Pensando e ripensando all’ennesimo avvio di merda, c’è una cosa che non mi pare di aver letto quasi da nessuno: fino a oggi a tradirci è stata soprattutto la difesa.
Non conto Como e nemmeno Napoli, anche se Di Bello se lo sarebbe menato se Vásquez avesse rinviato di prima. Ma sia col Frosinone sia col Parma la difesa tutta e Mercandalli in particolare hanno preso tre imbucate che in Serie A non si devono prendere.
Soprattutto contro Almqvist fa un mezzo passo in avanti invece di accompagnarlo largo correndo all’indietro e portandolo, come si fa con un movimento abbastanza banale in Serie A, verso la bandierina. Quel mezzo passo manda il parmense in porta. Col Frosinone succede qualcosa di simile, anche se in maniera meno grave perché l’imbucata nasce da un errore generale e l’attaccante riceve una palla perfetta per incrociare la corsa: lì Mercandalli deve fare tutto, anche fallo, ma non lasciarlo andare verso il centro.
Sul primo gol del Parma Østigård si fa saltare come un birillo e poi Mercandalli non deve far tirare l’uomo. Nove difensori di Serie A su dieci, in quella situazione, si lanciano in scivolata e provano a rimpallare il tiro.
A Roma, invece, Ellertsson cincischia su Tavares e nessuno chiude Frattesi.
Lo scorso anno, post Sassuolo, partite del genere sarebbero probabilmente valse da quattro a sei punti.
Il bicchiere mezzo pieno è che difficilmente si sono fumati tutti il cervello contemporaneamente: stiamo pagando il Mondiale e l’avvio disastroso di un giocatore sul quale avremmo puntato tutti e per il quale l’eventuale cessione avrebbe fatto bestemmiare tutti i santi.
Il bicchiere mezzo vuoto è un altro. Quasi tutti — io per primo — abbiamo pensato che gli acquisti dei laterali, dei centrocampisti e delle mezze punte fossero stati fatti per arrivare a giocare a quattro dietro.
La cosa che domenica mi è piaciuta meno è stata vedere Zio Bue, ma anche Ellertsson, ricevere palla in fascia spalle alla porta. Elsha, checché ne dica DDR, tutta la fascia la regge mezz’ora anche a marzo. Baldanzi e Traorè nel 3-5-2 sono difficilmente collocabili e nel 3-4-1-2 non sono trequartisti. Con Messias ed Elsha sarebbero 4 per un posto.
Anche davanti vedo un problema di caratteristiche. Colombo e Milutin rendono se giocano insieme. Il secondo tiene botta con tutti quando può correre negli spazi, nonostante qualche stop “ad inseguire”, ma una palla alta o addosso non la tiene manco dipinto. Esattamente come Colombo, che è meno fisico in corsa ma ha più tiro.
Se vuoi rimanere a tre dietro senza avere le caratteristiche giuste a centrocampo, rimarrebbe il 3-4-2-1 palindromo tanto caro al Guru. Inadatto ai giocatori di fascia come sopra.
Personalmente panchinerei temporaneamente Mercandalli e passerei al 4-2-3-1, con Zio Bue ed Ellertsson bassi — e in questo modo recupereresti anche Mitaj —, Amorim e Frendrup davanti alla difesa e Sow finalmente libero di inserirsi. Accanto a lui due tra Baldanzi, Elsha, Messias e Traorè, che così potrebbero giocare un tempo alla morte, che oggi è più o meno quello che hanno nelle gambe. Stessa staffetta davanti tra Milutin e Colombo.
La mia cazzata l’ho detta.