boselli87
cerco di risponderti e, insieme, ringraziare Maurizio per la fiducia e commentare l’articolo linkato da Carlo.

I ricavi del Genoa nel 2025 sono buoni in termini assoluti per sostenere la squadra che “vorremmo”, ma sono drogati dai proventi del calciomercato (circa il 40% del totale se sommiamo plusvalenze e altri ricavi dalla gestione dei calciatori).
Questi 48 milioni sono stati indispensabili sia per finanziare le “grandi pulizie” sia per assorbire le scorie ancora presenti dal passato. Tuttavia, incidono negativamente sia sulla qualità della squadra in campo, costringendo a scommesse, sia sul valore del parco calciatori, che non è un parametro di bilancio ma è fondamentale – in rapporto a patrimonio e debito – per valutare la salute della Società.
Gli investimenti dei primi anni dei 777 (al netto del primo impattato dalla B causa delinquente) hanno consentito di ridurre il debito e, insieme, costruire una riserva patrimoniale che ci siamo goduti in campo. Lo stallo attuale, però, sta erodendo questo patrimonio, concentrando tutte le risorse sul consolidamento del bilancio.
Il rischio è di subirne le conseguenze se i risultati non tengono, tornando a numeri negativi.
Quindi è vero che le cose sono molto migliorate, ma l’articolo mistifica una situazione che rischia di tornare in negativo senza opportuni investimenti.
Tralascio di inveire sulle affermazioni riguardo al presunto disfattismo nel commentare la gestione di Preziosi, perché il fatto che non siano stati portati i libri in tribunale significa nulla rispetto al fallimento materiale di una società decotta con oltre 300 milioni di euro di debiti, senza patrimonio di giocatori e con costi assurdi per mantenerne più di 150 senza valore. Solo il Parma di Ghirardi riuscì in un capolavoro simile.
I debiti sono ancora pesanti e rimarranno tali finché il debito lordo non scenderà intorno al valore del fatturato (oggi è ancora il doppio) e quello netto al 50-60% del fatturato. Inoltre, il peso del risanamento ha ancora intaccato la cassa nel 2025.
Insomma, l’oasi la vediamo senza allucinazioni, ma il deserto non è ancora stato attraversato.
Tornando alla domanda del retrocessore: se non vogliamo vedere ogni anno la squadra falcidiata dalle cessioni, i proventi del mercato devono pesare meno della metà sul totale rispetto all’anno scorso (una ventina di milioni e non quarantotto). Per farlo, dovresti qualificarti alle coppe – cosa impossibile se ti finanzi indebolendo pesantemente la squadra – oppure aumentare i ricavi da altre fonti. I diritti TV stanno calando per tutti.
Rimangono i proventi dal marketing, ma soprattutto dallo stadio. Tra l’altro, due elementi correlati, perché le aziende pagano anche per l’hospitality di spettatori attratti dallo spettacolo.
Otto milioni sono pochissimi e nessuno – giustamente – accetterebbe aumenti indiscriminati del prezzo dei biglietti nei posti popolari. Ma dovremmo arrivare almeno al doppio, e questa struttura non lo consente. Ulteriori sforzi sugli altri ricavi dovrebbero colmare il resto del gap. Diversamente – mi spiace – ma ciccia.
Altro che bilancio spettacolare: un conto è commentare di aver salvato la ghirba - ricordo ai puristi, ai velleitari e all'estensore dell'artcolo che ci siamo salvati transando con il fisco una cifra mostruosa per cui i contribuenti ringraziano - un altro sono le prospettive.