Ci dobbiamo rifornire di calmanti prima di guardare le partite del Genoa. Meglio beccarne subito tre come all'andata e non sprecare nervi. Decidono rigori non visti dall'arbitro ed estranei al calcio. Per fortuna tra poco cominciano lo sci e il curling e ci si può riconciliare con lo sport.
Il Genoa comincia bene portando 6-7 giocatori nella metà campo avversaria, ma non dà l'impressione di cercare con rabbia la finalizzazione. Comunque le uniche due conclusioni in porta del primo tempo sono di Fredrup e Vitinha. La Lazio si rende pericolosa solo sugli sviluppi di calcio d'angolo, quando la difesa genoana, a causa dell'assurda inversione dei destri a sinistra e dei sinistri a destra, perde i riferimenti e va nel panico. Ma ormai quasi tutti gli allenatori utilizzano questo orrore di escamotage.
La ripresa inizia con le stesse formazioni in campo. La Lazio cambia ritmo rispetto al primo tempo e attacca con un certa convinzione. Poi su un rimpallo Martin tocca incolpevolmente con il braccio e il VAR concede alla Lazio un rigorino trasformato da Pedro. Pochi minuti dopo Martin, ultimo uomo, buca il modo del tutto ridicolo il pallone su rinvio del portiere e la Lazio raddoppia. Su tiro in porta rabbioso di Malinovsky c'è per il Genoa un rigore vero, che l'ucraino trasforma con sicurezza. Il Genoa preme e per fortuna DDR sostituisce Martin con Messias. Così è Malinovhy a battere un angolo, direttamente in porta. Sulla respinta disperata di Provedel, Vitinha centra il pareggio. Dentro anche Ekuban e Cornet. Il Genoa ci prova, ma all'ultimo secondo ecco cadere dal cielo romano un altro rigorino che Cataldi mette in rete al minuto 100. Non se ne può francamente più di un calcio fatto quasi interamente da episodi, inclusa la partita col Bologna, va detto. Giocare bene o male ormai conta meno della fortuna sui contrasti in area e sui rimpalli. Una merda totale, con gli arbitri che non fischiano più nemmeno i falli di mano evidenti come quello a favore del Genoa, tanto c'è il VAR.
I ragazzi rossoblu hanno giocato bene. Per un Martin in giornata no, hanno brillato Marcandalli e Frendrup, il danese determinato come non si vedeva da tempo. Vitinha assatanato come sempre e premiato dal gol su cui è stato lucido.
Il punto in più non avrebbe fatto grande differenza, ma la prestazione è stata incoraggiante.