La sindaca ha risposto alle domande di teletoti:
https://www.primocanale.it/attualit%C3%A0/61730-le-risposte-di-silvia-salis-alle-10-domande-di-primocanale.html
Un pezzo ci riguarda. Leggo con stupore che in comune c'era solo il progetto cds, e quello de genoa ?
Stadio. Aveva indicato come modello di finanziamento quello adottato a Firenze, ma tale metodo si è rivelato infattibile. Ha quindi cambiato linea, riproponendo un finanziamento tramite le squadre di calcio che però chiedono risorse invece di investirle. Inoltre non è chiaro quali attività commerciali siano ammesse. Qual è oggi il progetto reale?
«Abbiamo una conferenza dei servizi aperta, si chiuderà a metà gennaio e valuteremo le offerte. Considerando sempre che ogni volta che si presenta una proposta c’è anche spazio per la trattativa. L’unica proposta reale che ho trovato negli uffici quando sono entrata a Palazzo Tursi era quella di Cds che prevedeva un impegno economico da parte del Comune ben superiore alla cifra che Cds stessa proponeva per acquistarlo: di fatto, il Comune avrebbe pagato per vendere lo stadio a un privato. E questa era la proposta che stava cavalcando il centrodestra. Se proprio dobbiamo pagare, almeno che lo stadio rimanga al Comune. Secondo il nostro progetto, chi vincerà la gara si offrirà di ristrutturare lo stadio in cambio di una lunga concessione e ne avrà la gestione per la parte sportiva e anche per quella degli eventi. Il mio obiettivo è avere un piano chiaro per identificare le attività che ci saranno all’interno e per definire come si vuol far vivere lo stadio tutto l’anno e che tipo di eventi, non solo sportivi, si possono organizzare in base alla sua nuova struttura. Sappiamo cosa vogliamo: restituire a Genova uno stadio moderno, efficiente e pienamente integrato nella vita della città, mantenendo al centro la funzione sportiva, ma aprendolo anche ai grandi eventi. Avremo già un antipasto con i tre concerti di Olly a giugno. Come ogni grande città, anche Genova deve avere uno stadio polifunzionale che sia di proprietà pubblica e a disposizione per dodici mesi all’anno. Quanto al modello Firenze, ora non è più possibile: è stato finanziato con fondi che ora non ci sono più».