Lettera aperta a Dan Șucu,
domenica è previsto il suo esordio a Genova dopo meno di un mese dalle prime dichiarazioni come azionista di maggioranza del Genoa CFC.
“Un onore e una grande responsabilità” sono le parole con cui inizia il comunicato ufficiale a valle della sottoscrizione dell’aumento di capitale. Riteniamo che, in quest’occasione, sia sua precisa responsabilità esplicitare il programma a breve, medio e lungo termine rispetto alla gestione del Genoa CFC e che i tempi siano maturati per farlo.
Riteniamo ne abbia il dovere anche se preferiamo il termine da lei stesso utilizzato. La differenza tra responsabilità e dovere sta nella motivazione in quanto chi agisce per senso di responsabilità fa le cose perché “vuole” e non perché “deve”.
Acquisire il 77% del Genoa con 40 milioni può rappresentare un grande affare dal momento in cui si intenda completare l’opera di risanamento iniziata tre anni fa e costata circa 150 milioni di Euro investiti da chi l’ha preceduta. Assumere questo piano costituisce contemporaneamente un rischio dal momento in cui portarlo a termine potrebbe implicare investirne altrettanti per sostenere i prossimi esercizi, ammesso sia mantenuta la categoria attuale.
Affinché le sue dichiarazioni non rimangano una mera dichiarazione di intenti, ci aspettiamo quindi che il nuovo azionista di riferimento e futuro presidente del Genoa CFC sia conseguente indicendo una conferenza stampa in cui sarà chiarito quanto segue:
come intende consolidare la categoria nel breve in quanto presupposto imprenscindibile del piano di risanamento assunto? (obiettivi e budget per il mercato di Gennaio)
con quali risorse intende finanziare il piano di medio/ lungo periodo. Esclusivamente proprie? Coinvolgendo soci? Quali? Si auspica illustrando la nuova controllante del Genoa CFC (il famoso “veicolo”).
in quale contesto si è realizzata l’operazione di Dicembre? Ostile rispetto ai “vecchi” finanziatori? Per esigenza degli stessi? Ai fini della sopravvivenza della società in quanto i precedenti azionisti non sarebbero stati in grado di proseguire?
intende confermare il precedente management (Blasquez, Ricciardella, Vincis, Ottolini) e proseguire i rapporti di collaborazione e/o consulenza di cui tale management si avvaleva (Dransfield, Spors) visto che i 777/A-CAP sono tuttora soci di minoranza?
ha qualcosa da comunicare ai sottoscrittori dei Bond per la costruzione del nuovo centro sportivo giovanile e la sede dell'area femminile nel complesso edilizio della Badia di Sant'Andrea, visto che tale asset non afferisce direttamente al Genoa CFC Spa di cui ha assunto il controllo?
Si tratta di domande semplici, le cui risposte sono fondamentali per sostanziare la motivazione che sottende la grande responsabilità che si è assunto e di cui è consapevole come ha dichiarato.
La accogliamo con grande piacere e senza alcun pregiudizio rispetto alla sua storia, provenienza e presunte risorse personali su cui non facciamo affidamento perché consapevoli si tratti di una iniziativa imprenditoriale in merito alla quale, legittimamente, lei nutra delle aspettative di ritorno economico.
Al contempo rimarremmo perplessi se, dopo circa un mese dalla sua definizione, non intendesse condividere con la comunità dei genoani, patrimonio immateriale fondamentale per il Genoa CFC Spa senza il quale detta iniziativa non avrebbe senso alcuno, le informazioni basilari per comprendere il suo progetto in merito al quale le auguriamo i migliori successi che diverrebbero anche i nostri.
Cordialmente.
“quelli del muretto”… genoani intrisi di alcool senza alcun livore
PS per admin e per tutti: avevo iniziato la “letterina” usando il singolare. Poi ho pensato, spero senza abusare o essere presuntuoso, che le domande fossero condivise senza chiederlo preventivamente, in ragione delle discussioni di questi anni e di questi mesi.
Non dovessero rappresentare un pensiero comune, cancellate tranquillamente e tornerò al singolare come originariamente immaginato.