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  • Deliri onirici figli dell'insonnia (quello che non ho...)

Non ho chat, social o gruppi whatsapp… l’unico sopravvissuto è con Alfredo, Antonio, Corrado e Bruce che attiviamo una volta l’anno per la trasferta di Udine.

Non ho tempo di conversare privatamente nemmeno con mia moglie a causa del lavoro, pervasivo della quasi totalità della mia vita, esclusa la famiglia, per quel poco, e le ore strappate al sonno che dedico a QdM per piacere personale, amore del Genoa CFC (ideale di per se innocuo) e per tradire l’insonnia.

Non ho certezze ma inesauribile curiosità, unita alla consapevolezza su come, nella vita, i risultati si ottengono quasi esclusivamente per impegno pervicace e costanza, senza i quali nessun talento porterà mai a risultati.

Non ho idee precostituite se non quella di essere profondamente ignorante, pur avendo maturato con le letture e l’osservazione della misera condizione umana alcuni trucchetti utili a comprenderla.

Non ho fiducia nelle persone. Troppo complicato discernere tra pulsioni naturali e interazioni sociali: la mia cagnolina vive tranquillamente, scodinzolando, in due dimensioni. La prima oggettiva, costituita dall’acqua, il cibo e l’albero sotto cui fa pipì e l’altra soggettiva, composta di fame, desiderio, paura, ansia oppure gioia quando riceve un gesto d’affetto.

Gli uomini ne hanno una terza fatta di invenzioni come il denaro, la religione o le Società per azioni.

Tra le più geniali creazioni oniriche dell’umanità annovero l’anima che differenzierebbe gli uomini dagli animali: una cagata pazzesca sulla base della quale sono stati giustificati abomini millenari. Fino ad arrivare a teorizzare di “anime superiori” rispetto a quelle di altri uomini per giustificarne lo sterminio.

Questa terza dimensione, interagendo con le altre, ha consentito opere incredibili, frutto della cooperazione di forze e intelligenze di gruppi allargati con un obiettivo comune. Ma sempre, sfortunatamente, in funzione del controllo. Anche il comunismo, piaccia oppure no, ormai simbolo della sconfitta delle teorie collettive rispetto all’individualismo più sfrenato (semplicemente più funzionale ai gruppi dominanti ndr).

Pochi sapiens controllano da millenni moltitudini di altri servendosi alla bisogna, in epoche diverse e combinandole. delle narrazioni: pettegolezzo, miti, religione, denaro, teorie politiche, economiche e chi più ne ha più ne metta. Il maledettissimo potere che tutto sfrutta e fagocita.

La sanguinolenta moneta per cui si corrompe, tradisce e uccide costituisce solo un mezzo onirico di interazione collettiva inventato per superare il baratto consentendo di controllare le masse sempre più allargate: il fine è sempre il controllo.

Per questo diffido delle parole, mi fanno paura perché costituiscono il sistema operativo dell’umanità in funzione del potere. Anche tra due persone, fateci caso, “comanda” la narrazione più potente come in azienda o in politica. Preferisco fidarmi dei fatti.

Rispetto e riconosco l’importanza dei numeri ma non li eleggo a religione. Pur determinanti per fare luce su alcuni particolari non sono sufficienti a spiegare la realtà in quanto la complessità non si somma, moltiplica o divide ma si compone.

Gli algoritmi sono semplicemente sequenze logiche impostate dagli uomini nei calcolatori per risolvere problemi: per arrivare a Z prima ordina A B e C, poi somma, dopo riordina e dividi. La potenza dei calcolatori è tale che velocità e dimensione dei dati gestiti rendono risultati inarrivabili per la mente umana. Di fatto stiamo insegnando a ragionare alle macchine, nella speranza non diventi l’ennesima religione in grado di far danni peggiori di quelle “passate”.

Non credo alla gratitudine, se non parliamo di animali, piuttosto nella lealtà nei rari rapporti scevri da interessi.

Nessuno potrà mai affermare, dicendo il vero, di avermi visto o sentito mentre cucivo cappotti addosso a questo o quello al di fuori di questo spazio.

Ho sempre risposto direttamente con alcune asperità e cadute di stile ma sempre “parando i pugni con la faccia” senza mezze frasi, doppi sensi, evocazioni, rimandi… nessuna tattica, complimento, dedica, insomma espedienti per imbonire l’interlocutore (chiunque esso sia).

Infine, ritengo l’ipocrisia una delle peggiori caratteristiche delle persone… l’omaggio del vizio alla virtù: attenzione.

    4Mazzi

    Che enorme consolazione leggere queste parole, soprattutto in un'ora e in una sede che induce a non far dubitare minimamente della loro autenticità e sincerità.
    Che enorme consolazione constatare che al mondo esistono persone apparentemente allineate, ma che nell'intimo ragionano così. E magari sono migliaia o milioni, talmente evolute da non ambire a insegnare (o imporre) niente a nessuno.
    Ci sarebbe da fermarsi su ogni affermazione e discuterne, ma a che pro? Chi ragiona come te ha già raggiunto il culmine della verità, che è rifiutare le verità rivelate e non cercarne altre consolatorie.
    Può sedersi in prima fila e guardare lo spettacolo, assurdo crudele comico, della vita senza l'ansia di sapere come andrà a finire.
    La sua condizione inevitabile è la solitudine, condivisa con fantasmi altrettanto soli e come lui approdati in quei carrugi notturni dove si evita di evocare pensieri profondi per non sprofondare nella disperazione.
    Per sedersi a guardare lo spettacolo della vita si ha già pagato il prezzo della pietà, del dolore e della delusione. Non si ha più voglia di mischiare i sentimenti con nessuno, tranne chi non li voglia a sua volta mischiare con te.
    Una grande donna mi diceva: "Sono di quelle che non vogliono mai andare a dormire. Non so perché, forse per paura di perdere pezzi di vita. E allora mi trovo spaesata e sola nel mondo notturno, che ha un ritmo e regole tutte sue. Ovviamente incontro solo altre persone sole che non vogliono andare a dormire e che possono solo offrirti solitudine in cambio della tua. Ogni risma di persone, con le quali fai ogni sorta di cose maledette. Ma non importa, perché poi arriva il giorno e cancella tutto, imponendo la costrizione della banalità. E tu fingi di starci, ti mimetizzi, in attesa di un'altra notte e poi di un'altra ancora, sentendoti libero e lucidamente disperato".

    Grazie di aver svelato una parte di te, ma ti consiglio di non toglierti spesso la maschera: è pericoloso.

    PS.

    4Mazzi i risultati si ottengono quasi esclusivamente per impegno pervicace e costanza, senza i quali nessun talento porterà mai a risultati.

    Il talento è pervicace, costante e produce risultati concreti, perché è limitato. Il genio è dispersivo e fondamentalmente attratto dall'inutilità. Per questo chiamiamo genio il talento. Il talento lo vediamo e quasi sempre ha le stimmate del successo. Il genio è nascosto, invisibile, inappagato, e se la ride.

      Credo profondamente nell'anima, nell'essenza imperitura del nostro essere dove il libero arbitrio ci differenzia, ma non rende necessariamente migliori o superiori, agli animali. Nel percorso dello yoga, che ora fatico a percorrere, ho vissuto personalmente, direttamente con risposte sul tappetino. Lì ho vissuto un percorso di liberazione da ostacoli fisici e psichici. Lì ho gustato il piacere di essere solo con me stesso. Ed è il più gradevole piacere ed esperienza che l'uomo possa fare. Una solitudine consapevole che si sta bene quando si è soli ma che da quella solitudine deve nascere la capacità di poter contribuire nel sociale. Perché siamo esseri sociali e abbiamo il "dovere" di lasciare la terra un pó meglio di come ci ha accolto.
      Il "volere è potere" mi fa star male. Ho discusso una volta con mio suocero (reazionario di cascina) su questo e gli ho detto: può volere non morire? Siamo sicuri che tutti gli africani vogliano morire di fame o migrare da noi?
      Volere è un termine pericoloso, almeno secondo me. Occorre osservare per poter dirigere la nostra vita, ma poter volere non è sempre fruibile.
      Il famoso Krisnamurti diceva che la religione è un mezzo potente per poter seguire il cammino della Verità ma così potente che rischia di confondere, confondersi e perdere di vista il senso della sua presenza. Noi possiamo solo vivere la sacralità del nostro corpo, della nostra anima. Ecco perché religioni, ideologie falliscono miseramente. E quando falliscono crolla un intero universo con tutte le persone dentro.
      I fantasmi non sono irreali, le solitudini necessarie, le notti insonni pure.
      Sorridiamo.

      Caro Massimo,

      posso dire che leggere quanto hai scritto mi ha profondamente emozionato? E posso aggiungere che mi ritrovo in tutto ciò che hai mirabilmente descritto?

      Chapeau!

      Un grande abbraccio rossoblu! ❤💙

      La risposta di Edo l’ho letta tre volte (nella speranza non mi prenda in giro 😂😂😂). Se Mashi non lucchetta risponderò con la calma una di queste notti.

      Negli ultimi quarant’anni ho letto di tutto e subito influenze soprattutto dagli anarchici francesi cari a Faber, Pirandello (tanto per rispondere a Lindo), i russi come l’anarchico collettivista Mikhail Bakunin e i grandi classici a partire da Fedor.

      La sottile linea rossa è costituita dal relativismo (ho citato su QdM talmente tante volte la Buona Novella è il discorso prima della Città Vecchia da stufare persino Alfredo 😉).

      Recentemente sono stato folgorato da Yuval Noah Harari di cui ho divorato tutte le opere dove, per chi avrà voglia di leggere, possono trovarsi larghissimi tratti dei miei deliri notturni.

      Un tanto per chi dovesse aver piacere di condividere e fosse interessato.

      PS: non vedrei l’ora di mettere davanti a una bottiglia di “quello buono” Alfredo, Edo e Greif1957.

        Pensieri sparsi su quest’enormità di temi che in una calda domenica di luglio mi ritrovo sul muretto.
        Sparsi perchè è un’impresa riuscire in un post ad elaborare aspetti di fondamento di ogni vita, che ogni essere sia consapevole o meno della loro esistenza,per tutti, nessuno escluso.

        Togliamo subito l’inciso umoristico di Massimo: Faber non riesce a stancarmi. Non so neppure bene il perchè, ma è così! Per cui citalo tranquillamente quando i tuoi pensieri si trasformano in scrittura, così la giornata migliora!😉

        Altra premessa, semi umoristica, ma non troppo.
        Non so, per limiti miei, se sia possibile, con l’intelligenza artificiale o qualche altro metodo informatico, confrontare i social esistenti, almeno in Italia.
        Ma,cazzo, questo muretto è ben strano! È già diverso sul tema fondante per cui è nato ( il vecchio e quello attuale), ma questo l’ho già scritto in passato e non voglio ripetere.
        Poi fuori dal tema Genoa, escono fuori, per la sicura gioia dell’eroe Mashiro, idee, riflessioni, racconti veri o di fantasia,outing, satira, scazzi, su tutto lo scibile umano.
        Ogni tanto, guardandomi in giro, mi scopro un pó strano e/o poco allineato rispetto a molti nostri simili, diciamo un pó fuori luogo e tempo,ma anche
        voi, belin, fra tutti,non scherzate!!!😂
        Bello peró!!!

        Anima invenzione dell’umanità o componente esistente della persona, come scrive Maud?

        La spiritualità è cosa troppo importante per abbandonarla ai fondamentalisti o comunque agli appartenenti a qualsiasi religione.

        Trascende la materia, la necessità, ma, contrariamente alle convinzioni degli spiritualisti, non vi si oppone.
        Solitamente è gratis, non devi pagarla, puó arrivare in ogni momento.
        A volte la rigettiamo, altre la accogliamo, in altri casi si impone da sola.
        In un grande pezzo del Banco ( Bms, sia lode), Danza di Primavera, si ascolta:
        “Arriva come il mare,
        arriva all’improvviso
        e non sai mai da dove.”
        Questa è uno splendido verso, che definisce, per me,la spiritualità!

        La vogliamo chiamare anima, psicologia, diversi equilibri di neurotrasmettitori cerebrali, sensibilità alla bellezza o al dolore, per alcuni Dio?
        Oppure non la vogliamo proprio chiamare?
        Va tutto bene!
        Non so come definirla, non ci arrivo,ma ho fatto esperienza della sua esistenza ed altri hanno raccontato, in modalità e tempi diversi, questa qualità dell’esistenza e dell’esperienza!
        Diversa dagli animali?
        Boh! Forse si, se ha a che fare con la consapevolezza umana della propria esistenza, forse no se andasse al di là anche del “ cogito ergo sum”.

        La fiducia nelle persone.
        I greci dividevano l’amore in diverse definizioni. Le più celebri sono Eros, l'amore dei sensi, Philos, l'amore famigliare, degli amici, e Agapé, l'amore incondizionato di colui che è pronto a compiere l'estremo gesto del sacrificio di sé in nome dell'ideale.

        Credo che, nonostante il tempo trascorso e quello futuro, questa sia la più completa delle definizioni riferite ai nostri rapporti con l’altro da noi, che non potrà essere contrastata da nulla, tecnologia compresa.
        È una nostra necessità vitale, come mangiare, bere,respirare, ecc., per cui ha a che fare con il desiderio.
        Diffido di chi afferma di amare tutti!
        Quando sento questa affermazione mi allontano in fretta!

        Si puó amare qualcuno, a seconda degli incontri che accadono nel nostro percorso ( caso, oggettività),proprio a motivo dei nostri limiti.
        Perchè i rapporti, non le maschere pirandelliane che giustamente ricorda Edo, tipiche della superficialità e leggerezza borghese,sono una cosa tremendamente seria, coinvolgente.
        Da questo contesto nascono le delusioni, da un desiderio inibito, dalla potenzialità interrotta, dal sentire tradito un qualsiasi percorso comune sul quale avevamo iniziato, che speravamo.
        Per cui,di conseguenza, sfiducia nell’intera umanità, indifferenza.

        Io dico invece, meglio piuttosto un grande odio ( parente prossimo dell’amore, come ci insegnavano gli avi latini), ma darsi sempre altre possibilità di tentare,in caso la vita ci faccia qualche regalo.

        In ultimo le parole ed i fatti.
        Massimo, comprendo quel che intendi.
        Ma di quali parole stiamo parlando?
        Dei flussi ininterrotti di consonanti e sillabe prive di significati, vuote di contenuti? Delle elucubrazioni degli azzeccagarbugli? Delle musse (non quelle vere, sia lode!) che quotidianamente ascoltiamo da fantasmi che ci appaiono di fronte o dietro uno schermo?
        Allora siamo d’accordo!

        Se invece Le parole raccontano di noi, sciolgono le maschere,del nostro vissuto,delle nostre memorie, dei nostri ricordi, sono uno strumento potente,incredibilmente utile, quello più importante( non l’unico) che, in quanto esseri umani, ci siamo dati per comunicare,che ci aiuta a capire meglio noi stessi ed il mondo. Secondo il saggista Igor Sibaldi, le parole hanno prima di tutto il potere di: Fare esistere le cose.

        Dipende sempre da chi le pronuncia e le usa, ma un fatto che non riesci a definire con parole opportune perde il suo stesso valore.
        Concludo dicendo che recuperare il significato delle parole è oggi un fatto rivoluzionario!

        Basta. Per oggi mi spengo e vado a fare un bagnetto perchè mi hanno riferito che deve essere arrivata l’estate!😱

        Ah, dimenticavo:
        sempre in alto i cuori,
        di giorno e di notte, che fa più fresco!🌈

          I deliri onirici scaturivano da una risposta di Alfredo, su altro thread, dove affermava “la politica sta al di sopra della coscienza” e dalla provocazione di Oliviero Toscani sui ragionieri laureati alla Bocconi (per inciso non ho studiato lì dove semmai vado ogni tanto, su richiesta, in ben altra veste).

          Vi dicevo di Harari (cit) “se distorcete troppo la realtà, vi indebolirete e non sarete in grado di competere con rivali più lucidi. D’altro canto, non potete organizzare masse di persone in maniera efficace senza fare affidamento a qualche mito fantasioso. Se rimanete aderenti a una realtà purissima, senza confonderla con qualcosa di immaginifico, poche persone saranno disposte a seguirvi”. Sottoscrivo.

          Un ospedale, come lo Stato, ha bisogno di costruzioni ideali ma funziona (come l’Egitto dei Faraoni) come somma di procedure distinte e frammentate che abbisognano delle competenze di decine, centinaia o migliaia di persone che nemmeno si conoscono. Mattarella è a capo di un’organizzazione burocratica, caro Alfredo, e la burocrazia è una cosa serissima con il solo difetto di avere bisogno di narrazioni fantasiose per stare in piedi… le nostre amate “parole”. Le organizzazioni sono fatte di persone ma sono impersonali e si auto proteggono.

          Capisco come il tutto possa sembrare cinico, ne pretendo tu lo condivida, ma personalmente ritengo funzioni così.

          Il linguaggio scritto può essere ritenuto uno strumento modesto per descrivere la realtà, ma nel tempo è diventato mezzo assai potente per rimodellarla.
          Il mito attuale che tiene in piedi le strutture burocratiche degli Stati occidentali è la “libertà” degli individui, economica e civile, come un tempo furono gli dèi Greci, i faraoni e i monarchi. Religioni, epopea cavalleresca e dottrine politiche figlie della Rivoluzione francese le sovrastrutture immaginifiche.

          Sulla spiritualità, caro Alfredo, non ho risposte prêt-à-porter … troppo complicato. L’interazione tra le tre dimensioni che citavo nel delirio di ieri, generano pulsioni emotive molto complesse. Come diceva Faber, visto che non ti stufi, “se Dio non esistesse bisognerebbe inventarselo il che è esattamente quello che ha fatto l’uomo da quando ha messo i piedi sulla terra”… sostituisco arbitrariamente “spiritualità” a “Dio”, pur consapevole della superficialità della mia miserrima considerazione relativista.

          Molto affascinante e profonda, al solito, la riflessione di Edo su genio e talento.
          Il talento è pervicace, costante e produce risultati concreti, perché è limitato. Il genio è dispersivo e fondamentalmente attratto dall'inutilità. Per questo chiamiamo genio il talento. Il talento lo vediamo e quasi sempre ha le stimmate del successo. Il genio è nascosto, invisibile, inappagato, e se la ride.”

          Hai perfettamente ragione mio carissimo isolano, ma il confine è sottile. Il genio se ne fotte dei risultati, spesso li rifiuta prendendosi beffe della realtà oppure comprendendola talmente a fondo da disperarsene fino al suicidio.

          Quello che ne fa il sapiens è invece molto chiaro: elegge sia il talento che il genio a brand… per vendere milioni di scarpe, dischi, quadri, libri e magliette anche postumi per racimolare moneta.

          Scrivi, commuovendomi, di “persone apparentemente allineate ma che nell’intimo ragionano così”: separare il funzionamento dell’organizzazione burocratica, Genoa compreso, dalla costruzione immaginifica che lo sostiene è doveroso se parliamo di cose concrete.

          Diversamente Gilardino diventa scarso anche se fa duecento punti perché non risponde all’ideale di allenatore del Genoa da parte di chicchessia.

          Nelle organizzazioni burocratiche ci lavoro, mantengono la mia famiglia cosa che mi consente di vivere levandomi qualche soddisfazione materiale di cui non mi vergogno affatto, visto il culo che mi faccio cercando di non prevaricare nessuno. Ne conosco le logiche e provo, con grandissimi insuccessi e frustrazione, a contribuire qui sopra a spiegarle per cosa sono e come funzionano.

          Le reti umane costruite in nome di entità fittizie – gli dei, le nazioni, il Genoa CFC Spa – valutano se stesse dal loro punto di vista. La religione se applica i “comandamenti”, la nazione se promuove l’interesse nazionale, il Genoa se gioca stabilmente in serie A con vista sulle coppe.

          Qualcuno vorrebbe valutare il Genoa o il QdM sulla base dei suoi “ideali”, magari buttando bromuro sulle cose che materialmente funzionano: a questo giochino non voglio giocare e rompo il belino. Non tanto perché avrei problemi a trastullarmi con gli ideali in C – cosa ampiamente vissuta – ma in quanto faccio davvero fatica a confondere i due piani di cui uno (quello ideale) non si alimenta certo di ulteriori sconfitte di cui ho i coglioni pieni.

          Purtroppo, come direbbe Mau, abbiamo il nostro Karma e rischiamo di tornare nella bratta se non troveremo in fretta una soluzione sulla proprietà: non per questo dobbiamo confondere i prestiti con gli acquisti o fare di Spors un feticcio manco fosse Tutankhamon.

          Un carissimo abbraccio a entrambi. Evviva QdM e sempre forza Genoa

          Namaskar61
          Sono contento che hai scritto.
          L'anima è materia. Il corpo è anima. L'anima è corpo. Il corpo è materia. Ciò che muove tutto è l'energia. Non certo quella creata da corrente, turbina, dinamo o altro. Non c'è scissione tra le cose. Yoga nasce dalla radice sanscrita YUG, che principalmente vuol dire unione, giogo, quello che univa i buoi per arare i campi. Unione di corpo e anima, spirito e materia. Ormai le neuroscienze vanno verso quella direzione. Ti ringrazio Alfredo per le consuete sagge parole che esprimi e che illuminano di bontà questo sito di tifosi così particolari.

          I miti tengono in piedi le organizzazioni, ma sono utilizzati pure per minarle da chi le vuole distruggere.

          Il nostro mito preferito ha un nome e un cognome: al secolo Johannes Spors.

          “quello è buono”: lo ha preso Spors

          “l’altro è grammo” Spors non lo voleva “ma deve dare il benestare…” ingerenza di Ottolinen

          “è grammo e lo ha scelto Spors”: era distratto perché volevano farlo fuori

          “è buono ma lo ha scelto Ottolinen”: col beneplacito di Spors

          “è grammo e lo ha scelto Ottolinen”: ormai lo han fatto fuori (a Spors)

          “è un prestito con diritto”: acquisto di Spors

          “è un prestito con obbligo”: Prestolinen! “ma è buono…” grazie al cielo è intervenuto Spors

          “prestito secco”: Prestolinen! “era buono e lo abbiamo riscattato”… diavolo di uno Spors

          “si è rotto”: maledetto Ottolinen “era una scelta di Spors…” Ottolinen porta sfiga!

          “era buono ma non l’abbiamo preso…” non hanno dato il benestare a Spors

          “era grammo e per fortuna non l’abbiamo preso”… stoppato da Spors “ma lo aveva proposto lui e non gli hanno dato il benestare” propaganda di Ottolinen spalleggiato da Zangrillen

          Johannes Spors è caduto dal cielo dispensando miracoli per dispetto a chi lo ha scelto e gli paga lo stipendio, rimediando alle cazzate degli infidi collaboratori. Impossibile faccia belinate essendo dotato di infallibile algoritmo, e se belinate sono state fatte è per causa di ingerenze esterne.

          Se non fosse per il malefico sergente Pippardinen, in combutta con Her Ottolinen, diavolo di un colonnellen, avrebbero reso anche quelli grammi, (solo se scelti da Spors ndr) mentre se i buoni hanno giocato sempre, nel loro ruolo, è perché si è imposto su Culardinen dallo spazio siderale.

          Dal momento in cui Spors è stato allontanato dalla squadra, i risultati sono rimasti buoni grazie a poteri paranormali dello stesso in barba ai sabotatori.

          Se i risultati cambieranno sarà perché Spors si è stufato di condividere i meriti con infidi e blasfemi traditori.

          Amen!

          PS1: in trincea contro i beceri commercialisten!
          PS2: viva Bonvi e le Sturmtruppen...in trincea si impiccano i pidocchien!
          PS3: non c'è un neuronen

            4Mazzi nostro mito preferito ha un nome e un cognome: al secolo Johannes Spors.

            “quello è buono”: lo ha preso Spors

            Si c'è da precisare solo riferito a qualche writer qui su QdM.
            Perché nel mondo Genoa dopo la retrocessione per la stragrande maggioranza dei saccenti tifosi rossoblù Spors era un nerd che si dava all' onanismo con i suoi algoritmi ,un incapace che aveva pagato 6 mln Yeboah,Martinez una marchetta ai suoi amici etc etc.La stragrande maggioranza dei tifosi , degli opinionisti e giornalisti invocavano un ds esperto e soprattutto italiano e percula vano Spors ogni volta che potevano .Per la risalita ci hanno tritato il cazzo con Coda ed Aramu e nemmeno di fronte a un loro rendimento insufficiente riescono a fare mea culpa e danno merito alla cosiddetta corrente mediterranea per la promozione anche se bontà loro su Spors si sono dovuti ricredere .In Spors We Trust era nato proprio in contrapposizione a questa vecchia mentalità che circonda il mondo Genoa e lo rifarei anche oggi se lo ritenessi utile .Poi riguardo ai miti hai mille ragioni ed io stesso ho scritto che questo approccio fideistico verso Spors oggi rischia di creare un idolo feticcio che non corrisponde alla realtà ,so anche benissimo che non era riferito a me il tuo post ma ho solo voluto puntualizzare il momento storico nel quale e' nato e perché lo Sporsismo 😀 sul muretto.

              Mister_No
              Ciao Marco.
              Hai perfettamente ragione, davo per scontato di considerare dinamiche interne a QdM.

              Se allarghiamo il discorso all’interno mondo Genoa sia potrebbe fare parodia uguale e contraria.

              La realtà, mia personale opinione, è l’equilibrio (in qualche fase instabile e critico come per l’esonero di Blessin) tra le due “anime” se così vogliamo chiamarle.

              Ha funzionato, fino a oggi e con tutti i limiti… se ne facessero una ragione.

              Il tifo lo faccio al Genoa CFC e a nessun altro.

              Mister_No questo approccio fideistico verso Spors oggi rischia di creare un idolo feticcio che non corrisponde alla realtà

              Però, dai, ammettilo, dopo la caduta del Muro di Berlino c'era bisogno di un po' di sano fideismo.

              Mito Spors in evoluzionen…

              fino a ieri era sparito in polemica con gli Uffizialen superioren e il perfido Ottlinen.

              Oggi riappare e trasforma il perfido Ottolinen in Tenente novellinen… a roncolate 😂

              Et voilà

              Impavidi o stupiden?

              Prosegue il ritiren e il mercato maledetten.

              La piccola fedetta prussiana - Mashiren - ha avvistato l’infido Pradè, intento a preparare una nuova imboscata complottando per sedurre il bel Gondonen.

              Panico nelle retrovie! Già si sprecano le profezie di sventura da parte delle solite cassandren… l’infortunio del giofane Matturren viene interpretato come segno del destino e agita il dibattito tra le truppen. Gli inguaribili ottimisti, squallidi fiancheggiatoren, sperano che l’ennesima tranvaten lo svegli dal torpore e la smetta di dare la palla sempre indietro mentre i detrattoren danno colpa al sergente Gilardinen.

              Il saggio Edoarden, bofonchia in trincea per poi urlare: è una cazzo di mezzalen!!!

              Mentre il fiero alleaten Galeazzo Musolesi si erge su uno scranno improvvisaten per aizzare la truppa con parole bellicosen: “ingrato Palladinen! vallo a prendere in quel posten invece di cercare i ciocatori del Ghenua che ti ha dato tanten”.

              Stranamente le impavide parolen fanno breccia sul nobile alleaten del Sol Levante, intrepido aviere dell'aeronautica militare dell'Impero Giapponese, decollaten con l’ardito procetto di schiantarsi sul fiola parken per seminare il panico nelle file del nemico. Ma il perfido Ottolinen, fiancheggiatore di chiunque ci foglia indeboliren, aveva svuotato nella notte il serbatoio di soppiatten: l’alleaten è stato avvistato mentre cadeva in mare verso Portofinen riuscendo a impanicare la servitù di Piersillfio Berlusconen… a questo punto determinaten a non comprarci mai più: diafolo di un Ottolinen!

              Nel frattempo grande scalpore ha suscitato dal discorso di Her Spors al campo extra lusso degli uffizialen superioren: “dal momento che non abbiamo più i soldi per pacare l’affitten, sono andato da Di Marzio a dichiararen che apriamo le porte a tutti!”… il lucido generalen Bla Bla Blasquez lo ha subito apostrofato: “rientra nei ranghen! hai rofinato anni di propaganden… che glielo dice ai boccalonen del muretto che non è sempre colpa di quel coglione di Ottolinen!!!”.

              Finito la xanax Ferretti Linden tentava il suicidien…

              Intanto il bel Gondonen riflette sulle avance della scalcinata fiorentinen… e noi tremiamo sperando ancora rimanga, forti dell’amletico sospetto: in Islanda, pare lo accusino di aver posato una mano su un culen…

              continuasse a preparare la focaccen!

              PS1: 4mazzen penzola in Piazzale Loreto dopo aver tentato di arringare la folla sul senso economico della possibile dismissionen… il bilancio lo chiudiamo a Giugno 25 brutto coglionen! avevano racionen: in trincea contro i luridi kommercialisten!

              PS2: non c’è un neuronen

              Dedicato ad Alfredo Namaskar:

              Giacomo Leopardi, Fedor Dostoevskij, Franz Kafka, Jean-Paul Sartre, Luigi Tenco, Fabrizio De Andrè…

              esistiamo, siamo qua… adesso, nudi come vermi. Veniamo dal nulla per tornare nel nulla; ne siamo consapevoli e questo ci dispera, ruba il senso delle cose gettandoci nella disperazione. Poi, d’incanto un sorriso, una bella fica, la solidarietà di cui è capace solo chi non ha niente. Gente a cui il potere non interessa, privilegio della disperazione o regalo della morte prima di chiamare.

              Fu il rock’n’roll, prima, è la generazione beat, poi, a far tornare di moda il nero, i guasconi ribelli che sbeffeggiavano le convenzioni sociali e le cattedrali del potere.

              Generazioni di perduti, tutti a loro modo in cerca dell’autodistruzione ma inesorabilmente dotati di grande senso artistico, come se le sensibilità eccelse si trovassero solo nella disillusione delle guerre che generò questa corrente di pensiero.

              E quanto talento attrasse e che eredità ha lasciato…

              Ma, se veramente l’esistenza precede l’essenza, l’uomo è responsabile di quello che è. Così il primo passo dell’esistenzialismo è di mettere ogni uomo in possesso di quello che egli è e di far cadere su di lui la responsabilità totale della sua esistenza. E quando diciamo che l’uomo è responsabile di se stesso, non intendiamo che l’uomo sia responsabile della sua stretta individualità, ma che egli è responsabile di tutti gli uomini […]. Soggettivismo vuol dire, da una parte, scelta del soggetto individuale per se stesso e, dall’altra, impossibilità per l’uomo di oltrepassare la soggettività umana. Questo secondo è il senso profondo dell’esistenzialismo (Sartre, 1946)

              “Lottavano così come si gioca / i cuccioli del maggio era normale / loro avevano il tempo anche per la galera / ad aspettarli fuori rimaneva / la stessa rabbia, la stessa primavera” (Fabrizio De Andrè - introduzione a “Storia di un impiegato”)

              ”Sartre e Faber pensano, scrivono e producono opere letterarie, artistiche e musicali che vogliono narrare dell’uomo del secondo dopo-guerra, degli anni della Guerra Fredda e del Sessantotto. Il cantautore genovese scrive e produce musica per gli ultimi. L’Impiegato non dovrebbe rappresentare uno degli ultimi: sta nel mezzo, nella sua mediocrità lontana dal vertice del potere e lontana dalla miseria e dai rischi che gravano sulle spalle degli ultimi (tra cui anche gli studenti finiti in carcere). Sartre, da parte sua, vuole analizzare l’esistenza umana attraverso il suo agire, della sua libertà che poi è quasi sempre ridimensionata dal regno della necessità.”

              L’anarchia pessimista che tanto ci ha fatto innamorare.

              Buona notta amico mio.