Avviso ai naviganti: lungo e forse tedioso.
E' da un paio di giorni che rimugino su quello che avete scritto, e soprattutto su quello che sta scrivendo 4mazzi.
Confesso che mi avete (mi hai…) fatto preoccupare.
Per distorsione professionale, quando qualcuno vuole farmi preoccupare tendo a prendere in mano i numeri ed i fatti, li studio, li giro e li rigiro finché non arrivo ad una conclusione che di solito è: sbagliato preoccuparsi, oppure, giusto preoccuparsi ma la soluzione è "questa". Studiarmi i problemi mi aiuta, sempre, qualunque sia l'esito.
@4mazzi scrive "Quando chiedo a Suçu di farsi sentire non penso a un’intervista con Cessi o Pinuccio ma ad un programma che illustri come intende investire, a ingaggiare calciatori ma anche i collaboratori necessari a sviluppare quel lavoro “in più” per mettere in sicurezza la serie A, come chiede Edo, ma anche le Women, il settore giovanile, gli interventi sullo stadio, il completamento delle infrastrutture per il settore giovanile e un progetto serio per quelle della prima squadra."
La domanda sottende l'idea, espressa da lui, da altri, ed in parte anche da me, che il Sig. Sucu abbia comprato un giocattolo troppo costoso per le sue capacità finanziarie.
Chiedergli il "programma" significa metterlo con le spalle al muro, mostrargli le sue responsabilità, mostrargli in che razza di casino si è andato a ficcare, noi lo sappiamo bene, lui probabilmente no...forse vederlo piagnucolare e chiedere scusa "il Genoa ? l'ho comprato in un momento di sconforto" (cit.).
A ciò si aggiunga il fatto che Sucu, in effetti, comprandosi il 75% del Genoa per 45 e spicci milioni ha fatto un affarone, e questa è una colpa che non possiamo perdonargli e non gli perdoneremo mai. Tutta questa attenzione verso il nuovo presidente è legittima, ma secondo me fuorviante, provo a spiegarmi e per farlo devo fare un passetto indietro, abbiate pazienza (tanta).
La situazione del Genoa, IMHO, è assolutamente unica fin dall'acquisizione da parte di 777 partners e lo è ancor di più di recente.
Il modello di 777 si basava su due pilastri: multiproprietà con funzioni (tipo scouting) integrate e sostenibilità economica.
Se restringiamo l'obiettivo su Genova, nel Genoa l'AD rendeva conto alla proprietà che si trovava a trilioni di chilometri di distanza, ogni tanto faceva capolino, controllava i conti e ri-scompariva. Con lo scioglimento di 777 questa peculiarità si è ancor di più rafforzata, col risultato che al Genoa l'AD è il vero dominus incontrastato dal 2021. Certamente Blazquez segue un piano iniziale impostato dai 777, ma credo che per quanto concerne i conti della singola società gli sia stata data fin dall'inizio ampia libertà con l'obiettivo di riportare prima possibile in linea di galleggiamento la nave.
Quindi quale era la strategia ? (fin qui sto ripetendo cose che ci siamo detti e ridetti allo sfinimento)
E' l'AD che in diverse interviste spiega nel dettaglio il modello di business che è stato sposato fin dall'inizio: la più interessante quella rilasciata a Calcio e Finanza nel giugno 2024 poco prima che esplodesse la bolla 777 (c'erano solo avvisaglie).
Molto semplicemente, 1) risanare i conti attraverso un aumento sensibile dei ricavi, riduzione dei costi (leggasi monte ingaggi) plusvalenze e gestione "sana"; rientrato il debito, lo step successivo è 2) consolidare i ricavi a 100mil, il costo degli ingaggi a circa la metà 40-50mil per accedere alla zona "europa" della classifica. Le plusvalenze da trading dei giocatori ben vengano, ma non possono essere la fonte principale di ricavi, pena l'instabilità della società.
Negli ultimi anni i conti della società stanno regolarmente andando verso la direzione indicata, anzi, oserei dire persino meglio del previsto.
Con l'accordo con l'AdE (dicembre 2023) il debito che era di circa 280mil è sceso a circa 200mil, con l'esercizio chiuso a giugno 2024 siamo circa a 180mil, se dio vorrà con l'esercizio a giugno 2025 dovremmo stare a circa 140mil, l'anno prossimo forse riusciamo a rientrare a 100mil, molto vicini al 100% dei ricavi, prima eravamo al 350% ??
Sempre nell'esercizio che sta per chiudersi dovremmo - de facto - sfondare la soglia di breakeven, ovvero avere ricavi pari/superiori ai costi, in anticipo di un anno rispetto al piano di rateizzazione presentato all’Agenzia delle Entrate in cui si indicava nel periodo 2025/2026 il ritorno all’utile (a differenza di altri cui non si chiede mai conto di niente ed i cui piani puntualmente disattesi son scritti con l'inchiostro simpatico…).
L'apporto dell'azionista nell'ultimo anno e mezzo è stato assolutamente ridotto, merito - certo - anche degli introiti da plusvalenze, ma più in generale da un riassetto dei conti che dovrebbe vedere l'iniezione di capitali esterni per far fronte ai debiti quantomeno ridotto.
Faccio notare che un sensibile apporto a questo miglioramento così rapido viene anche dal seguito dei tifosi che pesano (eccome) come abbonamenti, biglietti, merchandising e contatti TV (per ripartizione diritti).
Il Genoa nel periodo 2010-2020 non superava MAI i 20.000 abbonati, neppure nella stagione gasperini2 col 6° posto (circa 16k), l'andamento è altalenante e del tutto disconnesso dai risultati sportivi, IMHO indice di un malessere fortissimo verso la dirigenza. Non ci sono dati ufficiali delle stagioni 20/21 e 21/22.
La campagna 22-23, quella dell'O1Y vede lo sfondamento della soglia psicologica, 20.239, l'anno dopo 27.777 ed infine 28.093... numeri incredibili, a cui fanno seguito percentuali di riempimento dello stadio assurde, questo per dare a Cesare quel che è di Cesare.
Nota: Va ricordato che quando parliamo di debiti stiamo mettendo insieme mele, pere e pur pesche...son debiti diversi, alcuni verso erario, factoring etc...insomma un conto della serva mal fatto, ma giusto per capirsi.
Tutto questo pippone per dirvi - se ce ne fosse ancora bisogno - che in casa Genoa è in corso un "one man show" all'incirca fin dall'inizio, una situazione davvero peculiare, ma nonostante ciò, apparentemente benefica - almeno per i conti.
Arriviamo allo scorso autunno.
Su una situazione già particolare, si innestano una serie di eventi (comunque li si voglia leggere) che possiamo esemplificare con un: "l'AD va in cerca di una nuova proprietà e la trova".
Nel normale succedersi dei fatti accade il contrario: una società cambia di proprietà, la prima figura che salta è l'AD (sostituito dalla nuova proprietà) spesso anche un pò di gente sotto. Questa è la norma, al Genoa no: le cose accadono al contrario.
Quindi, arriva un signore (Mr Sucu) che quatto quatto investe i suoi soldini per rilevare il pacchetto di controllo della società, per prima cosa che fa ? cambia l'AD ? cambia tutti i dirigenti apicali ? no, scompare e ritorna da dove è venuto (salvo qualche breve apparizione con cappellino d'ordinanza).
Possiamo pensare che sia un matto o uno sprovveduto, escludo entrambe le ipotesi.
Il Signor Dan Sucu ha intravisto una eccellente opportunità di investimento e ci si è ficcato dentro con un tempismo pressoché perfetto. Lui ha semplicemente aderito al programma che è in corso, quello che vi ho raccontato, ma che voi conoscete anche meglio di me.
Il Signor Sucu non ha bisogno di fare una conferenza stampa per spiegare ai tifosi cosa farà, perché lui, oltre a mettere i dindi (i meno possibili), non farà - per il momento - alcunché, starà fermo, immobile, bene attento a non toccare assolutamente nulla che possa influenzare il funzionamento di questo meccanismo, quantomeno per un altro anno ancora e non solo perché c'è in effetti un potenziale rischio derivante da una sentenza sfavorevole al suo subentro in società, ma perché - io credo - avrà letto i classici e conoscerà il detto (attribuito a Napoleone) "Non interrompere mai il tuo nemico quando sta commettendo un errore" che può essere anche riletto come "non toccare niente quando sta funzionando, anche se non sai cos'è e il perché" …
Ecco, @4mazzi, ciò che Sucu ti risponderebbe è "andate a leggere le interviste all'AD, la strategia è continuare a fare quello che è stato fatto finora, perché sta funzionando, qualunque cosa sia" … almeno per ora ed almeno per un anno, forse due, dipende da come vanno i conti.
Lo, so, sembra una storia tratta da un film dei fratelli Cohen, però questo è ciò che penso, scusate per la lunghezza.