layos Seconda cosa, se il gioielliere fosse uscito per strada e sparato a tre persone, uccidendone due e infierendo sul corpo di uno dei morti, senza un motivo precedente che ne attenuasse le responsabilità e la capacità di giudizio, non avrebbe preso 14 anni, ma l'ergastolo.
"I video hanno smentito la versione iniziale poi modificata che Roggero aveva fornito, secondo cui i primi colpi erano stati esplosi quando i tre erano ancora a e avevano rapito la moglie all'interno della gioielleria.
Si sarebbe trattato non di una difesa ma di una vendetta."
layos Al minimo questo tizio comunque deteneva una pistola che non poteva detenere ed era un pregiudicato recidivo, visto che aveva già ricevuto una condanna per quelle minacce.
Secondo i pm di primo grado “l’episodio (ndr: quello del 2010 in casa del fidanzato della figlia) rivela che Roggero è un violento, una persona che vuole farsi giustizia da sé”. L'avvocato di Roggero tuttora convinto che si tratti di legittima difesa putativa, quindi che Roggero vada assolto perché riteneva che la sua famiglia fosse in pericolo – all’epoca interpretò l’episodio in modo opposto citando una perizia: “Mentre nel 2005 si è trattenuto, nel 2021 è intervenuto l’aspetto patologico”, cioè lo stress post traumatico per una prima rapina del 2015. “La pistola era scarica”, sostiene l’avvocato.
Ma ormai c’è di di mezzo la politica: Roggero è un eroe dei social; nei video – con centinaia di commenti di sostegno – dice che quel giorno “non sono morti solo i rapinatori, ma anche i suoi famigliari sono morti dentro”. Per sé chiede “una preghiera”, con le mani giunte.
Ma non solo: chiede anche soldi per la fondazione con cui sostiene le spese legali. Ormai, però, è tutto bianco o nero. Si sorvola sul dettaglio di quella pistola puntata nel 2005. E ci si dimentica un altro episodio del 2024. Ai tempi dell’appello – come scrisse il Corriere della Sera – la Guardia di Finanza segnalò un giro di bonifici per 50mila euro dai conti di Roggero a un conto tunisino, passando per il comitato etico “Io sto con Roggero”, che raccoglieva le donazioni. Roggero, scrissero le cronache, aveva trasferito ad altri la proprietà della gioielleria. Il Riesame vietò l’espatrio a Roggero e gli tolse il passaporto: “Preparava la fuga”.
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Ianna