'attualità, Vieira ha probabilmente sbagliato presumendo di potere alzare di una tacca la squadra sul piano del gioco. Purtroppo l'idea era peregrina o gli acquisti si sono rivelati un flop. Ma via lui, dopo un momento di euforia, la squadra si è ridimensionata su prestazioni non molto diverse da quelle di Vieira e da più parti è già partito il consueto refrain sull'adeguatezza dell'inesperto DeRossi. Una riflessione che doveva essere fatta al momento dell'ingaggio, non poche settimane dopo. Nessun allenatore è totalmente incapace e nessuno è un fenomeno, ma la squadra è questa e la verità vera è quella che disse Ballardini in occasione dell'arrivo dei 777: "La maglia del Genoa è troppo pesante per molti dei giocatori in rosa". Tanto vero che oggi si vocifera di paura quando si passa in vantaggio.
Nelle 18 partite del girone di andata fin qui disputate il Genoa è andato in vantaggio 8 volte. Tutte le 8 volte è stato rimontato. Poi talvolta la partita è finita in pareggio, talvolta l'ha persa, due volte l'ha vinta, ma è sempre stato rimontato. Non saper conservare il vantaggio e non saperlo incrementare è un limite di questa squadra, sia con Vieira che con DDR. Le statistiche non mentono e questa incapacità significa qualcosa, soprattutto in termini di personalità. Il peso della maglia.
Altre statistiche sono sconfortanti.
Prendiamo le 4 squadre storicamente top (Inter, Milan, Juve, Napoli) e le 4 che gli ultimi campionati battezzano come "fortine" (Roma, Lazio, Atalanta, Bologna).
Il Genoa contro queste squadre finora ha fatto 0 punti.
Tutte le altre squadre implicate nel fondo della classifica hanno fatto punti.
Il Cagliari 3 contro la Roma; il Parma 2 contro Atalanta e Milan; il Lecce 2 contro Bologna e Juve; il Verona 4 contro Atalanta e Juve; il Pisa 3 contro Lazio, Milan e Atalanta; la Fiorentina 2 contro Juve e Bologna.
Per carità, manca il Milan ed è possibile che giovedì vinceremo o pareggeremo, ma per il momento siamo gli unici fermi a zero. E contro le altre pericolanti abbiamo vinto una sola volta, 1 volta pareggiato fuori casa, 4 volte pareggiato in casa.
Significa che i punti decisivi per salvarci dovremo conquistarli nei confronti diretti perlopiù fuori casa e contro le big. Con le medie si sa come funziona: a fine campionato tutti prenderanno i punti decisivi.
Senza entrare nel tema allenatore, che con il portiere è il preferito dell'ambiente genoano, sembra evidente che gli eventuali rinforzi devono avere principalmente la qualità di saper reggere la pressione dei tifosi e saper lottare sul fondo classifica. Il classico "asino vivo" sarà più utile dei fighetti che inevitabilmente daranno il bianco altrove.