Greif1957
Non so cosa dirvi, Carlo, Mashi e tutti gli altri ❤️💙 Però una cosa mi sembra chiara: le volumetrie e la struttura dello stadio attuale non consentono grandi voli pindarici, e il rendering passato sui giornali dà un po’ l’impressione di un intervento “di facciata”, più stucco e pittura che vera trasformazione.
I numeri del Genoa sono quelli: circa otto milioni di ricavi matchday su un totale di circa centocinquanta milioni di ricavi legati all’attività caratteristica. Sui centoventi necessari a sostenere una società con medie ambizioni.
Con queste proporzioni, è difficile immaginare ambizioni diverse da un mantenimento faticoso della categoria, che già oggi ci costa fatica e tensione. Quindi la strada è stretta e passa per alcuni snodi cruciali — e uno di questi è lo stadio.
Che piaccia o meno, che lo si ritenga difficile o meno, che raccolga consensi o meno.
Allo stesso tempo, penso che aumenti radicali dei prezzi e politiche aggressive di riduzione degli sconti (giovani e anziani, nella città più “matura” d’Italia) rischino di ottenere l’effetto opposto: svuotare lo stadio, invece che rafforzarlo.
Se vogliamo sperare in un Genoa diverso da quello degli ultimi decenni e, nel frattempo, “pretendere” investimenti prima di aver raggiunto un equilibrio economico e patrimoniale, allora dobbiamo ragionare su come rendere la società remunerativa e meno dipendente dai proventi della compravendita dei calciatori.
Non lo dico “per partito preso”: lo dicono i numeri e i fatti. E senza alcuna presunzione, se c’è qualcuno che vede alternative solide o numeri diversi, io sono davvero disponibile ad ascoltare — perché mi aiuterebbe a capire meglio e, se serve, a rivedere le mie convinzioni.
Vedremo cosa verrà proposto e come verrà gestito il dossier - sotto la regia della Salis, in coordinamento con Manfredi e Tey: spero sinceramente che il risultato sia all’altezza del tema, perché qui non parliamo di dettagli ma di un pezzo di futuro del club.
Quello che mi preme è evitare una situazione tipicamente genovese: ambiziosi a parole, repessini nei fatti, finendo per non ottenere il risultato sperato. E mugugnare.
Se nel 2026 ci si limitasse a concludere che è “impossibile” ricavare una volumetria decente per dare al Genoa uno stadio moderno, per me sarebbe un segnale molto negativo. Non voglio rassegnarmi a una mediocrità pianificata: magari sbaglio, ma preferisco dirlo chiaramente.
E, infine, credo sia bene dirsi un’altra cosa senza illusioni: aspettare il “salvatore” che arriva e copre tutto con soldi facili non è un piano. È una preghiera. Io preferisco un piano vero e prego solo ci si renda conto della realtà prima che la stessa ci venga addosso facendosi capire a scapaccioni.