mashiro gli USA hanno tenuto vivo Putin ai tempi del golpe di Prigozin perché tutto possono permettersi fuorché un crollo della Russia, che è ormai è una caricatura di se stessa, ma ha ancora risorse e bombe atomiche a sufficienza da non farsi fagocitare da Europa e soprattutto Cina.
La Cina ambisce agli enormi territori che la propria propaganda nazionalista chiama Manciuria esterna, per non parlare delle materie prime, energetiche e non e delle ambitissime rotte artiche. A Vladivostock ormai si parla più mandarino che russo e si guarda più a Pechino che a Mosca. Inoltre i cinesi odiano i russi (ed è reciproco) e considerano gli slavi caucasici degli abusivi in Asia.
Per l'Europa la Russia vuol dire rotte artiche e materie prime e, soprattutto, avere il fianco est completamente al sicuro.
Il punto è che già una volta c'è stato un crollo di regime in Russia, è arrivato l'alcolizzato Elstin e ancora un po' la Russia collassa brutalmente. Per cui da un lato non credo che da quelle parti ci sentano a voler fare una transizione non ordinata dei poteri, dall'altro è tutt'altro che detto che in caso di cambio vadano verso una democrazia liberale, quanto piuttosto su un regime ancora più autoritario, repressivo e violento.
A questo si aggiunge che Putin, che è una partogenesi dei servizi segreti russi, messo li da loro e loro propagine, è, come ogni buona spia, paranoico e diffidente e non ha nemmeno designato un delfino e un erede, per paura che lo strangoli nel sonno.
Infine c'è il problema dello sterminato arsenale nucleare. Quando l'Ucraina divenne in dipendente firmò il memorandum di Budapest: i vi restituisco le bombe atomiche e voi mi garantite l'inviolabilità dei miei confini. Si, lallero.
Voglio vedere nel caso di collasso della Federazione Russa, le cento repubblichette che si formerebbero, chi si fiderebbe a rinunciare all'atomica in cambio delle promesse da marinaio.