LE GRANDI PULIZIE
commentare il bilancio di una società calcistica, per di più confrontando un semestre con un intero esercizio, è molto complicato. I risultati conseguiti vanno depurati da fenomeni puntuali che incidono soprattutto la composizione del passivo patrimoniale e scontano ipotesi sul futuro, a partire dal mantenimento della categoria.
A livello di conto economico i costi del personale, dato fondamentale per apprezzare il lavoro fatto, riflettono la rosa dell’anno scorso e proiettano il mercato di gennaio ancora da iniziare.
Per numeri e tabelle inserirò il link all’analisi pubblicata sul sito di Marmorato da parte del dott.Tarì, mantenendo il taglio dell’anno scorso ovvero pubblicando le mie risposte alle domande fondamentali che - immagino - un tifoso dovrebbe porsi rispetto allo stato di salute del Genoa CFC.
Quanti debiti ha il Genoa CFC?
Il debito netto è salito in termini assoluti. Rispetto a quanto “tabellato” nell’analisi citata, preferisco depurarlo dai debiti afferenti al calciomercato come fatto l’anno scorso. Come per i ricavi a conto economico, valutati al netto delle plusvalenze, ritengo questa rappresentazione più indicativa della reale tendenza.
Erano circa 163MLN (180-17) e diventano 186,5MLN (199,2-12,9)
Leggendo la relazione, l’aumento dei debiti finanziari è giustificato dall’anticipo dei crediti esigibili per TV e mercato da parte delle banche, per saldare i pagamenti necessari all’iscrizione.
Anche detraendo i 30MLN circa in questione saremmo comunque a 156,5 in sostanziale analogia con l’anno scorso: il debito non scende anche se riduce la sua incidenza a breve attestandosi ormai al 50% oltre al limite dell’esercizio successivo mentre fu lasciato da Preziosi al 70% a breve e 30% oltre.
Questo è un aspetto fondamentale perché, unitamente al miglioramento progressivo del margine operativo che vedremo dopo, contribuisce a ridurre gli oneri del passato sul presente. In pratica dovrebbe drenare circa 20MLN ancora per un paio d’anni (di fatto risorse gettate che impattano negativamente la possibilità di vedere in campo giocatori più forti in campo ndr).
I conti migliorano?
Ricavi operativi e costo del personale (sia fotografati che proiettati) sono il vero capolavoro della gestione “made in 777”. Più di avere lo stadio pieno avendo riportato il costo dei biglietti a valori di mercato, raddoppiato i ricavi commerciali (merchandising e sponsor) e ridotto in prospettiva i costi della gestione sportiva da 80 a 50/60MLN (alla peggio -25% proiettati al 30/06/’25) non so cosa potrebbero ancora fare.
In realtà poco o niente se non investire una barca di soldi per accedere alle competizioni europee.
Non considerando “altri ricavi e proventi” e quelli del calciomercato, variabili per natura e afferenti a partite straordinarie, il Genoa CFC genera circa 60MLN dall’operatività e riesce a sostenere un costo del personale di circa 45MLN per trovare un equilibrio (proiettati a Giugno 25 siamo tra i 55 e i 60).
Con la precedente gestione la gestione sportiva costava 80!
Se la gestione operativa (MOL/EBITDA) continuerà la tendenza positiva – indispensabile mantenere la categoria – le grandi pulizie dovrebbero portarci fuori dal guano entro un paio d’anni (esercizio 2027). Da questo punto di vista poco si può imputare a Blasquez, i fatti sono dalla sua parte e musse non ne ha raccontate.
Nel frattempo tra onere del debito e necessità di cassa sarà necessario continuare a produrre plusvalenze per circa 20/30MLN l’anno e immetterne altrettanti per ancora un paio d’anni.
Perché hanno inserito gli ammortamenti e le svalutazioni, quanto impattano? Conclusioni
Pur mandando a puttane il conto economico e imponendo la ricostituzione del capitale sociale, gli ammortamenti non drenano cassa (non mi dilungo a spiegare il fenomeno per pietà verso chi è arrivato fin qui e per non prendere insulti).
La cosa andava fatta (seppur le pulizie non sono ancora terminate) al netto delle speranze rispetto a provvedimenti ulteriori a favore delle società.
Il “perché” sul quanto e il quando può prestarsi ad interpretazione. Blasquez direbbe trattarsi di disciplina finanziaria e nessuno potrebbe smentirlo. Qualcun altro potrebbe pensare che aver generato l’esigenza di ricapitalizzare in tempistiche strette e nella misura di 45MLN è parte di un’operazione ostile verso l’azionista ombra che ha messo 150MLN rimanendo con un 23% illiquido, prendendola clamorosamente nello stoppino.
Capisco la voglia di speculare e le opinioni (Mashi statte bbono 😁). Rimanendo sui fatti e ipotizzando un metodo di calcolo “onesto”, il Genoa CFC potrebbe essere valutato grossolanamente così:
- ricavi operativi per 4: (60x4) 240MLN meno debito netto (155 vedi sopra) = 85MLN
40MLN li hanno messi e circa 20MLN sono il valore nominale delle quote rimanenti in capo alla vecchia proprietà.
Il dettaglio non prendano apparentemente un euro non mi sfugge 😉.
D’altronde la responsabilità del fallimento del progetto sportivo di 777/A-CAP e/o della presunta impossibilità di continuare l’opera di risanamento che doveva portare il Genoa CFC a capitalizzare il suo valore non è ascrivibile a terzi.
Come ho già detto, non ho la sfera di cristallo per svelare a QdM gli sviluppi futuri. Da quanto emerge (ma è presto) se lo sono presa nel sedere alla grande… rimane il dubbio Blasquez abbia accordi per farli rientrare in futuro almeno parzialmente.
Quello che interessa a noi è la solvibilità dei nuovi, la tenuta dell’operazione, la volontà di mantenere la categoria ma soprattutto la continuazione dell’opera di risanamento del Genoa CFC.
https://www.buoncalcioatutti.it/2024/12/18/genoa-lanalisi-del-bilancio-al-30-giugno-2024-perdita-importante-derivante-anche-da-decisioni-di-natura-straordinaria/#:~:text=Il%20risultato%20di%20esercizio%20riporta,di%20Euro%2027%2C2%20mln.