Si gioca alle 12'30 al Bentegodi.
Sminato l'ostacolo Roma, partita complicatissima per gli obbiettivi dei giallorossi, per lo score recente negli scontri diretti e per quello con Gasperini ci andiamo sicuramente con una serenità diversa.
Guai però a sottovalutare l'avversario.
Contrariamente a quello che mi aspettavo l'Hellas nonostante la quasi resa di Sogliano in conferenza e la promozione ad interim del tecnico della Primavera in attesa di abilitazione non ha mollato l'osso.
Il Napoli per batterli ci ha messo 95 minuti, il Bologna si è fatto rimontare e ribaltare.
Nel Genoa dovrebbero tornare disponibili al 100% più o meno tutti gli effettivi: Baldanzi più probabilmente in uscita dalla panchina, Norton a pieni giri, vedremo quanto grave sarà la distorsione di Onana.
Mancherà sicuramente Masini appiedato dal giudice sportivo.
Restano in diffida sia Malinovskyi, che mi aspetto di nuovo al centro del campo, che Marcandalli.
In porta toccherà a Bijlow che ha scaldato i motori e sta fornendo prove di assoluto livello: l'incognita con l'olandese è la tenuta fisica, lo sapevamo prima e lo sappiamo ancora ora: comunque Leali è una garanzia.
Difesa a 3 sempre sulle spalle di Østigård che sminato il pericolo Malen se la vedrà con Orban non meno fastidioso. Al suo fianco Vasquez e Marcandalli. Occhio al messicano che sembra giunto in quella fase della stagione in cui il suo corpo dà ampi cenni di fatica, speriamo di garantirci e garantirgli un finale di stagione più rilassato in cui amministrarne il minutaggio in vista del mondiale domestico.
Sugli esterni non credo sia particolarmente grave la botta che ha costretto Ellertsson a uscire nel finale di gara, penso di rientro Norton, in caso di assenza dell'islandese più Sabelli di Martin. Con i 2 destri in campo immagino sia Sabelli che va a destra.
Mediana a 3: Frendrup insostituibile 30 partite stagionali e 1 giallo per un mediano sono una roba irreale, continuo a domandarmi cosa ci faccia al Genoa ogni partita che passa. Al suo fianco detto di Masini squalificato e di Baldanzi che ben che vada sarà in uscita dalla panchina, mi immagino Malinovskyi e Messias con Amorim più dietro nelle gerarchie.
Davanti dopo l'ottima prova di Ekuban-Ekhator penso tocchi di nuovo a Colombo e Vitinha col portoghese rinfrancato dal 4o centro stagionale che sta trovando meno campo e meno minuti in questa parte di stagione: possibile che il superlavoro richiesto da DDR stia pesando sui muscoli dell'ex OM e che venga un po' gestito.
L'andata è stata una brutta partita, in uscita da un periodo molto complicato che ha sbloccato il fortino Ferraris: nel 2026 ci abbiamo fatto 3 punti con Cagliari, Bologna, Torino e Roma; 1 col Pisa e il bilancio casalingo torna a sorridere, da inizio stagione abbiamo fatto 1,27 punti di media a partita. Dato l'avvio e le tante occasioni sprecate un dato incredibile in una stagione di dati incredibili.
Veniamo all'Hellas.
Non li ho tanto seguiti con Sammarco, confesso.
Giocano sostanzialmente 3-5-2 come con Zanetti, mi aspetto siano molto motivati anche perché il calendario non è banale e le possibilità di salvezza ridotte all'osso.
Vado un po' a intuito: mi immagino una squadra che ha abbassato il baricentro cercando di migliorare il blocco basso in modo da lasciare qualche goal di meno e giocarsela sulla velocità di Orban.
In porta è tornato Montipo' dopo un periodo di panchina a meditare: problemi contrattuali, stagione complicata. Nel complesso resta un portiere affidabile per quanto mi riguarda.
In difesa Nelsson, ex Roma e Galatasaray sostituisce Bella-Kotchap come centrale, al suo fianco Frese, braccetto atipico, e a chiudere il reparto il centrale delle Far Oer Edmundsson: fa molto ridere la nazionalità, ma per quanto ho visto è un vichingone grande e grosso.
Restano un reparto da quasi 2 goal subiti di media a partita anche dopo gli interventi di Sogliano.
Sugli esterni Bradaric e Oyegoke anche se a destra potrebbe tornare Belghali.
Mediana con Gagliardini, Akpa Akpro e Harroui almeno nella vincente trasferta di Bologna: poi i soliti Bernede, Al Musrati e Niasse. Ha ricominciato ad assaggiare il prato Suslov fermato da un brutto infortunio a inizio stagione.
Davanti lo scozzese Bowie fa reparto con Orban, occhio a Sarr e Mosquera che sembrano più avanti nelle gerarchie di Sarr.
E' un melting pot di lingue e persone, la larghissima parte sconosciuti: in tutta onestà non li conosco.
Presterei attenzione a Gagliardini sempre pericoloso in inserimento e a Orban autore di 7 goal stagionali.
Partita complicatissima: l'Hellas con 1 vittoria tornerebbe a vedere la salvezza non più come un miraggio, il Genoa potrebbe arrivarci troppo rilassato dal successo casalingo.
Dovrà essere bravo DDR a tenere tutti sul pezzo, mi viene quasi da dire che è meglio aver visto anche in termini di risultati che non han mollato e non sarà una passeggiata.
Al Genoa sta bene un pari, nel caso peggiore mantiene il +6 sulla zona calda. Vincere è complicato ma metterebbe la corsa salvezza quasi in una definitiva ghiacciaia.
La giornata dice che il match clou è l'ultimo di giornata: Cremonese-Fiorentina, allo Zini la Viola si gioca il match del +4 sulla Cremonese e un quasi tombale per la banda di Nicola.
Ma anche Nicola si gioca molto, non ha mai vinto nel 2026 e in buona sostanza questa è l'ultima chiamata se perde è esonero.
Riavvolgiamo però il nastro: si apre la giornata con Torino-Parma, i granata sono mentalmente tornati sul pezzo con D'Aversa, i ducali han chiuso il discorso con il pari con la Fiorentina. Si gioca in uno stadio deserto mi aspetto una X telefonata.
Per il Lecce c'è il Napoli che sta pian piano ritrovando i suoi pezzi migliori: si gioca in casa azzurra, partita impossibile per Di Francesco e soci.
Dopo di noi un sugoso Pisa-Cagliari: i neroazzurri sono ultimi staccati ma i sardi non sono in un gran momento 2 punti nelle ultime 4 giornate e tanti infortuni.
I sardi han tanti punti quanti noi, 2 risultati su 3 anche per loro ma anche l'eventuale sconfitta non sarebbe un dramma.
Sinceramente faccio fatica a vedere scenari da tregenda, i risultati del week end ci mettono in condizione di stare rilassati, almeno noi che stiamo fuori dal rettangolo verde, per qualche tempo.
Detto che non è finita finché non è finita.
Dagghe Zena!