Bortolazzi se tu vuoi ottenere dei risultati economici e li metti come prioritari rispetto al miglioramento sportivo, perchè devi fare il tafazzi con un cambio di modulo e di modello con tre trequartisti che vai a prendere dal bidone dell'umido perchè appunto non vuoi investire perchè vuoi raggiungere gli obiettivi finanziari? Perchè hai dato l'ok per il passaggio al modulo ipotizzato da Vieira? Perchè non sei rimasto su qualcosa che è più congeniale all'ambiente Genoa se vuoi fare quart'ultimo?
Se si vuole discutere sul quadro tecnico, tralasciando il finanziario, che sta a monte, questa secondo me è la domanda corretta. La serie A è storicamente piena zeppa di squadre virtuose che si sono salvate con rose qualitativamente scarse e di infimo valore commerciale. Il motivo è che, in rapporto al budget più o meno modesto, hanno fatto le scelte giuste. Spendere poco è senz'altro più rischioso che spendere di più, ma se fai le scelte sbagliate o hai le idee confuse, anche dopo aver speso pacchi di milioni rischi di ritrovarti con una rosa raffazzonata. Vieira sognava di stabilirsi saldamente nella parte sinistra della classifica con una squadra dal gioco propositivo e la società lo ha seguito come si segue il pifferaio magico, incantata di ottenere questo mirabilante risultato sportivo evocato dall'allenatore senza spendere un soldo. Ignoro cosa bevano o fumino, ma capisco che, una volta convinti, si siano fregati le mani per la gioia. Il primo errore è stato quindi strategico, per eccesso di presunzione. Ma il secondo è stato tecnico. Anche a zero, gli innesti sono stati quasi tutti sbagliati o inadeguati. Anche la scelta dell'allenatore, tutto sommato, sta in cima alla catena di errori di valutazione. Nel senso che vai a prendere un allenatore ambizioso se tu società hai ambizioni e sei in grado di supportarle economicamente. Se per motivi anche seri e comprensibili, devi tirare la cinghia, le ambizioni le riponi nel cassetto dei sogni in attesa di tempi migliori. In fondo è la vecchia storia della botte piena e della moglie ubriaca, niente di meno o di più. La dirigenza, che forse sta operando virtuosamente sul piano finanziario, ha completamente toppato sul piano sportivo, andando allo sbaraglio accecata da un'utopia a buon mercato totalmente fallita. Al punto che, una volta segato Vieira come responsabile di qualcosa di cui era eventualmente solo corresponsabile, ha ripiegato sul tirare avanti con una squadra costruita con le rimanenze del campionato scorso. Ciò nonostante come sostituto non ha scelto un allenatore forgiato in salvezze brutte e sporche all'ultima giornata, ma un allenatore a suo modo altrettanto ambizioso con mire su panchine prestigiose. Questo allenatore ha una sua idea di gioco e spera (parole sue) nell'arrivo di giocatori in grado di dare qualità a quell'idea di gioco. Purtroppo sembra che non ci sia un budget adeguato a scegliere il meglio possibile ma solo a raccattare ciò che rimane sul banco dell'invenduto. C'è il rischio di ripetere in parte l'equivoco di Vieira e assecondare ambizioni non sostenibili economicamente. E il rischio serio di ritrovarsi con un terzo allenatore, in pieno stile Genoa.
Che fare? Se si rendono conto che l'obiettivo è salvarsi e non c'è trippa per sognare alla grande, sono loro dirigenti che devono parlare chiaro con il settore tecnico e varare una strategia di resistenza in trincea, che alla base deve essere implementata con tre o quattro innesti adeguati alla lotta dura nel fango dei bassifondi. Io non so se lo vedono, ma, tolta la Fiorentina, è una lotta a quattro o cinque per tre posti all'inferno. Già la tragicommedia del portiere, gestita malissimo, toglie tempo e risorse alla scelta di altri giocatori nei ruoli-chiave, ma poi è indispensabile non sbagliare le scelte o non farsele imporre da procuratori interessati a soluzioni che non mettono il Genoa in cima alla scala dei valori. Si può fare un mercato a zero virtuoso come un mercato a zero sballato. Già è triste lo zero, se poi anche le scelte sono sballate, addio. A me non frega niente se per un colpo di fortuna passo una notte con la Canalis, ma lei rifiuta di sposarmi. Mi prendo il bello della notte e grazie. Se mi danno in prestito secco Haaland e Rodri, me li prendo, me li godo e poi si vedrà. Ma l'importante è che i giocatori che mi tiro in casa servano a rendere più sicura la trincea, non a inseguire sogni di gloria per i quali è troppo tardi e non è il caso. Quindi non parlatemi di Pisilli o di altri pischelli buoni solo ad entrare nelle rotazioni con altri ragazzi fisicamente simili, non parlatemi di Martinez Quarta buono solo ad incrementare le inutili velleità tecniche del reparto nani-da-giardino. Datemi gente sperimentata capace di sputar sangue e di farlo sputare agli avversari. Chi eventualmente arriva deve dare qualcosa in più laddove serve, non fare tapezzeria. I dirigenti che non spendono soldi per finanziare gli acquisti, quantomeno si prendano la responsabilità di indirizzare le scelte verso l'unico obiettivo rimasto: la salvezza. Anzi, il penultimo. Domani potrebbe essere quello di evitare l'ultimo posto.