Cosa “spinge il tifoso genoano” storicamente, è l’orgoglio dell’appartenenza, il senso di rivalsa rispetto a un passato deludente e l’eterna speranza di un futuro migliore. Un’alchimia che si ripete nelle generazioni ma anche nell’arco di una singola partita, se è vero com’è vero che siamo la squadra più scorbutica da affrontare in casa nostra, in caso di vantaggio, quando non ci rullano e soprattutto quando l’ambiente non è avvelenato da contestazioni, siano esse giustificate o meno.
Se parliamo degli ultimi tre anni, diciamocelo sinceramente almeno su QdM, hanno influito pesantemente la supremazia cittadina e il Covid che ha fatto riflettere tutti sulla differenza tra vedere le partite in TV e viverle allo stadio.
Se il Genoa batte e replica il record storico di abbonamenti nella situazione data, i motivi prevalenti sono questi. Nel mix che preferite.
Questi sentimenti uniscono a mio avviso tutta la comunità genoana senza distinzioni… purtroppo in quest’ambito esistono gruppi di persone che non godono del mio rispetto perché si piegano da sempre a logiche abominevoli perdendo la dignità rispetto a presunti vantaggi, falsi come le banconote dei monopolî, come quelli “garantiti” dal 71. Lo avevano fatto anche in passato, sono bestie strane perché paiono combattere una battaglia infame contro l’orgoglio che in qualche modo dimostrano di provare: non li capirò, né li accetterò mai. Va di moda definirli bipolari, io non saprei come chiamarli senza insulti.
Infine, esistono plurime sfaccettature e le storie personali… certo che vedere associati Preziosi, i 777 e Sucu (manco sappiamo chi sia ma è già battezzato) fa impressione così come la fissazione infinita contro un allenatore che ha fatto il suo. Ognuno ha i suoi incubi e se li tenga.
Dopo Preziosi, i “custodi” del Genoa CFC vorrei fossero valutati senza farsi influenzare dalle aspettative ma dai fatti, liberarsi dalla frustrazione (la madre dei genoani indegni) per vivere la nostra passione pretendendo operino in coerenza con le potenzialità della piazza.
Il patrimonio degli ultimi anni non sono i Gudmunsson o i Retegui del belino, ma è un’organizzazione sportiva dedita alla prestazione e al risultato con le risorse disponibili. Dedicate al risanamento della società.
Benissimo Vieira, tutti i ragazzi e chi lavora in società se vediamo squadre andare oltre ai limiti tecnici. Perché se smaltissimo i casini ereditati continuando a sostenerli potremmo vedere un livello (leggermente) superiore che significa dal quinto al nono posto raggiunto con quelli che vengono definiti scarponi ma che io ricorderò sempre come i più grandi professionisti, come gruppo, da decenni.
Con questi presupposti non si sarebbe pareggiato da tre a zero in casa con la viola di Mutu e si andava in champions così come non si sarebbe perso in casa con l’Ajax, con squadre ben superiori a quella di cui stiamo parlando ma gestite in maniera assassina. Con risultati sotto le potenzialità.
Insistendo, prima o poi, la ruota girerà di nuovo e vorrei arrivarci in queste condizioni “morali”.
Disprezzare questo patrimonio dopo averlo conquistato tenendo duro rispetto a tutti i casini assortiti sarebbe un delitto imperdonabile… altro che musse.
I Genoa più recenti, da taluni disprezzati, mi rendono orgoglioso come non mai. Dei presunti “campioni” mi sono rotto il cazzo da un bel po’ dal momento in cui l’unico obiettivo, pure condivisibile, è l’ingaggio.
Anche per questo non riesco a parlare del “mercato”.