Il Berretta - gambe de sellou - era già andato ben oltre le aspettative. Arnaldi pure, visto lo stato in cui era ridotto fino a un paio di mesi fa. Dalla parte di Sinner si è aperta una voragine nella quale, a sorpresa, si sono infilati gli italiani per un risultato storico che farà piacere ai francesi 😀 e manderà in bestia gli esterofili, sempre pronti a rosicare e gufare alla bisogna. Nell’impero dell’eliminazione diretta dove il secondo perde davvero, il gufo vince sempre.
Dovrebbe essere la volta di Zverev, gran fico tedesco russofono, con la “colpa” di essere uscito troppo presto per evitare la coda dei Fab Four e troppo tardi per scampare all’esplosione dei nuovi dominatori del seeding. In realtà, di occasioni ne ha già sciupate a bizzeffe, cadendo spesso in quella sorta di psicodramma capace di fargli venire il braccino a un millimetro dalla gloria. Meriterebbe lo Slam che, con quel servizio e quel rovescio, non ha ancora vinto perché lo “sport del diavolo” non perdona le esitazioni sul più bello. Il tennis, come il sesso, non vuole “pensieri”.
Sperando di non portare rogna, aspetto Flavio da Roma come contendente domenica. Lo ricordo al TC Triestino a smuflonare sul campo 3 per almeno tre anni consecutivi. A dire il vero, non avrei puntato dieci centesimi sulla sua esplosione all’epoca: emotivo, buono in tutti i colpi ma devastante in nessuno. Insomma, pareva un tipo da Challenger che si faceva mettere i piedi in testa da Passaro e non rubava gli occhi rispetto a un Maestrelli da Pisa che sembrava oggettivamente più dotato per servizio e rovescio. Ma in uno sport dove le doti caratteriali sono ben più importanti di quelle tecniche, dove un quarto di grado di differenza nei colpi genera una voragine nei punteggi, il numero vincente è uscito sulla ruota di Roma.
Comunque vada sarà un successo: la semifinale “straniera” dirà se Sasha è in grado di reggere la pressione del favorito davanti a un Mensik in grande spolvero, mentre quella italiana sembra pendere per la capitale, con tutto il beneficio di inventario, dati gli scherzetti mentali d’uso in un gioco solitario che fa prendere alla mente la forma dei fantasmi.
Mensik comunque bellissima “sorpresa”, mi ha impressionato contro Fonseca giocando un tennis bestiale e dimostrando a soli vent’anni una solidità importante oltre al talento che non viene certo messo in discussione se vinci un Master 1000 contro il Fritz dello scorso anno, sul cemento di Miami, a 19 anni. Mi piace un sacco… se ne parla poco ma potrebbe essere lui, l’indiziato a contendere i due attuali dominatori.
Comunque vada sarà grande Italia in faccia ai cugini. Magra ma gustosissima consolazione rispetto alle debacle calcististiche, ma anche la prova provata che torneremo anche lì 🇮🇹
Dajeee!