Sul Ferraris ci giochiamo il futuro e l’argomento meriterebbe un’attenzione ben diversa. Non tanto qui (secondo me anche qui), ma in generale.
La pratica è ormai molto avanti. Il PFTE (fattibilità tecnico economica) ha superato la Conferenza dei servizi decisoria, la Giunta ne ha recepito l’esito e il prossimo passaggio sostanziale sarà la gara, sulla base del progetto e del PFE (piano economico-finanziario).
Prima di andare avanti bisogna accendere un faro. Ma potente.
Perché se il Ferraris va a gara così com’è oggi, va a gara uno stadio UEFA 4 da circa 31.600 posti. E per il Genoa rischiamo di rendere definitivo per decenni un problema che possiamo vedere benissimo già adesso.
Abbiamo circa 28.000 abbonati e uno stadio che il Genoa porta regolarmente vicino alla saturazione. Stiamo quindi progettando un impianto nuovo da circa 100 milioni - finanziati al 50% dal Genoa CFC - che nasce già saturo per il Genoa stesso.
Il tema dei seggiolini nelle Gradinate è serio e va affrontato. Una configurazione standing nelle competizioni nazionali potrebbe consentire di recuperare, a spanne ma con un ordine di grandezza ragionevole, 2-3.000 posti popolari (calcolo stimato sulle superfici dichiarate a progetto confrontate con le norme “standing”).
Benissimo.
Quindi non basta dire “togliamo i seggiolini”.
Perché anche quello va progettato: accessi, vie di fuga, separazioni, servizi, visuale, gestione dei flussi. E soprattutto perché dai 31.600 posti del progetto ai 35.000 ne mancano circa 3.400. Per arrivare ai famosi 37.000 ne mancherebbero circa 5.400.
Quindi il punto è più grande dei seggiolini.
Poi, Dio volesse, c’è l’Europa.
Con 31.603 posti, tolto soltanto il 5% minimo destinato agli ospiti, ne restano circa 30.000. Con 28.000 abbonati il margine teorico è inferiore a 2.000 posti. E lì dentro dobbiamo ancora sistemare esigenze UEFA, media, delegazioni, sponsor, hospitality e tutto il resto.
Non vuol dire automaticamente che qualche abbonato debba restare fuori.
Vuol dire una cosa forse ancora più assurda: che il nuovo Ferraris nascerebbe praticamente saturo anche per una partita europea.
E se un domani il Genoa arrivasse a 30.000 abbonati, tolto il solo settore ospiti il margine sarebbe sostanzialmente zero.
Capisco che oggi parlare di Europa possa sembrare quasi folcloristico.
Ma stiamo progettando uno stadio per i prossimi decenni, non per la prossima domenica.
E allora c’è una domanda che secondo me va fatta adesso, non dopo.
Se le vie d’esodo risultano dimensionate fino a circa 37.000 persone, quali sono esattamente i vincoli tecnici ed economici che ci impediscono di progettare un Ferraris capace di avvicinarsi a quella capienza?
Magari ci sono. Magari sono insuperabili. Ma allora conosciamoli.
Perché il Genoa ha bisogno di aumentare i ricavi da stadio. Hospitality, skybox, commerciale, ristorazione, sponsor, servizi: tutto sacrosanto.
Ma non possiamo pensare di aumentare i ricavi comprimendo proprio la cosa che il Genoa ha già e che tanti altri cercano disperatamente di costruirsi: la gente!
Il safe standing può essere una parte della soluzione.
Ma non può diventare l’alibi per mettere a gara un progetto che nasce già corto.
Perché un seggiolino lo puoi cambiare.
La capienza che scegli oggi te la tieni per decenni. Senza dimenticare che il pubblico medio delle partite di serie A attuale (per in ottimo quindicesimo posto) si aggira già sui 31.000.
Roba da matti.