Criscitalebano
Eccoci Taliban. Il piano di salvataggio che hai riassunto lo abbiamo seguito passo dopo passo, sarebbe stato definito da un politico di rango, razza estinta, “programma di risanamento e rilancio”.
Si basava su alcuni pilastri:
- taglio dei costi partendo dal numero assurdo di calciatori di proprietà (più di un centinaio di cui novanta inservibili)
- riduzione drastica del debito attraverso la composizione negoziata
- incremento dei ricavi per il raggiungimento del pareggio - il famoso breakeven - attraverso la gestione caratteristica (al netto degli introiti da calciomercato)
- utilizzo delle plusvalenze per il raggiungimento dell’utile e per finanziare il calciomercato limitando gli investimenti sfruttando le sinergie con altre società controllate operanti in campionati diversi, utilizzate per sviluppare talenti limitando i costi degli investimenti (come fossero più squadre “futuro” a loro volta da risanare e rivendere), anche attraverso il coordinamento centrale delle direzioni sportive dei singoli Club.
- consolidamento del settore giovanile per generare ricambio e plusvalenze future
- progressiva patrimonializzazione della Società con infrastrutture per la prima squadra e le giovanili fino ad arrivare allo stadio di proprietà
Il compimento dell’opera sarebbe stata la vendita del Genoa CFC a un valore superiore a quello investito grazie anche alla rivalutazione complessiva del campionato in cui milita, ritenendo depresse le valutazioni medie delle squadre italiane in generale. Stesso ragionamento per le altre Società, pur in contesti diversi.
Rispetto alla ricostruzione, non concordo rispetto alla originalità del piano perché quanto sopra si discosta dal programma di un Commisso o di un Saputo solo per il tema della multiproprietà, il quale è però mutuato da altre realtà europee di cui abbiamo abbondantemente discusso.
Soprattutto non mi trovo rispetto alle considerazione sul ridotto apporto di capitale da parte dell’azionista, nel senso che si rischia di confondere un incidente (il crollo del castello 777 - ACap) con il piano stesso.
Perché tutti i punti del piano necessitano di apporto di capitale in ottica di crescita ed il fatto di averli finanziati con il mercato per costrizione (vendendo in un anno solare Dragusin, Retegui, Gud, Martinez e passando alle politiche dei prestiti) non è in continuità, come parrebbe, ma rappresenta la fine del progetto. Tutto comprensibile per carità, non avrebbe potuto fare altro per salvare la ghirba, ma assolutamente deprimente non rispetto ai miei desideri da tifoso ma alla possibilità di crescita, perché anche in ottica di plusvalenze questa politica di sussistenza deprime sia i valori di vendita che l’attrattività del club per chi deve restare o firmare. Oltre a inchiodare il valore del Genoa CFC.
Non faccio una colpa a Sucu ne di aver fatto l’affare (anzi) ne mi dissocio rispetto alla sensazione diffusa di affidabilità. Però mi deve spiegare come e in che modo intende riprendere a investire come richiedeva il piano originale.
Questo tuo post, corroborato comportamenti prudentissimi dell’azionista e dalle indiscrezioni che auspico non veritiere, mi preoccupa perché se non ci convinciamo che il Genoa necessiti di investimenti e che averlo acquisito a quelle cifre li pretenda, non in merito ai singoli protagonisti ma in ragione della validità del progetto in se stesso, la strada per la mediocrità di sempre è già tracciata. Bella e giustificata.
Senza apporto di capitale per investimenti presto le risorse saranno necessarie per coprire nuovi buchi al netto di quanto necessario per completare il risanamento, sostenendo il piano di rientro e completando le infrastrutture e finanziando le Women.
Continuità rispetto a quanto fatto fino al tentativo di comprare l’Everton e il crollo del castello ok, ma discontinuità piena sui disinvestimemti forzati successivi e la politica di sussistenza.
Me li vedo già i discorsi dei veri genoani: “cosa volete? il Genoa non è vostro ma di chi se lo è comprato, siete la rovina…” col cazzo!
Il mio discorso prescinde da valutazioni sulla solvibilità di Sucu. Mi dica come intende portare avanti una cosa che stava in piedi (investendo ndr) o cosa intende modificare nei modi e nei tempi.
Il valore dell’assett lo teniamo in piedi noi, come fisicamente dimostrato, e abbiamo titolo di richiederlo… sulla base dei suoi impegni ci regoleremo. Se il tema è aspettare i tribunali circa ai ricorsi di A-CAP per poi ripartire, sia esplicito e aspetteremo pazientemente il posticipo fiduciosi si rispetteranno impegni opportuni sul proseguo.
Fiducia a priori su deduzioni e buon senso a tempo indeterminato, come ho letto, anche basta… sono positivo per predisposizione però non mi associo ai cottimisti dell’ottimismo come direbbe Marco.
Ti saluto con stima, pregandoti di non fraintendere i miei commenti che non tolgono nemmeno un milionesimo all’apprezzamento del tuo post e del tuo modo di ragionare. Ce ne fossero…