B Come Bosnia
Quando senti il nome Bosnia pensi subito a Sarajevo, a quella città, la sua popolazione, la sua tragedia.
Quando senti Bosnia , pensi allo Zeljeznicar e le sue mitiche magliette blu, ricordo della Jugoslavia che ti faceva scoprire e amare il calcio.
E ricordi una canzone di Lindo Ferretti:
"Bella la vita dentro un catino, bersaglio mobile di ogni cecchino, bella la vita a Sarajevo città, questa è la favola della viltà", a cui i Csi dedicarono la copertina del rogo della Biblioteca di Sarajevo "simbolo di cultura e millenaria convivenza di popoli diversi".
Poi per rimanere in termini calcistici pensi a Dzeko, un professionista esemplare, mezzo italiano mezzo romano andato a svernare e a segnare anche in Germania allo Schalke 04 nella Ruhr terra di minatori.
Sarà proprio lui e la sua Bosnia ad affrontare l'Italia martedì prossimo, che ha appena spezzato le reni all'Ulster, del Coleraine, del Glentoran e del mitico Dungannon.
Alla presenza divina di Bobby Sands e George Best, e a quella terrestre di Michael Fassbender, l'indimenticabile ed eccezionale protagonista di Hunger, Ringhio con la vittoria azzurra , ha forse evitato la crisi di governo con tanto di battaglia parlamentare in aula, senza più il mitico Maurizio, non quello del Piccolo Diavolo, ma del delfino di Silvio.
Le epurazioni della Sgarbata, hanno messo alla porta quattro dei suoi per salvare la sua faccia ,e prendere per i fondelli chi la votò, affidandosi ora al gas dell'Algeria e a Gattuso, il quale se dovesse perdere, la costringerebbe pure a chiedere elezioni anticipate.
Stia attento il Rino calabrese, che se per caso la Bosnia fa il miracolo a casa sua, rischia di accodarsi alla già cospicua fila di politici che stanno prendendo l'uscita privilegiata di servizio dal Palazzo, ma non a chiedere la Naspi come tutti i comuni mortali.
Tra chi esce dal "plotone di esecuzione", chi torna alla base dopo 40 anni di "onorata" carriera in Parlamento, Ringhio se dovesse perdere , allungherebbe la lista di epurati e per la "madre patriota", sarebbe un'altra sconfitta.
Agli italiani toccagli tutto ma non la Costituzione e la Nazionale.
Ma quando senti Bosnia , non puoi inevitabilmente non pensare a Sarajevo, a come quella città negli anni 90 , con al centro della sua enclave , i massacri di massa dell'esercito jugoslavo e delle truppe serbe di Arkan ,(idolo della curva laziale), Karadzic e del presidente serbo Milosevic.
In questi giorni si stanno scoprendo vicende allucinanti, che vanno al di là della già indicibile guerra, della presunta questione razziale e territoriale di quel martoriato paese.
Si sta alzando il velo dell'omertà e delle complicità ,di chi a quei tempi si recava a Sarajevo, su quella collina sparava a chi osava attraversare quel ponte , quella via che divideva la città in due.
Cecchini provenienti da mezza europa, dalla russia , dagli usa e ahinoi anche dall'italia, che per gioco, per divertimento e anche per presenti odi razziali , come quello per i musulmani di Bosnia, andavano su quella collina e in altri posti a sparare a gente di tutte le età, comprese bambini appena nati e adolescenti.
Per gioco, per soldi, per divertimento.
Una vicenda indicibile, allucinante che fa cancellare e associare il termine genere umano agli uomini.
Tra quattro giorni, uscira un librò, scritto da un giornalista italiano, dal titolo " Il Weekend dei Cecchini" che raccoglie date e testimonianze di quegli episodi, ma ciò che personalmente mi ha fatto orrore e fatto restare basito è il servizio che posto qui sotto e che vi invito a guardare.
Martedi non si gioca solo una inutile partita di calcio, perchè quello che è successo in Bosnia allora è un viatico per ricordare quei morti, quella tragedia, sperando che queste fecce umane tra cui diversi italiani, vengano scoperti , processati e condannati prima del giudizio di Dio.
https://www.raiplay.it/video/2026/03/Sarajevo-safari-umano---PresaDiretta---Puntata-del-15032026-1fdb22c3-d8d1-4bd9-a852-7a1daac1d1f4.html
Ianna