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Beccati questa Ric 😉
È passato un anno da quando, sempre su spunto di Edo, allargavo il discorso rispetto a Costantino e al Dio giudaico-cristiano. A proposito di poche idee ma in compenso fisse e dei deliri onirici tanto cari a Mashiro.
La religione ha accompagnato l’essere umano fin dalle origini della civiltà, fungendo da collante sociale e strumento di potere.
Intesa come narrazione condivisa, ha permesso agli esseri umani di cooperare su larga scala assumendo un ruolo centrale nella costruzione delle strutture di potere, evolvendosi nel tempo in forme sempre più complesse e secolari.
Per fare esempi diversi, nei millenni, dall’Impero Egizio all’Arabia Saudita wahhabita dei giorni nostri, le monarchie religiose fondano la loro legittimità sulla religione che giustifica il potere assoluto della famiglia reale e regola la vita pubblica e privata.
Con l’illuminismo e la Rivoluzione francese, volate un po’ di teste, le religioni (narrazioni) tradizionali perdono centralità lasciando spazio alle ideologie (narrazioni) secolari.
Dio muore, nel senso che non pervade più la politica, la vita quotidiana e l’arte pur rimanendo agganciato al potere con altre modalità ed a seconda dei contesti specifici. Con l’umanesimo, l’essere umano sostituisce Dio al centro dell’universo morale e conoscitivo e genera tre figli: umanesimo liberista, socialista ed evoluzionista (o dawiniano).
Non mi perdo sui primi due figli, su cui i miei compagni d’avventura potrebbero scrivere tomi, mentre mi attizza spendere due parole sull’evoluzionismo: questa visione, sopravvissuta sottotraccia dopo la mistificazione nazista, considera l’umanità come un progetto in evoluzione, che può e deve essere migliorato attraverso la scienza, la genetica e la tecnologia. È la base ideologica del transumanesimo ma soprattutto, fondendosi nel tempo con il liberismo è il fondamento non dichiarato delle società moderne. Dove la Religione riveste, in questa fase, un ruolo residuale e di facciata come denunciato giustamente nel post di Edo.
La nuova forma di religione, sempre intesa come forma di narrazione che fa da collante al potere, è incentrata sui dati e sugli algoritmi.
Le piattaforme digitali influenzano le opinioni politiche e i comportamenti sociali attraverso algoritmi che decidono cosa vediamo, cosa compriamo e persino cosa pensiamo.
In Cina, mistificata come arretrata ma un secolo avanti agli Stati Uniti in attesa della prossima rivoluzione se e quando crollerà Breton Woods come pronosticava il mitico Zato, il sistema di “credito sociale” utilizza dati e algoritmi per valutare il comportamento dei cittadini, premiando o punendo in base alla conformità alle norme statali.
In questo senso la religione non scompare, sta semplicemente cambiando volto.