Sabellao Meravigliao
Chi ben comincia è a metà dell'opera, si dice e cosi sia.
Con il rinnovo fino al 2028 e forse con opzione per un altro anno, ha avuto inizio la Rivoluzione di Giugno del Genoa 1893 targata 2026.
Dopo un doppio tunnel, un assist di tacco, un comportamento esemplare da professionista fuori e dentro il campo, la stessa origine del Gladiatore, buon turpiloquio con gli arbitri di turno e l'indimenticabile frase "per mandarmi via dal Genoa mi devono incatenare a Pegli", ed ecco servito il primo rinnovo dell'era Socu.
Il Genoa che verrà è come quel guidatore che vorrebbe cambiare la proprio auto dopo 50.000 km e venti anni di onorata carreggiata , va dal concessionario con quattro palanche e chiede se è possibile farlo sperando di avere una buona utilitaria, più giovane o meno vecchia fate voi, cercando anche di racimolare qualcosa a compensazione per la carrozzeria ancora in buone condizioni, la tappezzeria interna non rovinata dall'usura del tempo e con il freno a mano ancora valido se riesci a tirarlo su.
Quando il proprietario della concessionaria, un cinese stranamente aitante gli fa notare che con i fondi a disposizione, con la sua vettura oggettivamente vecchiotta, può solo confidare e sperare in un usato sicuro e tirare a campare per altri , 5 anni al massimo, se il tempo regge.
E così come il Genoa si adegua.
Dopo Sabellao probabilmente toccherà ad Caleb The Ekuban , il giocatore da 3000 euro netti al giorno , nemmeno quanto quelli di un misero impiegato del 2% in 2 mesi e quasi quanti un buon dirigente statale del 98% al mese.
I gol decisivi dell'originario di Verona, valgono un rinnovo perchè dove la trova una nuova America il buon Caleb se non al Genoa e in Serie A?
Non è da escludere nemmeno il rinnovo di Messias, il quale vista la sua forma malgrado l'età, gli infortuni leggermente diminuiti, i bei gol che realizza e soprattutto la bellissima dichiarazione modello Piazza San Pietro "In questo stadio ci sono sempre emozioni. Io vivo per questo, il calcio non è solo soldi o contratti milionari. Il nostro mestiere è bellissimo e non contano solo i soldi", potrebbe passare dai gettoni alla carta Sip, con la benedizione di Leone appena si riprende dalle randellate del suo connazionale.
Dando per certa la partenza di Martin che non lascerà nessun vedovo e forse qualcuno che lo accompagnerà in stazione, ci sarebbe da racimolare qualche soldino con Norton Cuffy sicuramente, e qualche altro che il buon Lopez cercherà di piazzare al miglior offerente, anche se in vetrina c'è ben poco.
I rinnovi saranno tutti in divenire, con la prerogativa di non chiedere più soldi e più anni, resteranno le conferme varie tra cui Vasquez che ormai ha messo tende, il portiere olandese tutt'altro che volante è appena arrivato e una prova d'appello bisogna darla, e Ostigard che meriterebbe la riconferma.
Resta tra gli altri il danesino Frendrup il quale come un viaggiatore alla stazione centrale, ha perso tutti i treni possibili e immaginari, restando sul binario in attesa di prendere un Freccia diretto non si sa dove, un Interregionale veloce per qualche squadra o città vicina, oppure andare al binario del piazzale ovest quello monco , che non ha prosecuzione, che muore e nasce là.
"E cosa posso comprarmi" chiede al concessionario "con quel che ho?",
"Qualche tappetino di belle speranze", risponde, "oppure possiamo cambiare la pompa dell'olio di quest'altra auto che ha i suoi anni e che dovrebbe andare bene se poco usata e ben oleata", risponde il concessionario.
Socu in attesa che Blazquez gli trovi qualcuno e che lui convinca qualche imprenditore tessile e manifatturiero rumeno a investire qualcosa nel Genoa, con Lopez già contento di essere tornate in sella , resterebbe il nodo dell'allenatore se decidesse che il richiamo della Lupa sarebbe più forte del battito d'ali del Grifone.
Come condannarlo, come giudicarlo se il ritorno a casa sarebbe il suo desiderio, ora diventato più esperto e forgiato.
E' uno scenario non si sia quanto immaginifico o reale, se non fosse che per il Genoa trovare un gladiatore, un trascinatore come Ddr sarebbe sì un problema a cui non vogliamo pensare.
Meglio quindi pensare agli aumenti dei biglietti e alla paventata riduzione dei sediolini, per uno stadio che almeno rimane lo stesso e che se oltre a non ospitare più la Nazionale si degnasse pure di trasferire i delegazionisti alla Sciorba con la supervisione di Silvia Renzi.
Ianna