Criscitalebano
Taliban, probabilmente non sono riuscito a spiegarmi. Premetto non sto entrando nel merito del post di Edo (non mi interessa in questa risposta) e ragionerò per iperboli.
Se uno scrive che DDR non capisce un cazzo, ha perso il polso della squadra o è un tecnico di merda, gli si può tranquillamente chiedere di spiegare perché. Anzi, gli si deve chiedere di spiegarlo. E pensare di giubilare un allenatore dopo tre giornate mi sembra una cazzata oggi esattamente come mi sembrava una cazzata ieri.
Il mio post però non voleva riaprire la discussione di ieri stabilendo chi avesse ragione tra Edo e chi gli rispondeva. Partiva da lì per parlare di una cosa diversa: la cornice dentro la quale, dopo anni passati a discutere insieme, finiamo quasi inconsapevolmente per mettere le nostre opinioni.
E curiosamente la tua ultima frase mi aiuta a spiegarmi meglio.
Scrivi: «Sempreché la discussione sul mister non nasconda invece il terreno a chi vuole prepararsi una bella contestazione contro la società».
Ecco, è esattamente il collegamento che vorrei provassimo a spezzare.
Perché una critica a De Rossi dovrebbe preparare il terreno a una contestazione della società? E, specularmente, perché riconoscere un’attenuante a De Rossi dovrebbe diventare funzionale alla tesi che la società abbia operato male? Perché non possiamo discutere se DDR abbia sbagliato il centrocampo a due lasciando completamente in pace Blazquez, Sucu, il mercato, i bilanci e financo il commercialista? 😁
È questo che intendevo quando parlavo di lasciare andare in giro le responsabilità da sole.
Naturalmente la libertà di critica non significa libertà dal ragionamento. Su questo sono talmente d’accordo con te che, come giustamente ricordi, ci ho scassato i coglioni per anni sui bilanci: puoi sostenere praticamente qualsiasi tesi, ma poi dobbiamo vedere se numeri e fatti la sostengono. Vorrei applicare esattamente lo stesso metodo a DDR.
Quello che mi interessa è che l’onere della prova rimanga uguale per tutti e per tutte le tesi. Né «DDR è una pippa» perché abbiamo perso tre partite, né «DDR non può avere responsabilità» perché il mercato è finito il 2 settembre. Si prende il fatto, lo si discute e magari si scopre che Edo ha torto. Come penso anch’io nel caso specifico, almeno in parte.
Il problema nasce se prima ancora di discutere il fatto cominciamo a chiederci a quale tesi generale sia funzionale. Perché a quel punto non stiamo più rispondendo soltanto a ciò che uno ha scritto: stiamo rispondendo anche allo schieramento nel quale immaginiamo che quella frase finirà.
Ed è proprio quello che vorrei evitare.
Non sto rivendicando il diritto di scrivere cazzate senza essere contraddetti. Sto rivendicando quasi il contrario: il diritto di essere contraddetti sulla cazzata precisa che abbiamo scritto, senza doverci portare dietro ogni volta tutto il sistema filosofico del Genoa. 😁
Poi, se nonostante questo il post non si capisce, la responsabilità è dell’autore.
E su quella, coerentemente, non invocherò né il mercato chiuso il 2 settembre né attenuanti societarie. 😂❤️💙