BURIDDA - ISTRUZIONI PER L’USO
Mediamente, quando si parla di mercato, si confonde la plusvalenza con l’attivo di mercato.
Sono due cose diverse.
La plusvalenza non indica quanto una società ha “guadagnato dal mercato” né quanta liquidità abbia disponibile. È il guadagno contabile ottenuto dalla vendita di un calciatore rispetto al suo valore residuo a bilancio.
Esempio: compro un giocatore a 10 milioni, sono passati tre anni su quattro di contratto, il suo valore residuo iscritto nel bilancio scende a 2,5 e lo vendo a 12. La plusvalenza è 9,5, non 12.
Immaginando di essere pagato per cassa, incasso 12.
La plusvalenza incide sul conto economico dell’esercizio in cui si chiude l’operazione, anche se l’incasso arriva negli anni successivi. Per questo potremmo vedere operazioni chiuse entro il 30 giugno: servirebbero al bilancio che si chiude a fine mese.
Il saldo mercato, invece, misura la differenza tra entrate e uscite legate a cessioni, acquisti, riscatti e prestiti.
Quindi puoi fare plusvalenze e avere comunque un saldo negativo.
Esempio:
vendo un giocatore a 12 milioni e realizzo i 9,5 milioni di plusvalenza al 30 giugno; poi acquisto o riscatto giocatori per 20 milioni.
Ho migliorato il conto economico del 2025/26, ma ho impegnato più di quanto ho generato come entrate di mercato. Il saldo mercato resta negativo.
Lo stesso vale per i prestiti con obbligo di riscatto: non eliminano il costo, lo rinviano. Così come rinviano l’onere dell’ammortamento a conto economico.
Per questo dire “abbiamo fatto plusvalenze” non basta. Bisogna capire:
quanto hai incassato, quanto hai impegnato in acquisti e riscatti, quali obblighi futuri hai assunto, quanto pesano ammortamenti e stipendi, in quale esercizio ricadono le operazioni.
Plusvalenza, saldo mercato, cassa e budget sono quattro concetti diversi.
La plusvalenza misura un utile contabile.
Il saldo mercato misura il saldo complessivo tra entrate e uscite.
La cassa indica quando i soldi entrano o escono davvero.
Il budget definisce quanto puoi spendere o impegnare senza compromettere gli esercizi futuri.
Confondere questi livelli porta a errori ricorrenti: scambiare la plusvalenza per disponibilità immediata o leggere ogni saldo negativo come sinonimo di cattiva gestione.
Nel calcio moderno conta non solo chi compri o vendi, ma come strutturi costi, ammortamenti, stipendi e tempi di pagamento.
Il resto sono slogan.