mashiro
Ciao Mashi,
dopo anni di analisi, va riconosciuto a Blázquez di aver gestito la Società nell’interesse del Genoa CFC – pur restando aperto il punto di domanda sul suo ruolo dopo il collasso di 777.
I discorsi stanno a zero:
per accelerare la stabilizzazione, il Genoa deve prevedere un piano nell’ordine dei 200–260 milioni nei prossimi cinque anni:
• 60–80 milioni per coprire i debiti residui,
• 100–120 milioni per la riqualificazione del Ferraris e del centro sportivo,
• 40–60 milioni per consolidare la rosa e integrare scouting con acquisti mirati.
La domanda alla proprietà è dunque chiara: siete pronti a sostenere un piano industriale di questa portata, capace di coniugare risanamento e rilancio sportivo, e di portare il Genoa – finalmente – a essere un club competitivo e sostenibile?
Se la risposta è sì, vi sosterrò fino allo sfinimento, anche in caso di eventuali passi falsi dovuti all’ovvio rischio imprenditoriale, a maggior ragione se parliamo di calcio.
Se la risposta è no, avete il dovere di dirlo apertamente ai genoani: senza investimenti, i ricavi non basteranno mai a coprire i costi necessari per raggiungere l’obiettivo.
In questo caso, il risultato sarà una serie di rattoppi peggiori del buco, con il rischio di una deriva simile all’incubo vissuto con la precedente proprietà. Un Genoa ridotto a veicolo finanziario, una nursery di calciatori in perdita strutturale, da spolpare, drenando risorse verso altre direzioni e caricandolo nuovamente di debiti fino al fallimento.
Scignoria