Giornata 27, Inter 2-Genoa 1
[cancellato]
Zangrillo durissimo: “Giocatori si piroettano come pagliacci”
https://www.calciogenoa.it/2024/03/05/ancora-zangrillo-inter-genoa/
A proposito di Gudmundsson...il compianto Prof. Pierluigi Gatto una volta mi disse: "Tieni bene in mente che i giocatori, prima di tutto, sono delle puttane...". Non me lo sono mai dimenticato. Ora, questo calo di Gudmundsson mi fa pensare davvero male. Voleva andarsene, è stato detto chiaramente, e non è stato accontentato. Riconoscenza ? Attaccamento alla maglia? Senso delle proporzioni? Qualcuno magari ce li ha, forse lui no.
Prendiamoci la licenza di analizzare un fenomeno fuori dal nostro misero
perimetro zeneize ma assolutamente degno delle fughe psicogeniche
lynchiane. Il "vir probus" per eccellenza ed antonomasia:
l'Interista.
L'Interista nasce per sua natura, dogmatica ed incontestabile,
mondato dal Peccato Originale (Massimo M., 2, 1-12). Questa
peculiare caratteristica è data dall'Onestà tramandata dai primi
Homo Habilis del Pleistocene che solevano pittare le gote di nero e
di bleu (Estoril? Le fonti non concordano).
Nemmeno l'avvento del Cristianesimo, che volle brutalmente caricare
l'Uomo di colpe al primo vagito, riuscì mai a scalfire la
proverbiale Onestà dell'Uomo Interista. Passato indenne e puro come
una Vergine dipinta dal Botticelli dalla chioma nera e bleu
(Estoril? Che diamine! Chiedete a Giambruno e non rompetemi il
belino!) a cotanto rischio persecutorio, l'Uomo Interista si
ritrovava nei panni del fustigatore di una Donna luminosa ma dai
facili costumi, rinomata nella penisola italica come "Vecchia
Signora".
Nonostante l'Uomo Interista assistesse a periodi di indubbie fama e
gloria dovuti a mecenati più o meno senza scrupoli (qui il Vangelo
di Massimo M. non ci viene purtroppo molto in aiuto soprattutto sui
morti di leucemia in quel di Sarroch, causata dal petrolchimico
Saras giacché le pagine risultano strappate o piene di omissis),
l'assillo della Vecchia Signora era una fissazione quasi paranoica.
Il vir probus ambrosiano denunciava, sbraitava, accusava, assestava
"cartoni" (metaforici, sia chiaro) al Grande Fratello del Sistema
Italico del Dio Eupalla, reo di flirtare a ripetizione con la
malefica e tanto vituperata Vecchia Signora.
Numerosi gli episodi che l'Uomo Interista snocciolava a memoria
sulle malefatte della Donna in mise zebrata: non necessariamente
commesse ai danni della propria Beneamata pulzella, ma a difesa
degli umili e dei defraudati (che fossero Viola, di rabbia e di
rigore, o giallorossi come il buon Ramon Turone da Varazze, 100
presenze in maglia rossoblu).
L'odio del vir propus ambrosiano nei confronti della Vecchia
Signora, però, con il nuovo millennio andava via via acquisendo una
sorta di metamorfosi. Cesare (anche se non è mai stato certificato
che fosse realmente sua la frase in questione) era solito dire "Si
non potes inimicum tuum vincere, habeas eum amicum" (e, se non
sapete il latino, sappiate che lo mastica persino Lotito; ergo,
fatevi delle domande). La casa della Beneamata veniva così
frequentata sempre più assiduamente da amanti della Vecchia Signora
col placet dapprima sospettoso ma poi sempre più entusiasta
dell'Uomo Interista: l'uomo col Toscano, Lippi, in prima battuta e a
seguire quello più verace dal Salento, Conte Degli Agghiaggiandi.
Fossimo in un film di David Lynch ora assisteremmo ad una di quelle
scene oniriche e deliranti, fatta di fughe psicogeniche dalla
propria stretta realtà, piena di panni attillati e non più consoni
alla voglia e alla sete di potere sempre crescente: e se, in fondo
in fondo, i comportamenti della Vecchia Signora non fossero poi così
zozzoni? Del resto i suoi amanti, visti da vicino, non sono poi così
terribili come sembravano quando erano soliti frequentare la donna
dalle sconce mise zebrate!
Plot twist (dicono quelli bravi in drammaturgia)! L'Uomo Interista
del Nuovo Millennio comincia ad interrogarsi: e se rubare non fosse
poi così orribile come i nostri avi ci hanno pedantemente
tramandato? Si comincia con le caramelle e si finisce con yen e
fondi americani (eh sì... pure il vir probus). Ma, soprattutto, si
svolta in modo epocale prendendosi in casa il prosseneta della
Vecchia Signora, il lenone dallo sguardo solo apparentemente
annebbiato. Questo è il vero salto di qualità del vir probus
ambrosiano! Colui che ha reso palese agli appassionati delle sorti
dello spettacolo proposto settimanalmente dal Dio Eupalla che quella
dell'Uomo Interista nei confronti della Vecchia Signora non era
solida indignazione, bensì una sanissima e incomparabile invidia.
"Sempre caro mi fu quest'altro furto" e poi con ingorda cupidigia
"Tu dammi mille furti, e quindi cento, poi dammene altri mille, e
quindi cento, quindi mille continui, e quindi cento ancora".
Ceccarini chi? Ceccarini è sempre stato per il vir probus ambrosiano
ciò che per le donne è chiamata "invidia del pene". L'arbitro che
tutti gli Uomini Interisti avrebbero voluto per la Finale, per la
gara decisiva, per la notte più galante che possa esistere per la
propria Beneamata.
Come in "Star Wars" assistiamo in un crescendo rossiniano
all'ultimo, drammatico conflitto interiore del vir probus ambrosiano
nel momento della scoperta del proprio vero creatore, un Darth Vader
con addosso la maglia numero 10 di Del Piero e il suo gracchiante e
memorabile "IO SONO TUO PADRE!". Il liberatorio "NOOOO!" urlato
dall'Uomo Interista del Nuovo Millennio lo monda nuovamente di tutta
questa sofferenza nel passaggio al Lato Oscuro, al godimento del
furto in quanto ragion di esistenza, alla sovrapposizione perfetta
fra la Vecchia Signora e la propria Beneamata come in un puzzle da
10.000 pezzi che finalmente trovano la loro definitiva collocazione.
In un'immagine in cui il nerazzurro e il bianconero si fondono in
un'incantevole scioglievolezza di rigorini, sviste arbitrali,
plusvalenze fittizie (eh sì... pure il vir probus anche qui).
Resta però, malinconico e muto, in soffitta il ritratto dell'avo del
vir probus ambrosiano. Sguardo truce e accusatorio, moralizzatore e
fustigatore. Un Savonarola della Bovisa.
Ma che, come fosse il ritratto di Dorian Gray, vede invecchiare la
propria divisa, perdendo il caratteristico bleu (Estoril o meno, a
questo punto della storia ha ormai poca importanza) per un più
semplice bianco.
Del resto, meglio tanti giorni da Zebre che uno da quello che era
una volta un Biscione.
[cancellato]
Parole sante
FerrettiLindo1893
Fenomenale! Mi sono cappottato dal ridere, grande FL!
[cancellato]
Stavolta un plauso a Zangry...hanno rotto il belino questi pagliacci, mai sopportato i Nedved, Quadrado, Neymar e compagnia cantante
Burp A me pare una tendenza umana quella di trovare per ogni effetto una sua causa.
Ieri sera Albert ha corso per quattro, si è sbattuto come pochi ed ha finito la partita in crescendo, quando ha avuto davanti Vitinha a svariare e lui ha fatto la mezz'ala.
E' marcato molto più forte e ci sta pure avere un periodo di leggera flessione dopo un avvio di campionato col botto.
Che poi la prospettiva di cambiare vita ad un certo punto della carriera destabilizzi perfino uno come un calciatore che pure dovrebbe essere abituato ci sta anche, sarebbe uguale anche per noi.
Ma francamente faccio fatica a vedere del nesso con quel che vedo in campo.
C'è da dire, al converso, che se anche tu sputi sangue per una maglia, se poi ad un certo punto la società ritiene che tu sia un peso e non un vantaggio, prende e ti mette alla porta e tanti saluti.
Barella ha sempre avuto il vizietto delle sceneggiate, anche se spesso sono talmente assurde da sfiorare la gag.
Poi ogni tanto la Nemesi colpisce (vedi Berardi) e allora si ride sul serio. Certo, non è etico godere delle disgrazie altrui, di questi poveri calciatori di serie A, che per pochi soldi, rischiano la vita sulle impalcature e nelle catene di montaggio. Poveretti!
L'unica ingiustizia, lo dico da sempre, la vera ingiustizia è che ci sono sport dove il rischio non è commisurato ai guadagni. Lanciamo una campagna perché una certa percentuale di palline da tennis e palline da golf contengano una quantità congrua di esplosivo. A chi tocca tocca e un po' di giustizia in più sarebbe assicurata. A proposito, sti poveri figli avranno la mutua?
Genoasi ma si sta storia che lo facciamo passare per Dia è ridicola.
Con tutto il rispetto per tutti.
Gudmunson è un momento che la vede piccolissima e fatica a incidere.
In campo non lesina impegno soprattutto in fase difensiva, i suoi compagni con l'Udinese han provato in tutti i modi a farlo segnare per cui anche all'interno tutti lo vogliono aiutare, sui social pubblica roba del Genoa a cadenza quotidiana.
Davvero mi sembra super coinvolto nella stagione, nel Genoa e in quel che fa...a me sul campo mi sembra gli pesi di non riuscire più a fare le cose che faceva prima che non il mancato trasferimento.
@NostrAcarus o"#p21593 A seguito della lettura dell'intervista sospendo per un momento, ma solo per un momento, l'epidermica antipatia che mi ispira il pres/primario
[cancellato] qualche lettura del muretto gli ha dato spunto
Mi sono rivisto l’azione incriminata, al di là che il rigore da qualunque inquadratura la vedi non è fallo, più che fermare ayroldi, sarebbe bene che dessero un paio di giornate a barella per quell’inutile sceneggiata che andrebbe punita e utilizzata negli interventi il mercoledì tra arbitri come esempio di comportamento da reprimere con cartellino rosso…
layos
Gilardino a fine partita non mi è piaciuto. Come dice Alfredo ha dato l’impressione di rappresentare se stesso: perfetto, elegante e moderato nell’accettare un presa per il culo da parte di chi la correttezza non sa nemmeno dove stia di casa.
A fine partita saluta cordialmente quel pezzo di merda di Inzaghi, schiumante rabbia (ma de che?) per 94 minuti a mettere pressione a tutti con un vomitevole e offensivo atteggiamento intimidatorio.
Dopo si presenta di fronte alle telecamere a minimizzare una topica assurda quanto inaccettabile (con l’aggravante della revisione) senza stigmatizzare la sceneggiata del centrocampista della nazionale.
Nessuno pretende strepiti e parolacce o piagnistei ma di manifestare profondo fastidio e incazzatura a nome tuo, della squadra e dei tifosi che rappresenti.
I complimenti e il fair play a scoppio ritardato, dopo avertelo buttato su per il culo, sono un aggravante rispetto a comportamenti indecenti tenuti durante la partita dagli avversari e dall’arbitro.
L’impressione, mi spiace, è di voler promuovere la propria immagine… con il Genoa di sfondo, a futura memoria.
Lo ringrazio e lo apprezzo come lo difenderò rispetto ai detrattori per quanto fatto finora ma non per ieri sera chiedendogli semplicemente di essere il nostro allenatore sempre, fino a quando rimarrà… in rampa di lancio come capace e cazzuto allenatore del Genoa, non in quanto ammansito ed efficiente prendinculo a favore di inquadratura.
4Mazzi due cose.
Zangrillo ha scritto che determinate cose non sono permesse dalla società, post Milan parlò Zangrillo e da quel momento nessun tesserato ha mai più parlato di arbitri. Quindi niente vieta che sia Blasquez ad aver detto noi non parliamo e non facciamo sceneggiate.
Nel caso Gilardino si è solo attenuto al regolamento societario(che io personalmente approverei a mani bassisime).
Detto questo io ho sentito l'intervista a Sky e se a domanda diretta ha glissato, quando gli han parlato di VAR in generale ha fatto intendere molto.
Gudmunson é in calo ma comunque non poteva tenere quei ritmi realizzativi e di giocare, non è un giocatore da 18 20 gol a campionato!
Andrea85 trovatemi un qualsiasi atleta di qualsiasi sport che non abbia mai avuto momenti di flessione sia fisica che mentale
Ciao.
Gilardino non doveva fare sceneggiate, nè doveva parlare degli arbitri.
Sarebbe stato sufficiente affermare che, se era contento della prestazione, non era per nulla contento del risultato, perchè con l’Inter si perde meritatamente nove volte su dieci, ma ieri era proprio “la decima” ed il Genoa aveva meritato il pareggio.
Pareggio che non è arrivato non per la bravura degli avversari, ma per un episodio strano, “del quale non intendo parlare”.
E continuare dicendo che vanno bene i complimenti, ma che la sua squadra gioca per il risultato sempre, e quando non arriva “non possiamo essere contenti, nè la squadra, nè la società e neppure i genoani. In particolare quando il risultato sarebbe un merito per quanto è emerso dal campo”.
Queste parole, dette in modo pacato,sarebbero bastate, senza dover troppo leggere o immaginare dietro le righe di un’intervista.
Perchè va bene tenere l’ambiente ancora motivato, ancora attento alla salvezza, al punto che,per non toppare i risultati, ci sono nuovi arrivati che non hanno ancora giocato un minuto, perchè per sperimentare ci sarà tempo,per il rispetto del gruppo storico, ecc.ecc., e poi quando ti portano via punti meritati il risultato non è più così importante e conta solo la prestazione?
I punti, per qualsiasi obiettivo si voglia porre a questo campionato, contano uguale che li si ottenga con la Salernitana o conl’Inter.
Ed i punti dell’Inter non sono ( o non dovrebbero essere) più importanti di quelli di ogni altra squadra del campionato.
Forse questi pochi concetti espressi, avrebbero infastidito qualcuno che preferisce il “sorvolare” o, ancora meglio, il silenzio.
Cioè un fair play privo di qualsiasi indignazione o nettezza, che peró non restituisce dignità, ma, d’altra parte, puó favorire il futuro di chi quelle parole sceglie, di non pronunciarle o, forse,non ne è proprio in grado.