Grifo4ev3r
In passato ho già raccontato la mia avventura con il tennis. Per me è stato il modo di restare attivo dopo i 45 anni e, soprattutto, di infilarmi in una città dove conoscevo solo i colleghi d’ufficio.
Se tra voi c’è qualche nomade in cerca di radici, il circolo del tennis è un’ottima opzione: gente di tutte le età, sport praticabile a oltranza (salute permettendo) e un ambiente che ti accoglie senza troppe formalità.
Il circolo che ho trovato io è uno dei più antichi del Nord Est. Oltre a giocare – smuflonando tra i “senza braccia” di quarta categoria – ho dato una mano a organizzare risorse, fatto un po’ di conti 😀, e ci siamo tolti la soddisfazione di sviluppare tornei internazionali giovanili (già presenti sia al maschile che al femminile) e persino un Challenger 110k.
Cinque anni fa due perfetti sconosciuti, Musetti e Alcaraz, fecero semifinale: io li vidi in anteprima, insieme al 90% dei giocatori che oggi vedete sui vostri schermi. Cobolli compreso, che al “triestino” non ha mai vinto, a differenza di Passaro (due volte), senza però riuscire a sfondare. Segno che il tennis è uno degli sport più spietati: il numero 300 al mondo nel calcio è milionario, nel tennis rischia di dormire in macchina, scegliendo l’allenatore al posto dell’albergo. Se non sfondi in due anni, sei fuori, a meno di provenire da famiglie milionarie.
L’evoluzione dei materiali e della preparazione atletica ha trasformato il gioco in un modo che non piace a tutti (eufemismo). Però, al triplo della velocità, stanno tornando slice, volée e palle corte: un piccolo riscatto per i nostalgici.
C’è bisogno di differenziare di più le superfici, per premiare gli stili di gioco e gli specialisti, oggi un po’ appiattiti rispetto al passato. Per fortuna i due migliori al mondo hanno caratteristiche tecniche molto diverse, e le loro partite sono spettacolari proprio per questo.
Serve però l’arrivo di altri giocatori a quel livello, almeno un paio. Gli “esperti” puntano su Draper e Fonseca. Rune, simpatico come un istrice nelle mutande, avrebbe il braccio per riuscire ma difetta di carattere, mentre la generazione di Zverev, Medvedev e Rublev sembra in calo prima del tempo.
Il rovescio a una mano di Musetti resta uno spettacolo: vedremo se il suo sforzo immane per competere al massimo livello sarà premiato… contro ogni pronostico.