edoardo777 Questi rilievi non sono disfattismo, ma ragionamenti ad alta voce volti ad evitare che DDR, come i suoi predecessori, venga travolto ed esonerato a Natale.
Ciao Edo, secondo me la domanda che poni è giusta e la riassumi perfettamente: gli zero punti erano preventivabili, lo zero gioco molto meno.
Anche a me non fa impazzire il centrocampo a due, Frendrup sembra a tratti la versione depotenziata di se stesso, Sow corre ancora spesso dietro a quello che succede e Baldanzi continua a sembrarmi un problema tattico da risolvere prima ancora che una soluzione.
Detto questo, farei due distinguo.
Il primo è quello sollevato da Mashi: la qualità dei giocatori non determina soltanto il risultato, determina anche la percezione del gioco. Se uno controlla bene 100 palloni e l’altro 70, non hai soltanto trenta errori tecnici in più. Hai trenta azioni nelle quali il compagno aspetta, corregge la corsa, torna indietro; trenta mezzi secondi regalati all’avversario che, messi uno sopra l’altro, alla fine fanno sembrare una squadra un’orchestra e l’altra un gruppo che sta ancora cercando il direttore.
Per questo la sua provocazione mi convince: se avessimo scambiato gli allenatori, non sono affatto certo che avremmo scambiato i risultati. Se avessimo scambiato Nico Paz con Baldanzi, qualche dubbio in più mi sarebbe venuto. La superiorità tecnica non si limita a battertere la tattica: spesso la fa sembrare migliore.
Il secondo distinguo riguarda proprio questo Genoa. Perché non sono del tutto d’accordo sullo “zero gioco”. Il Genoa dell’anno scorso io l’ho visto eccome. L’ho visto per sessanta minuti col Napoli — diciamo pure 82, prima che si ribaltasse la logica e il regolamento non fischiando quel fallo — per 25 minuti ieri contro una delle peggiori squadre che si possano affrontare oggi in Europa e per una quarantina con la Lazio nel secondo tempo. Finora abbiamo sbagliato davvero il primo tempo a Roma.
Le caratteristiche sono ancora quelle: recupero palla, aggressione, verticalità, ripartenza. E infatti De Rossi continua a dirlo sinceramente: il problema è trasformare quel Genoa in qualcosa di più, perché se restiamo soltanto lì prima o poi diventiamo leggibili anche per chi non ha passato Coverciano.
Ed è qui che entra il tempo, non come alibi universale da esibire a ogni sconfitta, ma come dato abbastanza oggettivo. Il mercato è finito il 2 settembre e il Genoa, per evidenti ragioni di subalternità rispetto alle grandi, è una di quelle squadre costrette a pescare nelle ultime ore, quando gli altri hanno già apparecchiato e noi stiamo ancora cercando le sedie.
Gli uomini che dovrebbero permettere a DDR di aggiungere qualcosa al Genoa dell’anno scorso o non hanno ancora visto il campo oppure, come Sow, hanno cominciato a lavorare a metà agosto. Quindici giorni fa. Altro che Moena.
Possiamo quindi discutere se De Rossi avrebbe già potuto fare meglio con quello che aveva, e secondo me in alcuni momenti sì. Ma faccio molta più fatica a rimproverargli di non avere ancora costruito il gioco nuovo con giocatori che durante la preparazione semplicemente non c’erano.
Per me la distinzione è questa: non siamo in ritardo sul Genoa dell’anno scorso, che esiste ancora ed è riconoscibile. Siamo in ritardo sull’evoluzione che dovrebbe diventare il Genoa di quest’anno. E su quella, prima di giudicare, vorrei almeno concedere all’allenatore la possibilità di allenare insieme quelli che dovrebbero farla.
La cosa che invece mi preoccupa di più è ambientale. Questi post sono ragionati e sono soltanto i sassolini che precedono una valanga emotiva che a Genova conosciamo a memoria: perdi due o tre partite, sale l’ansia, ogni scelta diventa un errore, ogni giocatore una pippa e alla quarta scopriamo che l’allenatore ha perso lo spogliatoio, possibilmente a sua insaputa.
Io questa volta - come in passato - proverei a non cascarci. Devo dire per onestà che lo dicevo anche l’anno scorso alla Jena su Vieira sbagliandomi.
Non perché DDR abbia un credito infinito e neppure perché tutto ciò che abbiamo visto, soprattutto per l’utilizzo di Baldanzi e Vitinha, mi sia piaciuto. Ma perché questa squadra, per ragioni oggettive, è partita in ritardo.
Prima vediamo dove arriva quando riesce finalmente a partire. Ammesso non parta prima lo psicodramma.
Un ultima cosa, tra la pretesa di asfaltare il Como e dire che il Genoa non sia migliorato potenzialmente (sulla carta per ora) ci sono galassie di differenza.
Per quelli che invece devono per forza affermare un qualcosa di predeterminato oppure ragionare de panza tutte le volte non c’è rimedio. Con la panza si scoreggia 😇