A Tutto Dolore
Finalmente il Campionato riparte.
Basta chiacchiere sul referendum , fine dei rimpiazzi governativi , stop ai bombardamenti sull'Iran che ha compattato la popolazione intorno al regime, e via libera al ripristino della pena di morte in Israele (siamo nel 2026) e segnale verde all'esodo di massa dei libanesi del sud (siamo già a un milione di persone), dopo quelli della Palestina che vivono nell'indifferenza del mondo nelle tende ai piedi delle macerie delle loro case.
In attesa che l'americano di Roma faccia il nome e cognome del suo connazionale che sta stravolgendo il mondo degli altri a suon di bombardamenti con il suo compagno di merende Bibi, finalmente torna il calcio giocato, in attesa del nuovo Messia alla Figc, Abete a 75 anni può rappresentare una svolta, e del nuovo Condottiero sulla panchina azzurra per tentare di giocare i prossimi mondiali .
Si parla con insistenza del ritorno del doriano marchigiano, quello che non poteva accettare il ritorno sulla panchina più disastrata di B, in quanto una chiamata Nazionale non la si può proprio rifiutare.
E pazienza se scappò in Arabia ad inseguire i petroldollari quando gli aerei volavano ancora a pieno regime, e Tajatella invitava gli italiani a non affacciarsi alle finestre quando passavano i droni.
E a proposito di Arabia, dopo la prima donna nello spazio che ripara il Wc in orbita , ecco la prima donna in Arabia, che in piena crisi energetica vola in Medioriente , "ripartendo e ingranando la marcia alta in barba a chi sosteneva che non avrebbe ripreso il cammino".
Son primati, son soddisfazioni.
"A tutto Gas" titola oggi il suo portavoce dimenticando forse che in uno dei quei civilissimi paesi, dove la democrazia è un optional, le donne, non le madri e cristiane, non hanno che pochi diritti, e soprattutto da Bin Salman responsabile dell'efferato delitto di Kashoggi, passato nel dimenticatoio della storia,
La memoria degli italiani è cortissima in fatto di politica, vedi che siede al Senato con tanto di busti e fiamme, figurarsi se il Popolino si ricorda del Mancio alias Mister Botulino.
E a proposito di popolino , Ringhio che aveva fatto un buon lavoro andando a trovare a casa tutti i calciatori per risollevarli di morale e incitarli alla vittoria come Calenda che citofonava ai romani e Salvini che suonava ai presunti spacciatori fin sotto il portone, Gattuso ci lascia con parole che Susanna Tamaro potrebbe adottare per la riedizione di Va dove ti riporta il cuore.
"Con il dolore nel cuore saluto e ringrazio" , ha detto.
Dolore , che bella parola:
Dolore: "Patimento dell’animo, strazio, sofferenza morale: grande, profondo, acerbo dolore, essere oppresso dal dolore"
Dolore si proprio dolore, che viene evocato da Gattuso provocato al popolo, ai tifosi, dai calciatori, dai giornalisti, per una partita di calcio di una Nazionale.
"Leggiamo sui giornali che “un’intera generazione non avrà la gioia, il piacere, l’eccitazione e la frenesia” di vivere un mondiale di calcio con l’Italia protagonista, che non potrà fare nemmeno questa volta “l’esperienza struggente ed esaltante di tifare per gli azzurri contro il resto del mondo”.
Che “crescerà senza memoria di notti magiche, di abbracci, caroselli nelle piazze, lacrime e maledizioni”.
Che “non avrà una narrazione da condividere”.
Sono citazioni tratte da quotidiani di diverso orientamento, ma tutti concordi nel raccontare la frustrazione sportiva di ragazzi che vivono in pace e benessere utilizzando un vocabolario solitamente usato per le tragedie vere.
Sembra dunque urgente ripristinare una corretta gerarchia del dolore ricordando, a proposito di generazione Z, i dati forniti dalle agenzie internazionali.
Nel 2024 è stato registrato il numero record di 520 milioni di bambini e adolescenti presenti in zone di guerra.
In un anno uccisioni, mutilazioni, aggressioni sessuali e rapimenti sono aumentati del 30%.
Quasi 48 milioni di minorenni risultano sfollati a causa di conflitti e violenze. 52 milioni non frequentano le scuole.
Nella sola striscia di Gaza un'intera classe di bambini è stata uccisa, ogni giorno, per quasi due anni, come documentato dall’Unicef davanti al consiglio di sicurezza dell’Onu.
In un anno 9 mila persone hanno perso la vita lungo le rotte migratorie.
E chissà quanti erano i minorenni tra le 30 mila persone annegate negli ultimi dieci anni nel Mediterraneo.
Sì, sarebbe stato meglio andare ai Mondiali, ma anche per gli adolescenti c’è trauma e trauma."
P.P.
Buona Pasqua a Gaza , al Libano, all'Iran e in Ucraina.
Con vero dolore.
Ianna