MAU69 L'unica speranza è il voto dei giovani al referendum.
Caro @MAU69 questo tuo post ci riporta alla discussione già avuta qualche tempo fa e dalla quale ho capito che i nostri ideali e le nostre speranze convergono di brutto. Sui giovani che citi ripongo anche io le ultime flebili speranze a patto che il voto al referendum venga preso dai politici che più ci dovrebbero rappresentare come una lezione da imparare più che una vittoria. Non sono una delega a loro e non li devono contare come voti loro: se li devono conquistare con le idee e con i fatti.
Sono espressione dal basso (quella che piace tanto a me) come lo sono stati la Flotilla o i vari movimenti per Gaza o per difendere gli spazi sociali. In fondo questi movimenti ci sono sempre stati e sono stati quasi sempre ignorati se non osteggiati, in passato come in tempi più recenti. Oggi queste persone, che di solito non votano, sono andate al seggio e hanno dato un segnale. Stiamo a vedere se sapranno intercettarne le istanze ed i bisogni o se tenteranno solo di cavalcarli per mero calcolo politico. Stiamo anche a vedere se queste persone riusciranno a sviluppare un'azione che porti a un cambio culturale rispetto al presente, tale da riuscire ad incidere nelle scelte politiche così come fu negli anni '60 e '70, dove non c'è stata la rivoluzione ma di riforme approvabili ne sono state fatte tante.
Allora, piano piano, si potrebbe imboccare un cammino virtuoso che nel giro di qualche decennio potrebbe portarci ad una società più giusta e condivisa e poi chissà, in un orizzonte ancora più lontano, a poter rinunciare alla delega tramite il voto e a potergli dire, finalmente, "sarà una risata che vi seppellirà".
Ma qui ritorno nelle utopie, per ora restiamo una riserva indiana.