Jena ciao, la situazione va metabolizzata siamo ad appena 20 giorni, debbo dire che quel tarlo però mi è rimasto sempre pur avendo avuto una vita ricca di soddisfazioni, quando la domenica vedi stop in gradinata o passaggi sugli stinchi non ti viene un pensiero di cosa avresti potuto fare senza infortuni? Mio figlio è sereno dimostrando una maturità che invece io non ho, farò tesoro di quanto hai scritto grazie

Jena
È un argomento a cui tengo e che vale per tutto ciò che siamo e facciamo.
Purtroppo l'immedesimarsi o il ricoprire i ruoli è uno dei limiti che ammorba l'essere umano. Peraltro in maniera subdola toccando anche i sentimenti più nobili.
Da genitore in un certo senso 'consapevole' ricado talvolta in immedesimazione, ruolo, soprattutto con mio figlio Samuele. Proprio dove dovrei fare un passo indietro vigile a volte ne faccio uno in avanti che va a mischiare le sue carte in tavola della sua esperienza. Nel caso di GrifonRoma è facile unire le due esperienze perché similari. Della carriera m'importa na sega (cit.) e di quella mai mi importera' ma ognuno di noi ha i suoi talloni d'Achille, per rimanere in tema, coi quali misurarsi. Porsi domande nel lasciar libero l'altro, chiunque esso sia. Questo credo sia un buon atteggiamento soprattutto per un genitore. Io credo che ognuno abbia la propria strada e le casualità difficilmente casuali. Credo che dobbiamo camminare a fianco dei nostri figli donandogli la nostra presenza.

    MAU69 bellissimo pensiero che, da genitore di un bambino di dieci anni, cercherò di tenere a mente. Grazie per averlo postato.

    AleR
    Te ne parlerò de visu al prossimo rendez vous a Lugano 😉

    MAU69 Credo che dobbiamo camminare a fianco dei nostri figli donandogli la nostra presenza.

    Belin Maurizio che argomento: il più difficile.
    I figli ti vogliono come sei o, meglio, come ti hanno percepito fin da piccoli. Esserne consapevoli consente di alternare conferme e riflessioni. Guai a pensare di essere “amici” dei propri figli, non cercano in te un amico ma un riferimento sul quale riflettere se stessi in un eterno confronto. Guai a renderti non riconoscibile.

    Conta l’esempio.

    Non ci sono ricette, l’unica cosa davvero importante è il dialogo e consentirgli di parlare senza abbiano la sensazione di essere giudicati. Dal momento in cui lo fanno sei già al 90% del “lavoro”.

    Purtroppo, come in tutte le cose della vita, puoi fare le cose giuste per vedere le cose andare male… ma se fai le cose sbagliate difficilmente andrà bene.

    Fare figli è un gesto sconsiderato di insano ottimismo… in grado di renderti un uomo (o una donna) completo ma anche di tirarti per i piedi davanti a uno specchio spietato, nudo come un verme: non sempre l’immagine riflessa risulta gestibile. In caso negativo sono uccelli per diabetici.

      4Mazzi
      Sì Massimo, credo sia proprio così. Mio figlio mi ha chiesto cos'è il razzismo, avendolo sentito a scuola, pur non avendo quasi mai parlato con la mia compagna dell'argomento pur avendo entrambi l'opinione più che netta.
      Mi fece ridere qualche mese fa che senti' per le scale un tipo, palesemente xenofobo, e mi disse sottovoce: "papà, ma questo è razzista, vero?".

      8 giorni dopo

      Biglietti fatti ma niente experience ❤️💙

      4 giorni dopo

      Per gli amanti dei ricorsi storici
      4 marzo 1992 Genoa-Liverpool 2-0

      un mese dopo