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Ci sono più vincoli nell’algoritmo che produce il calendario di Serie A che in un manuale di diritto penale. Quindi la scelta della contemporaneità dei due eventi nello stesso complesso è una scelta che risale a giugno 2025.
Non è accettabile trovarsi a due giorni dalla partita in questa situazione per l’incapacità di gestire un problema noto da un anno. Sia da parte della Lega Calcio sia da parte della Prefettura.
Non è accettabile che i cittadini continuino a pagare le conseguenze dell’inadeguatezza altrui senza che qualcuno sia costretto a trarne le conseguenze. Si fanno milioni di dibattiti e si dicono miliardi di cazzate, ma il problema principale di questo Paese è sempre lo stesso: non si riesce mai ad attribuire una responsabilità chiara e a punire errori di questo tipo. Tutti colpevoli, nessun colpevole.
La Lega ha preso una decisione che non è stata in grado di gestire con le forze dell’ordine e la prefettura (il Governo ndr).
Nel terrore di assumersi questa decisione, le forze dell’ordine rinunciano a fare il loro mestiere o, in subordine avvisare per tempo — un anno fa, appunto, o quantomeno tre mesi fa — che non avrebbero consentito di giocare il derby nello stesso giorno della finale degli Internazionali.
Le TV, invece, sono l’unico soggetto in grado di far valere i propri diritti (economici e contrattuali), che a quanto pare vengono considerati di ordine superiore rispetto a quelli dei cittadini.
E infine, se proprio vogliamo entrare nell’ottica della “soluzione d’emergenza”, si preferisce perdere la faccia, calpestare diritti e ledere interessi pur di non rinunciare a far disputare nello stesso giorno incontri che, qualunque sia l’esito del singolo, le squadre interessate devono comunque vincere per oggettivi motivi di classifica, soprattutto in ragione dell’ulteriore turno ancora da disputare.
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