Senza le incombenze – complice la notte – posso affrontare con la dovuta calma il tema del “giusto prezzo” del Genoa CFC e ragionare con voi se il Sig. Suçu abbia fatto davvero un affare.
La prima cosa da chiarire è semplice: Suçu non ha pagato 40 milioni per comprare il Genoa. Li ha messi nel Genoa.
Confondere il prezzo di acquisto con i costi di ristrutturazione porta a conclusioni completamente sbagliate. È lo stesso concetto di operazione dei 777 ma - in quel caso - si trattava di una situazione infinitamente più pericolosa.
Quando si vende un club, il prezzo reale non è mai quello che leggiamo sui giornali. Si calcola con due concetti elementari:
• Enterprise Value (EV): il valore complessivo dell’azienda prima di considerare i debiti. È quanto vale il club come “macchina economica”: ricavi, brand, rosa, stadio, prospettive.
• Equity Value: il valore “per il compratore”, cioè il prezzo effettivo. Si ottiene sottraendo all’EV la PFN, i debiti finanziari netti. In pratica: quanto vale davvero la società dopo aver tolto i debiti. Se la PFN è enorme, l’Equity può essere zero o negativo.
E quando l’Equity Value è negativo, il prezzo corretto è sempre lo stesso: ZERO EURO, più l’obbligo di ricapitalizzare.
777 non ha “pagato” 180 milioni per comprare il Genoa: ha speso 180 milioni per evitare il default, coprire debiti, ricostruire il patrimonio netto, pagare stipendi, fornitori, minusvalenze e sostenere la risalita.
Sono costi di ristrutturazione, non un prezzo di acquisto.
Suçu è arrivato dopo, quando molto del lavoro sporco era già stato fatto. Ma anche nel suo caso i 40 milioni non sono andati al venditore: sono finiti nel club, come aumento di capitale.
Per capire se ha pagato troppo o ha fatto un affare, basta guardare come vengono valutate le società quando hanno un valore positivo.
Atalanta (2022)
Valutazione: 400 milioni
PFN: quasi zero
Pagliuca compra il 55% per 250 milioni
→ Prezzo reale: il club aveva valore industriale.
Milan (2022)
Valutazione: 1,2 miliardi
PFN: 100 milioni
RedBird paga 1,1 miliardi
→ Prezzo reale: brand globale, ricavi enormi, Champions, stadio in progetto.
Inter (2024)
Valutazione teorica: 800–900 milioni
PFN: oltre 800 milioni
Equity Value: praticamente zero
Oaktree escute il pegno
→ Prezzo: zero. Il debito ha mangiato tutto il valore.
Ecco il punto: quando la PFN supera l’EV, il prezzo è zero.
Il Genoa nel 2021–2022 era esattamente in questa situazione. E, per certi versi, anche nel 2024 con una PFN ancora leggermente superiore all’EV (oggi questo rapporto dovrebbe essere quasi a zero… vedremo a giugno).
Per questo Suçu non ha pagato più del dovuto.
Ha pagato il giusto: zero per l’acquisto, 40 milioni per la ricapitalizzazione.
Come inizio, però, senza alcuna garanzia che possano bastare – tutt’altro – fidandosi della bontà del progetto di ristrutturazione.
E ha fatto un affare?
Sì, se il percorso continua.
Perché progressivamente il Genoa ha:
• PFN molto più bassa
• patrimonio netto positivo
• una rosa con un valore (auspicabilmente di nuovo in crescita dopo lo shock del default 777)
• ricavi in aumento
• uno stadio in ristrutturazione
• tossine in smaltimento (debito riclassificato, vecchi ammortamenti e svalutazioni)
Ma se mi chiedete oggi quanto varrebbe il Genoa per un acquirente, la risposta è semplice: con una PFN ancora simile al valore complessivo dell’azienda, il prezzo sarebbe ancora zero.
La differenza, però, è che oggi siamo vicini all’equilibrio, non a un buco da oltre cento milioni come ai tempi di Josh.
Chi compra dovrebbe prima coprire la PFN residua.
Ma solo un pazzo venderebbe adesso, perché il valore prospettico è molto più alto del valore attuale, in tempi relativamente brevi e con risorse ragionevoli al netto di errori disastrosi.
Tra tre anni, con conti puliti e ricavi più alti, il Genoa avrà finalmente un Equity Value positivo, quindi sarà pagato un prezzo. E quel valore sarà tutto di Suçu (e di Blasquez).
Per questo non ha pagato né troppo né poco: il suo affare è stato entrare in un club risanato da altri, con un valore prospettico molto superiore al valore storico.
È la differenza tra comprare una casa crollata e ristrutturarla, e comprarla quando è già stata rimessa in piedi e devi dare due mani di pittura e arredarla… diciamo anche l’intonaco 😉
La prima operazione costa tantissimo e non crea valore.
La seconda costa poco e crea valore nel tempo.
Suçu ha “trovato” la seconda e - se il percorso continua, lavorando bene nell’interesse suo che coincide col nostro - ha fatto un affare.
Presumibilmente è il motivo per cui Blazquez è ancora qui: avrà una quota significativa della futura vendita. Vi graverà pesantemente sul belino, ma visto che è oggettivamente bravo, spero guadagni il più possibile: significherebbe che il Genoa sarà forte, sano e finalmente venduto per svilupparlo, non per ristrutturarlo.
Che poi è il motivo per cui ultimamente, spesso, discutiamo. Siete avanti un un anno e mezzo…