Bilancio 2025
Il povero genoano, già stordito da risultati sportivi sbalorditivi – naturalmente in negativo – è stato bombardato, nel giro di poche ore, da commenti di ogni risma. Alcuni vergognosi e mistificatori, altri consolatori sul genere “va tutto bene, madama la marchesa”. Il tutto a dimostrazione che il famoso “bene del Genoa” è spesso un optional, subordinato a posizionamenti personali, linee editoriali o diatribe che lasciano il tempo che trovano.
Dura la vita per il kommercialisten del muretto – che commercialista non è – nel commentare il primo anno completo dopo il semestre “di transizione” e un 2023 impattato dalla Serie B e pregno di partite straordinarie.
Il Bilancio 2025 conferma alcune tendenze positive, ma evidenzia anche criticità strutturali che non potranno superarsi semplicemente con austerity ma impongono chiare scelte di investimento per aumentare i ricavi che, diversamente, rimarranno plafonati impedendo la crescita che tutti ci aspettiamo. Anche dopo aver completato il risanamento in corso.
Domande fondamentali
Quanti debiti ha il Genoa CFC?
Il debito netto contabile si attesta intorno a €140,6 mln, mentre quello gestionale (escludendo factoring pro-soluto e poste infragruppo) è di circa €129 mln, in calo rispetto al 2024.
La riduzione è modesta ma significativa: il peso dei debiti a breve continua a scendere, segnale di riequilibrio finanziario. Per raggiungere livelli fisiologici, il debito dovrebbe scendere sotto i €100 mln.
La cassa drenata da partite non operative (oneri del debito) brucia ancora una quindicina di milioni l’anno – con solo la metà di questi, avremmo in rosa due fenomeni per il nostro livello.
Operatività
I ricavi operativi (escludendo plusvalenze e partite straordinarie) superano €50 mln, grazie ai diritti TV (€43,9 mln) e alla crescita dei ricavi da stadio (€8 mln).
Costo del personale: €62,4 mln – ancora elevato, ma in linea con la Serie A e con l’obiettivo di competitività sportiva.
Servizi: €19,6 mln – spinti da commissioni agli agenti (€7 mln) e costi di trasferte.
Il MOL (EBITDA) è positivo (€27 mln), ma in calo rispetto al semestre 2024 (€30,7 mln), segnale di pressione sui margini.
Il margine è garantito da plusvalenze (€20,8 mln) e altri ricavi da gestione calciatori (€27,6 mln), che però stanno erodendo il valore commerciale della rosa a livelli di guardia. Ricostruire questo valore richiederà investimenti e impone interventi mirati per mantenere la categoria.
Ammortamenti e svalutazioni
Gli ammortamenti (€53,1 mln) continuano a “distruggere” il conto economico, portando l’EBIT a -€27,4 mln e il risultato netto a -€33,3 mln.
Non drenano cassa, ma condizionano la percezione della performance. La normalizzazione è prevista dal piano di risanamento entro il 2027, ma nel frattempo il club deve produrre plusvalenze per €20-30 mln l’anno (per chi si chiedesse ancora il perché delle cessioni estive) e garantire nuova finanza.
Conclusioni:
Il 2025 conferma che il Genoa CFC è fuori dalla logica emergenziale, ma non ancora in equilibrio strutturale.
EBITDA positivo → segnale di gestione ordinaria più sana
Debito in calo → ma ancora pesante
Patrimonio netto: €17,9 mln, grazie all’aumento di capitale da €40 mln
Il percorso di risanamento richiede continuità: mantenere la categoria, controllare il costo del personale e ridurre la dipendenza dalle plusvalenze.
Le “grandi pulizie” non sono finite. Il club ha fatto passi avanti, ma senza investimenti a breve si rischia di compromettere (almeno parzialmente) il percorso meritoriamente intrapreso da quattro anni.
Mantenere la categoria è obbligatorio.