Aggiungo che il tutto è iniziato guarda un pò che combinazione, in una città a pochi passi da Genova e a lei molto simile:
"I dockers avrebbero dovuto imbarcare il materiale militare sulla nave Contship
Era, attraccata alle 6 del mattino nel porto vicino a Marsiglia e diretta ad Haïfa, ma si sono rifiutati:
“Non parteciperemo al genocidio. Siamo per la pace”, ha scritto in una nota il sindacato Cgt.
Stando al media Disclose, che ha rivelato la consegna di armi “in segreto” da Parigi verso Israele, altre due spedizioni di questo tipo tra Fos e Haïfa hanno già avuto luogo il 3 aprile e il 22 maggio.
Il governo francese smentisce che il materiale venga impiegato nella guerra a Gaza e sostiene si tratti di elementi assemblati in Israele per poi essere riesportati in Francia.
L’azione dei portuali marsigliesi è stata appoggiata in Francia dalla sinistra di France Insoumise.
Oggi alle 15 la Contship Era dovrebbe arrivare a Genova, dove i portuali annunciano scioperi."
Ricordo inoltre a chi fosse interessato , l'edizione odierna del Manifesto:
*Quello di oggi è un numero speciale, nato dal dibattito nel nostro collettivo.
Da 20 mesi, e 54 anni, il manifesto racconta la Palestina. Oggi, 6 giugno 2025, trovate una sola notizia nelle nostre pagine: il genocidio in corso a Gaza ma anche la lunga resistenza, politica, sociale e culturale, del popolo palestinese al colonialismo. Ogni sezione della redazione si è dedicata, secondo la propria grammatica, a questo unico tema e ha accolto tra le pagine i contributi di altre e altri compagni di viaggio, palestinesi e israeliani.
Il guadagno delle vendite sarà destinato ai progetti della campagna «Emergenza Gaza» di Aoi, l’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale.
Solo la foto dell'inserto odierno vale 1000 parole e migliaia di morti.
RACCOLTA FONDI PER PORTARE AIUTI UMANITARI ALLA POPOLAZIONE
Dall’inizio dell’offensiva militare israeliana il 7 ottobre 2023 a fine maggio 2025, si registrano 54.084 persone uccise, tra cui almeno 15.613 bambini e 8.304 donne, e 123.308 feriti nella Striscia di Gaza. In Cisgiordania i Palestinesi uccisitra ottobre 2023 e fine aprile 2025 sono 986, inclusi almeno 198 bambini, e i feriti 7.966 tra cui almeno 2.846 bambini. Le vittime israeliane sono almeno 1.616 e circa 8.083 i feriti.
L’offensiva israeliana ha sin dal primo momento deliberatamente colpito strutture e infrastrutture civili della Striscia di Gaza: ad oggi, il 92% delle unità abitative è distrutto o gravemente danneggiato; solo il 50% degli ospedali è parzialmente funzionante, e le restrizioni all’accesso degli aiuti umanitari imposte da Israele rendono estremamente difficile procurarsi beni di prima necessità quali acqua, cibo e medicinali, con il risultato che 470.000 persone sono ad un livello catastrofico di insicurezza alimentare e l’accesso alle cure è fortemente limitato per gli oltre 2 milioni di civili intrappolati nella Striscia.
Dalla rottura unilaterale, 18 marzo 2025, della fragile tregua iniziata a gennaio, le forze israeliane hanno intensificato i bombardamenti aerei, terrestri e marittimi sulla Striscia di Gaza e hanno ampliato le operazioni terrestri, nell’ambito del lancio di una nuova operazione militare, denominata “I carri di Gedeone”. Ciò ha causato centinaia di vittime, una nuova ondata di distruzione e un ulteriore sfollamento su larga scala. Senza un posto sicuro dove andare, molti hanno cercato riparo in rifugi di fortuna e in campi di sfollati sovraffollati. Le persone sono confinate in spazi sempre più ristretti, con l’81% della Striscia di Gaza ora all’interno di zone militarizzate israeliane o sottoposta a ordini di sfollamento.
La Striscia di Gaza è un fazzoletto di terra piccolissimo, ad alta densità di popolazione, senza alcuna via di fuga né luoghi sicuri in cui trovare rifugio.
Oggi a Gaza manca tutto: sangue, medicine, acqua potabile, cibo, carburante per far funzionare ambulanze e generatori compresi quelli degli ospedali, generi di prima necessità e luoghi sicuri dove rifugiarsi.
Ianna