Burp per me ci sono 3 temi:
1) Tutte le società di alto livello fanno scouting di talenti sempre prima e sempre più precoci, nei top club europei e nelle loro succursali non è raro(anzi) vedere prospetti anche grezzissimi di posti strani del mondo, anche nazioni relativamente piccole se riescono a tirare su 4-5 talenti di buona prospettiva(e considera che i 4-5 migliori norvegesi per generazione minimo sono dei giganti) da mandare in giro per l'Europa fanno presto a tirare su 25-30 per essere competitivi;
2) Allargando le competizioni europee a squadre minori hai scatavoltato campionati: ci sono squadre che coi budget delle coppe europee sono diventate dominanti internamente per la disparità di capacità di spesa ma nei posti più illuminati questo ha portato a investire in infrastrutture, quindi in migliore capacità di formare e reclutare talento;
3) C'è un tema degli algoritmi: 20-30 anni fa andare in Cina e prendere uno era una roba da Gaucci(o da Spinelli) spesso fatta per marchetta, oggi se in maniera asettica dei dati dicono che hai tutto quel che serve per fare un campionato X che tu sia italiano o thailandese è indifferente, però sempre tenendo come baricentro i campionati competitivi e le strutture migliori poi a livello di nazionali questo comporta che la thailandia magari ha 5-6 giocatori di livello medio-alto, il Lussemburgo un paio di giocatori veri li ha e non c'erano dilettanti o semiprofessionisti per dire;
Io poi aggiungo un tema tipicamente italico: da noi la FIGC ha troppa influenza "politica" nelle convocazioni.
La loro nazionale ideale è fatta di 7 della Juve, 7 dell'Inter, 7 del Milan e poi 2-3 a testa per Roma, Napoli e Lazio.
A fatica Fiorentina, di questi tempi Atalanta, Bologna e giusto perché Cairo è proprietario della Gazzetta il Torino.
Retegui a mezza bocca l'ha detto che nelle segrete di Coverciano gli han fatto capire che non potesse stare al Genoa se voleva fare il centravanti della nazionale.
Il fatto che convochino Caprile come 3o/4o portiere sembra chissà che evento.
E fino a non molti anni fa, diciamo prima che Donnarumma andasse al PSG, era quasi blasfemo convocare gente da fuori serie A.
E però così diventa una missione impossibile fare la Nazionale forte.
Le squadre forti sugli italiani non ci mettono dei soldi, sui giovani loro non ci scommettono e se io me lo fabbrico quando diventa abbastanza forte da essere potabile per la Nazionale viene da me a dirmi che vuole andare via magari su pressione federale a prezzo di favore in una delle squadre "elette".
E' come se la federazione inglese avesse detto a Pickford di mollare l'Everton.
O che Bellingham e Kane non li convocano perché non fanno la Premier...anche meno.
La Spagna se sei forte ti porta, la Germania pure, idem la Francia.
Non è che gioca Chevalier che ha perso il posto al PSG perché Maignan è al Milan, sai che gliene impiola.
Ekhator non mi stupirebbe sapere che è dietro nelle gerarchie rispetto a Camarda per la proprietà del cartellino.
O se preferisci mi stupirebbe sapere che è indietro per scelta tecnica.
Nel miglior scenario possibile è indietro perché pensano sia un fenomeno e vogliono farlo giocare al più alto livello possibile per farlo maturare più possibile. Non so fino a che punto ci credo.
Però io Genoa ho Ekhator, "me lo camallo" fino a che non è pronto, quando più o meno sono lì per poter avere i frutti mi ritrovo calciatore e procuratore che chiedono la cessione per avere spazio in Nazionale?
Poi non è che non ci finisci in quei club lì, a guadagnare cifre fotoniche.
Però prima fammi raccogliere i frutti del lavoro anche sul campo.
Se no io per farmi rompere il cazzo dai tifosi che giocano i ragazzini e perdiamo, per poi vendermeli quando cominciano a essere utili sul campo e quindi sono un affarista, faccio diverso.
Chiaro che dall'altra parte dovrebbe esserci anche un po' di spirito corporativo: Cairo che chiede botte di 100 milioni per Belotti o l'Atalanta che fa le bizze per lasciare i giocatori all'Inter perché non vogliono rinforzare una rivale sono scelte di basso respiro.
Si può fare una via di mezzo tra Preziosi che trovava l'incastro più utile alla big di turno e preferire che un tuo giocatore vada all'estero invece che rimanere in Italia.
Perché poi anche lì è un tema: vuoi che Oaktree metta del grano in Italia, va bene, se tu hai un giocatore da Inter non ti dico fatti andare bene tutto ma nemmeno dire che a un club di Premier costa meno.
E' chiaro che a fronte di un certo tipo di atteggiamento, Oaktree invece che comprare Palestra o Lookman compra stranieri, alimentando il circolo vizioso per cui non ci sono giocatori italiani nei top club.