Assistiamo inebetiti, senza un sussulto di paura, dolore, indignazione. Assistiamo a guerre, genocidi, rivalse senza battere ciglio.
Guerra in Ucraina, terrorismo palestinese, mattanza israeliana, reazione iraniana, supporto occidentale, silenzio generale. E le persone muoiono spesso non volendolo o uccisi da bombe "intelligenti" o droni tecnologici.
Non è più il tempo di ricerche sociologiche fallimentari di eminenti professori in lussuosi salotti. Assistiamo come l'infermiere specializzato in sala operatoria. Lui sì pronto ad intervenire. Noi invece leggiamo le notizie comodi su un divano sul cellulare. Tranquilli di non ricevere un missile sulle nostre teste. Perché da noi la guerra è un'altra. Da noi si vive di chiacchiericcio difesi dall'ombrellone NATO sapientemente aperto ma al quale dobbiamo rendere servitù e fedeltà pena il caos.
Qual'è la vera guerra? Dove si sviluppa? Siamo sicuri che Ucraina, Israele siano veri territori? Ne dobbiamo parlare o forse dobbiamo cambiare cuore e anima?
Sarà così giusto il nostro divano? Sarà sensata la nostra comfort zone interiore ed esteriore?
Lo sgomento mi assale. Ormai non più per i morti innocenti o le violenze perpetrate. Lo sgomento mi assale per l'inerzia e l'inazione che metto in pratica day by day (ora sì parlo al singolare). E la ritrovo nei volti e nelle espressioni delle persone che incontro ogni giorno e nelle affermazioni di sindaci che confondono stato laico con libertà religiosa solo perché odiano i musulmani.
Se Mashiro lo ritiene troppo esposto libero di cancellare la discussione.

    MAU69

    Alla parata militare
    Sputò negli occhi a un innocente
    E quando lui chiese “Perché “
    Lui gli rispose “Questo è niente
    E adesso è ora che io vada”
    E l’innocente lo seguì
    Senza le armi lo seguì
    Sulla sua cattiva strada

    Le leggi sono scritte da gruppi di potere, gli stessi che impongono un ordine (sic!) mondiale, costruito e fatto rispettare con le armi. Vivere questa nostra libertà di plastica, inermi al cospetto di questa roba fa ribollire la coscienza e sputare allo specchio.

    I tentativi di ribellione hanno portato disastri.

    Solo con me stesso, ai sapiens non credo più… anelo un anarchia che non sono in grado di praticare perché ho bisogno dei bisogni: almeno siano innocui e regalino soddisfazioni diverse da quelle del consumo per se stesso.

    Assisto impotente al disastro, spesso non seguo nemmeno più e tristemente mi rifugio nelle letture, pratico il mio sport, seguo il mio Genoa e sparo due cazzate qui sopra. Di meglio non so fare.

    MAU69
    Parole piene di disperazione personale (che condivido) e frustrazione per l’asservimento mentale che SONO RIUSCITI a perpetrare, specialmente con le nuove generazioni che non hanno più capacità critica e volontà di approfondire le reali motivazioni / ragioni alla base degli ultimi, terribili eventi, ma che si limitano a bersi tutto quanto viene loro propinato.
    O, peggio, a concentrarsi su TikTok.

      Jena
      Perdonami, ma il rincoglionimento dei giovani non lo condivido.
      Primo perché sui social si rincoglioniscono tutte le generazioni. Su Facebook i 60enni, su Instagram i 40enni e su Tik Tok i 20enni (generalizzo, non vuole essere una verità assoluta). Con la differenza che i ragazzi conoscono meglio i social di noi e dei nostri genitori e ne fanno uso migliore.

      Secondo perché i ragazzi di oggi combattono le loro battaglie, che non sono più le nostre, ma sono ugualmente nobili. Ad esempio hanno una attenzione al clima e alla qualità della vita molto maggiore della nostra e loro hanno deciso di combattere per quello. Giusto? Sbagliato? Chi siamo noi per decidere se é giusto o sbagliato? Io forse farei diverso, ma per me è importante che comunque lottino per qualcosa.
      Non facciamo i ragazzi più stupidi di quello che sono.
      Tanto é vero che la guerra la stanno facendo i nostri coetanei e noi (mi riferisco alla nostra generazione) non é che ci siamo ricoperti di onore per evitare che si arrivasse a dove siamo oggi.

      Aggiungo che loro si distraggono su Tik Tok come la nostra generazione si distraeva con la tv. Ogni generazione ha la sua "distrazione di massa".

        Bortolazzi
        sono d’accordo grande Borto, i valori dei giovani si capiranno e li contestualizzeremo nel tempo dove andranno collocati.
        Le nostre generazioni (40+) sono le ultime con echi e riverberi di un mondo perduto dove pure la TV non esisteva, i miei nonni non la guardavano e si accigliavano con sospetto a osservarci schierati davanti a quella scatola.

        Lo scrivo perché la corretta classificazione che hai fatto dei social li differenzia sostanzialmente per la velocità di fruizione e la raffinatezza degli algoritmi a orientarne il consumo. Questo lo vedo riflesso nell’atteggiamento dei giovani alla vita e al lavoro, dato che ho l’occasione di frequentarli da vicino, avendo responsabilità di un gruppo significativo di persone molto cresciuto negli ultimi anni attraverso la loro selezione e formazione.

        I nativi digitali, in pratica, sono figli di “armi di distrazione” molto potenti che abituano loro alla gratificazione istantanea in mondo dove le risposte sono facilissime da trovare ma non allena a porsi le domande. Se ci pensi, sarà il segreto del prossimo secolo sul lavoro dove l’intelligenza artificiale renderà superflue le nozioni e premierà appunto pochi profili: i ricercatori in grado di sviluppare questi sistemi (saranno pochissimi) e quelle persone in grado di prendere decisioni di “trade off” ovvero le meno sbagliate in situazioni complesse dove non esiste certezza matematica rispetto al risultato.

        Ne parlavamo con Edo in macchina, in una serata d’acqua a Campo Ligure, aspettando il Guru. I nostri figli e i ragazzi in genere vivono un mondo complicatissimo dove emerge solo chi è allenato a porsi le domande giuste piuttosto di cercare risposte che ormai si trovano ovunque. Una ricerca ben pensata nei presupposti, un’impresa che colga bisogni non scontati, il valore del lavoro come riscatto rispetto al bombardamento di notizie (o nozioni) troppo veloci per stimolare riflessioni che appaiono noiose mentre rappresentano il futuro.

        Se prendi ad esempio 10 ingegneri, sette hanno fatto lo scientifico che aiuta per superare in fretta analisi ma il migliore del corso viene dal classico perché la filosofia e la letteratura, fatte bene, insegnano cose inutili a prima vista ma inducono a cercare il significato e non le risposte.

        Questo post voglio soprattutto dedicarlo a Edo, non lo sento da mesi per colpa (poco tempo, grandi casini e pigrizia)… mi è bastato parlargli un’oretta per riflettere anni rispetto agli spunti che mi ha dato. Come del resto succede a leggerlo quando ha voglia (sempre meno) di scrivere andando in profondità.

        Ti stimo tanto…

          Bortolazzi
          Hai ragione anche se l'impatto interiore lo ritengo, e penso che sia diverso. Una volta non ti prendevi di una/uno della TV. Oggi la virtualità sostituisce il reale. La dipendenza se gestita è proprio come dici tu. Ma i social non sono paragonabili alla TV.
          Io parlavo di una povertà interiore che è sotto gli occhi di tutti.

          • 4Mazzi ha risposto a questo messaggio
          • Jena ha messo mi piace.

            MAU69 Una volta non ti prendevi di una/uno della TV. O

            Non mi innamoravo caro Mau… ma quante pippe 😁😁😁

              4Mazzi Questo post voglio soprattutto dedicarlo a Edo, non lo sento da mesi per colpa (poco tempo, grandi casini e pigrizia)… mi è bastato parlargli un’oretta per riflettere anni rispetto agli spunti che mi ha dato. Come del resto succede a leggerlo quando ha voglia (sempre meno) di scrivere andando in profondità.

              Ho avuto il piacere e la fortuna di incrociarlo a Tenerife durante le vacanze Pasquali. Un incontro da segnare sul calendario. Tra le tante cose, abbiamo trascorso una cena meravigliosa.
              Dico solo che mia moglie, che "odia" il calcio, mi ha detto: "pensavo che tu fossi l'unico tifoso di calcio in grado di usare il cervello ed essere interessante. Stasera ne ho conosciuto un altro".
              E io le ho risposto:"belin, e non hai ancora conosciuto @Ianna..."

                Bortolazzi

                Ringrazio Borto e 4Mazzi per le belle parole, che in genere infiorano i funerali. Dato che, dopo attenta analisi, mi sono convinto di essere ancora vivo, mi ritengo un privilegiato.
                Inutile dire che non merito tanta considerazione, ma la brevità degli incontri forse distorce i valori.
                Un grande abbraccio a tutti.
                P.S. Alla deliziosa moglie di Borto devo precisare che ha ragione riguardo ai tifosi di calcio, ma i tifosi del Genoa sono diversi, nel bene e nel male.

                mashiro ha chiuso la discussione .