C'era una volta il Liverpool
Quando Joe Gomez ieri sera appena al quinto del primo tempo, impiega quasi un minuto per recarsi a battere una rimessa laterale, asciugare il pallone , aspettare che i compagni del reparto difensivo avanzino a centro area per colpire di testa , in uno schema anni 30 e degno della peggiore versione del WBA, si è capito che le munizioni offensive della squadra in maglia rossa erano già finite prime di iniziare.
Ridursi a questo misero schema, rinunciare a qualsiasi trama di gioco offensiva, ad una idea di gioco, è stata l'immagine confermata di un Liverpool ombra e prigioniero del suo modesto e deludente presente.
Non si ricorda a memoria calcistica che un allenatore di una delle squadre più gloriose e vincenti del mondo, che ha fatto innamorare tifosi di tutte le età e nazionalità, abbia impostato la partita al Parco dei Principi di Parigi contro una delle squadre più forti negli ultimi 5 anni, con una difesa a 5 che nemmeno un Ballardini d'annata avrebbe mai impostato.
Il 4-4-3 di Klopp è completamente sepolto nel dimenticatoio della Storia di Anfield
Il curriculum e lo score dei Reds in campionato quest'anno parlano chiaro:
7 pareggi e ben 10 sconfitte con un misero quinto posto, utile forse per la Champions League del prossimo anno, semmai si riuscisse a conservare uno striminzito punto di vantaggio sul Chelsea.
Fuori dalla Coppa di Lega e umiliante sconfitta sabato scorso in FA Cup contro il City.
Martedì prossimo ci sono ottime possibilità che si esca dalla Champions, malgrado si giochi ad Anfield e il risultato di Parigi concede solo una teorica possibilità di rimonta contro i francesi.
Finiti e ormai lontani i tempi di Klopp, con le vittorie in Champions, in Premiere e un gioco asfissiante per gli avversari, con corsie laterali in cui sfrecciavano e si alternavano giocatori che hanno fatto la fortuna del Liverpool.
Vedere giocare quella squadra era un piacere per gli occhi, una delizia di ogni sabato pomeriggio.
Le imprese in rimonta contro Barcellona e Dortmund per citarne alcune, le partite spumeggianti e divertenti sono ormai un lontanissimo ricordo. le cui scelte tecniche e soprattutto economiche di questa stagione, non hanno pagato in alcuna maniera.
Se lo scorso anno si è vinto sfruttando gli ultimi sgoccioli di energia e di strutture ereditate dal tedesco, quest'anno la linea tecnica ha optato per un album di figurine caro e deleterio, spendendo quasi 450 milioni di euro, una cifra spropositata ed esagerata per un club che solo pochi anni fa ha rischiato il fallimento prima dell'arrivo all'ultimo minuto di Henry l'americano.
L'acquisto di Isak pagato una esorbità (quasi 150 milioni di euro) dopo un lungo duello contrattuale con il Newcastle, quello del francese Ekitike dall Eintracht, Kerkes un Aaron Martin in salsa ungherese e soprattutto di Wirtz dal Leverkusen (altri 150 milini), aggiunto a Frimpong, non ha portato nessun beneficio tecnico e di ricambio ad una squadra agli sgoccioli fisici e bisognosa di uno sfoltimento generazionale molto più utile e redditizio.
Le cessione dolorosa di Diaz che sta facendo sfracelli al Bayern legata al contratto in scadenza e ad un ingaggio più che triplicato in Baviera, l'addio di Alexander Arnold e l'anno in più di Salah all'ultimo anno dopo una carriera strepitosa, Van Dyke e Robertson l'ombra del giocatore che fu, aggiunto allo shock per la morte di Diogo Jota, ha portato il Liverpool ad un campionato mediocre e insufficiente che passerà alla storia come uno dei più deludenti di sempre.
Quello che più rimarca è la perdita completa dell'identità dei Reds, l'aver snaturato il suo gioco, l'aver perso quel funambolico modo di giocare, di divertire e appassionare un pubblico.
Alla guida di questa squadra , un olandese tutt'altro che volante , inspiegabilmente ancora al comando delle operazioni, che dopo le imbarcate della prima parte della stagione, ha registrato ancora di più la parte difensiva , sottraendola di fatto a quella offensiva, che ha fornito scuse patetiche per la sue debacle e non ha saputo apporre alcun rimedio , regalando solo risultati negativi e di identità ad una delle squadre più affascinanti del mondo e con più tifosi sul globo.
Per non adeguarsi all'andazzo generale, ma sconfessando di fatto tutti gli esoneri fatti a campionato in corso, si ricordi quello di Brandon Rodgers, la dirigenza non ha esonerato Slot e il suo team olandese, sperando forse che almeno a termine stagione uno striminzito quinto posto possa essere il minimo sindacale per ripartire il prossimo anno, probabilmente con colui che rifiutò la panchina per essere poi esonerato al Real Madrid.: Xabi Alonso .
I dirigenti inglesi non hanno preso nemmeno in considerazione un traghettatore, Steve Gerrard spinge ogni giorno per sedersi sulla panchina che lo ha reso famoso e indimenticabile nei suoi anni da calciatori, e nemmeno le incredibili pressioni dei media , Carragher uno su tutti, ha fatto invertire la rotta e spinto la società a cambiare subito e non attendere il prossimo anno, come per esempio ha fatto il Tottenham con De Zerbi, fermato e firmato con un ingaggio monstre di 14 milioni di euro all 'anno per 5 stagioni.
Un Liverpool in definitiva parente lontano della squadra che fu, spendacciona a dismisura, senza più un'identità , senza giocare e lottare per posti importanti in patria e all'estero e si spera almeno con qualche residua ambizione e progettualità per il prossimo anno.
Altri Klopp non ce sono più , non ritornano e purtroppo non se ne vedono di simili in un orizzonte disperso e offuscato da un presente nero e un futuro grigio.
Ianna