MAU69
Sono d’accordo Mauri, altresì sono consapevole delle contraddizioni della società moderna e mie proprie nel parteciparvi seppure lavorando h24.

Nel caso degli attuali governanti siamo oltre, quando penso alla collezione dei busti del duce in casa del presidente del Senato della Repubblica sobbalzo ricordando mio nonno deportato ad Aushwits e ai pattoni che prendeva mia nonna dai fascisti quando provava a chiedere notizie. Penso alle generazioni che ci hanno preceduto e mai avrebbero accettato questo scempio, alla ribellione di Genova auto liberata a impedire, nel Giugno del 1960, si convocasse in città il congresso del movimento sociale italiano.

Non lo accetto e oggi ho letto il discorso di Scurati a miei figli senza riuscire a trattenere le lacrime, a cui non sono naturalmente incline anche quando la situazione lo meriterebbe… ho provato rabbia e pensare alla presidente del consiglio della Repubblica Italiana, nata dalla resistenza in nome dell’antifascismo e che non merita l’ennesimo scempio da parte di chi mal sopporta “con tutti i problemi che abbiamo” gli venga ricordato come, senza il ripudio pieno ed incontrovertibile di quegli orrori, ė indegna dello scranno in cui è seduta.

Prima o dopo moriremo e il ricordo delle stragi fasciste si perderà nell’ oblio, fino a quel giorno urlerò in faccia a questi indegni la responsabilità storica e morale che si assumono con le loro laide ipocrisie e giochetti dialettici.

Anche quando vengono a Trieste tentando di appropriarsi del dramma delle foibe, da loro stessi provocato incendiando con la guerra e i soprusi l’odio storico verso gli italiani che li precedeva: cara signora Meloni, per me lei è e rimarrà un abusiva prendesse pure il 100% dei voti, non mi rappresenta e non è degna della carica che ricopre, così come il signor La Russa e tutti i neofascisti al governo:

“Se ci coglie la crudele morte, dura vendetta sarà del partigian
Ormai sicura è la dura sorte del fascista vile e traditor
Ormai sicura è la dura sorte del fascista vile e traditor”

    4Mazzi purtroppo siamo passati da un socialadroni craxiano a un ventennio di delinquentecavalier, inframmentato da qualche periodo di similsinistra che ha fatto più danni della grandine, ed ora con le pantegane
    È proprio vero che ogni popolo ha il governo che si merita
    Henry
    W il 25 aprile antifascista

      Condivido ogni intervento precedente, ma vorrei approfondire la riflessione sul rapporto che è maturato negli ultimi vent'anni con la politica, da parte della "gente comune".
      Quando Berlusconi vinse le prime elezioni, a Milano eravamo un milione sotto la pioggia a manifestare per il 25 aprile. Adesso facciamo fatica ad essere qualche migliaio contro una guerra assurda.
      Temo che il ventennio del cavaliere e l'effetto dei vari algoritmi abbia portato ad una progressiva atrofizzazione delle coscienze, anche delle nostre di cinquantenni.
      Io ho tre figli che per fortuna hanno assimilato l'antifascismo come principio fondante, ma non è facile sfuggire all'omologazione e al pensiero veloce a cui siamo portati oggi.
      Sono contento che una volta tanto i social siano serviti a fare da cassa di risonanza per l'episodio di Scurati, ma spero che da qui parta una riflessione più consapevole sulla nostra partecipazione (sensu Gaber)
      Hasta siempre

        Enrico

        L'idea è quella che in Italia i fascisti si siano sempre annidati, silenti, nelle stanze del potere, in attesa di una resurrezione che, nel nostro caso, è stata favorita da Berlusconi. Questa ipotesi sembrerebbe accreditata dall'esistenza di strutture paramilitari pronte ad entrare in campo qualora il più grande partito comunista dell'Europa Occidentale salisse al potere. La parabola di Cossiga, referente "democratico" di Gladio, ne è l'esempio. Così come sembrerebbe accreditarlo anche la vicenda della P2, struttura tutt'altro che inventata da un manipolo di massoni manovrati da Gelli, ma, come emerge ora, contropotere organizzato dalla CIA con a capo (guarda caso) il fascista Delle Chiaie e di cui Gelli era solo l'impiegato con la faccia (da culo) politicamente "pulita".
        Ma l'ipotesi dell'Italia maggioritariamente di destra, con i fascisti annidati nei gangli del potere, cozza con le intuizioni di intellettuali quali Flaiano, Malaparte, Pannunzio, secondo i quali le avanguardie consapevoli, di sinistra o di destra, non arrivavano al 40% della popolazione, mentre il 60% assecondava l'onda, le mode e il fronte vincente. Tutti fascisti durante il fascismo, tutti partigiani dopo la Liberazione, tutti filo americani, filosovietici o papisti "à la carte", secondo come spirava il vento.
        Purtroppo, credo che la caduta del Muro abbia illuso molti che l'epoca delle contrapposizioni frontali fosse finita. Il regolamento dei conti con Craxi si è rivelato un errorte mortale per la sinistra che aspirava a un governo senza mediazioni, ma non considerava la vitalità dei contropoteri dormienti. La controfigura di Craxi era ovviamente molto peggiore di lui e molto più legata ai circoli di potere oscuri. Questa è la mia impressione. Lo sforzo della sinistra di accreditarsi presso i poteri reali facendo concorrenza alla destra sullo stesso terreno è stata vana per alcuni, tardiva per altri, e in ogni caso ha condotto alla frantumazione della sinistra stessa. Il dissenso ha cercato strade varie e contradditorie tra loro, e alla fine, i poteri si sono saldati con i neofascisti come collante. Con la differenza che i neofascisti, diversamente dai leghisti o dai grillini, hanno un aggancio più saldo coi poteri occulti tradizionali e sarà difficile scalzarli, così come non sono stati del tutto scalzati in 70 e passa anni. È il limite della cosiddetta democrazia. Con un 20/30 percento di voti e un 40 e passa percento di astensionismo puoi governare per una vita intera e divertirti a proibire tutto quello che ti pare, che è la vocazione del fascismo e anche il loro modo di rafforzare la loro identità, compattandosi "contro".
        C'è solo da capire cosa sia peggio. Che i poteri ci mettano la faccia coi fascisti al governo, o che i poteri se ne stiano quatti quatti facendo governare pischelli usciti dalla deriva "progressista".

        Serse69 mi permetto di dire: ai cortei del 25 Aprile ci sono più bandiere che manifestanti.
        Di media cortei se ne fanno 7 perché guai a farli col PD e ogni micro gruppo deve farli per i cazzi suoi, a Genova c'è una squadra di calcio popolare, se non sono cambiate le cose si son litigati i supporter e ora sono un decimo della metà.
        Sorvolo poi sul fatto che nel calcio non popolare non ci siano più tifoserie di sinistra perché no al calcio moderno e compagnia
        Mi sembra un pelo facile dire non frega più un cazzo alle persone.
        Forse sarebbe meglio dire che chi organizza si è perso dietro celodurismi vari e incomprensibili.

        Tempo fa sentivo l'intervista di un tifoso dell'Inter che diceva ci siamo radunati sotto un solo striscione per il bene della curva, io col mio gruppo avevo mille vantaggi a stare per i cazzi miei ma la curva veniva prima.
        A sinistra ci sono quelli che se vince la Schlein o la Meloni è uguale. 😉
        Quando ci si rassegnerà al fatto che anche no magari sarà più facile coinvolgere la gente nelle iniziative.🙂

          MAU69
          Da convinta (e ingenua) idealista quale sono, non posso che essere completamente d'accordo con quanto scrivi...
          Purtroppo gli antichi compagni di scuola non si sono salvati, ma sono perlopiù "entrati in banca" (cit. Venditti).
          E quando questi voltafaccia sono stati palesi e neanche più giustificati da un qualche "bene superiore", il Re si è mostrato nudo... e i maiali son diventati padroni... a prescindere dai colori, a prescindere dalle dichiarazioni di facciata... i fatti purtroppo sono quelli che hanno fatto spalancare gli occhi a molte persone che - come me - hanno creduto per anni ad un certo colore politico, gonfiandosi di commozione ad ogni 25 aprile e ad ogni primo maggio, abbracciando gli anziani ancora "puri idealisti" che talvolta capita ancora di avere l'immensa fortuna di conoscere ed ascoltare!
          Oh come vorrei poter ancora credere che c'è qualcuno, una qualche parte politica, nel nostro Paese, che sia ancora capace (e sinceramente motivata) a raccogliere la bandiera degli ultimi, non per riempirsi la bocca (e le tasche) ma per cambiare davvero le cose...
          Come vorrei che quegli ideali in cui non ho mai smesso di credere, malgrado tutto, potessero tradursi davvero in una autentica propensione alla giustizia sociale... che non ci faccia mestamente rimpiangere "i tempi di Andreotti", quando almeno c'era ancora un po' di carne attaccata all'osso che si lanciava al popolo!
          Forse è proprio questo il senso del mio esseree "vecchia" e "superata"... perchè non riesco più a credere a nessuno... perchè invece ho ben visto e continuo a vedere quanto poco importi a tutti i politici (anche a quelli che credevo fossero "amici") difendere la libertà dei cittadini, il loro diritto al lavoro (e non alla schiavitù legalizzata e sottopagata!), il loro diritto a non morire di lavoro (quanti sono ogni anno quelli che ci lasciano le penne, pur avendo l'Italia una delle più stringenti legislazioni in tema di "sicurezza sul lavoro"?), il diritto di tutti a vivere un'esistenza dignitosa, in cui le nostre tasse non servissero a finanziare le armi per nuove guerre, ma fossero destinate invece alla sanità, all'istruzione, alla protezione civile....
          E di fronte a quelle facce finte, che si contrappongono a quelle autentiche di chi ha la faccia marcia di riconoscersi ancora nei valori degli squadristi di un tempo, come si fa a turarsi il naso e votarli ancora? Ma se non voti quelli, dai il voto a quegli altri... e non c'è scampo al qualunquismo!
          Scusate lo sfogo... ma mi succede così ad ogni ricorrenza come questa... a cui peraltro non mi sottraggo tanto che andrò ancora una volta a commuovermi e a sentir parlare di ideali perduti in quel di Montaretto... in quella Casa del Popolo, dove ancora si possono incontrare anime sincere che - come me - vorrebbero ancora crederci!

            mashiro
            La sinistra è morta e seppellita da anni, e sebbene sia d'accordo con te sulle mille bandiere e schieramenti, è innegabile che si è perso il piacere di partecipare alla vita politica.
            La mia riflessione era se abbia ancora senso portare avanti certe battaglie oppure limitarsi ad esperienze "dal basso", che abbiano però una matrice comune. Antifascista appunto.
            Sennò tocca affidarsi a chi organizza i cortei...

              redbluemoon

              Cara,
              quante storie ho ascoltato… siccome perdutamente innamorato dei miei vecchi e di un mondo che rimane il nostro solo per il fatto di rimanere ancorati a schemi completamente saltati in una confusione dove gli operai, quelli che rimangono, combattono con lavoratori importati e sotto pagati pur essendo gli unici disponibili ad accettare determinate mansioni. L’alternativa è la delocalizzazione, quindi la perdita di qualsiasi forma di reddito.

              Ha ragione come sempre Edo quando scrive che, saltata completamente la sinistra storica, sono tornati i fascisti in un sistema pseudo capitalistico come il nostro dove gli “imprenditori” sono piccoli e per lo più vendono alle multi nazionali e la grande industria, pur grandemente ridimensionata, rimane semi-pubblica. Siamo governati dal “deep state”, un cerbero con più teste dove i vertici dell’apparato burocratico sono stati spesso protagonisti di svendite del patrimonio industriale (e dei servizi) italiano con guadagni enormi per i privati, spesso stranieri, e nuovi debiti per lo Stato.

              La nuova classe operaia è rappresentata dal famoso 2% di Ianna e Mauri, posti di lavoro precari e facilmente sostituibili dove ti fanno vivere con pochi soldi e tantissima minaccia di essere lasciato a casa. I residui operai italiani sono per lo più anziani oppure operatori del turismo o dei servizi.

              Il tradimento perpetrato dalla sinistra italiana (e occidentale), troppo impegnata ad affrancarsi presso i tecnocrati e governare attraverso di loro per accorgersi che stava perdendo l’anima, comporta il più completo smarrimento degli elettori e l’astensione di massa per cui si governa con percentuali minime di voti reali che ciclicamente, in cicli sempre più veloci, si spostano da un illusione all’altra. La Meloni non va sottovalutata in questo senso perché si preoccupa delle prossime elezioni ma soprattutto di presidiare militarmente i gangli del potere parastatale (RAI, CDP, ENI, Poste, Ferrovie, Polizia, Servizi, Esercito, Magistratura, etc) nel solco della tradizione della sua parte politica da sempre nascosta in questi meandri.

              L’obiettivo è soprattutto rimanere leader della destra per decenni. Il risultato è che le poche cose di “sinistra” le senti dai populisti… peccato le pronuncino per mero calcolo elettorale fregandosene il cazzo e sfottendo addirittura i boccaloni che li votano per vendetta.

              Ci rimane tristemente la memoria e, per quanto mi riguarda, ai fascisti gliela menerò a sangue finché scampo: lo devo ai miei vecchi e sono cresciuto così, non posso farci molto.

              Un abbraccio

                Serse69 io parto dall'altro lato se devo venire a discutere con qualcuno che mi dice che Schlein è uguale a Meloni o che io sono più a sinistra di uno che la pensa come me nel 99,9% delle cose, mi sono già rotto il cazzo.😅

                Serse69 Quando Berlusconi vinse le prime elezioni, a Milano eravamo un milione sotto la pioggia a manifestare per il 25 aprile.

                Che acqua!
                Tutto nacque da un'idea de "il manifesto" che, quest'anno, ha rilanciato l'idea: e se tornassimo a Milano il prossimo 25/4?

                  4Mazzi
                  Caro Massimo, la memoria, quella storica, morirà e giustifichera' la condizione in cui versa il mondo e l'uomo. Da profondo guevarista pacifista (un controsenso ma non troppo) sono giunto nel mio percorso umano a non giustificare più nulla senza essere fuori dal mondo.
                  Mi ricollego ad altri post tutti splendidi (anche quello di Mashiro 😀) per fornire uno spunto: idea contrapposta ad essenza. Demonizzare le ideologie non fu cosa buona soprattutto da chi ne abuso'.
                  Ma l'essenza delle cose è più importante di tutto. Essenza ovvero sentire profondamente ciò che ci muove come individui e come collettività. L'amore che nutre le cellule così come muove l'universo. Il senso del tutto unito. Che nel sociale per me non può che avere un solo sviluppo. Non che lo debba per forza ma cosa è naturale se non il collettivismo planetario? O qualcosa del genere?
                  E allora la memoria non basta, non può bastare senza che però si debba fare chissà che. Occorre proporre, amare lo sviluppo sano di una vita che in questa forma è solo una è magari breve.
                  Forza vecchio cuore rossoblu e hasta la victoria siempre.

                    MAU69 Ma l'essenza delle cose è più importante di tutto.

                    Eh sì, certo. Il tuo collegamento i-phone regge i 300 megabyte e l'archivio foto quanto è dimensionato?

                      redbluemoon

                      E mi ricordo chi voleva
                      Al potere la fantasia...
                      Erano giorni di grandi sogni... sai
                      Eran vere anche le utopie.
                      Ma non ricordo se chi c'era
                      Aveva queste queste facce qui
                      Non mi dire che è proprio così
                      Non mi dire che son quelli lì!

                      Quanti ce ne sono stati nel tempo, ben rappresentati dai "capigruppo", Giuliano Ferrara e Paolo Liguori 😜
                      Ne avrei un altro, ma se lo scrivo, rientra il mio amico Pasquale solo per sfancularmi 😂😂

                      Pasqua' , senti che ti stai perdendo, queste sono le tue discussioni. 😏

                      Cari tutti o cari “compagni”,per chi si sente di appartenere a questo splendido termine,
                      prima di tutto GRAZIE per aver introdotto questo tema a me caro,e per molte cose importanti che avete scritto.

                      In fondo non è scontato in un gruppo che ha come argomento il Genoa ed il calcio!

                      Posso dire, prima di tutto, che il 25 aprile è per me la festa più bella di ogni anno.

                      Per diversi motivi, compreso il fatto che in questo momento possa scrivere a voi il mio pensiero e voi mi avete fatto giungere i vostri.

                      Non clandestinamente ed è bellissimo poterlo fare ancora.

                      Ho anch’io,come ho letto per alcuni di voi,motivi personali che mi legano strettamente ai significati di questa data.

                      Accenno i principali, perchè un pó tengo a condividerli con voi.

                      Mio nonno,oste,di famiglia contadina, con la seconda elementare, socialista, picchiato due volte dalle tristemente famose “camice nere”, la sua trattoria devastata, con mia madre bambina terrorizzata sotto un tavolo, tra i rivoli di vino delle bottiglie spaccate.

                      Sempre mia madre che, durante un rastrellamento nel paese dell’entroterra da cui proveniamo, riuscì ad uscire di casa e salvare un suo zio da un cecchino fascista che lo puntava.

                      Li vicino, la battaglia del Monte Sella,sullo spartiacque tra il comune di Montoggio e quello di Sant'Olcese, il 14 Aprile 1945,
                      nella quale un contingente tedesco fu sconfitto dalla Brigata Balilla, aprendo la via ai Partigiani verso la Val Polcevera, con un prezzo pagato, cioè la vita di due giovani.

                      Colui che poi sposó la sorella di mia madre, tedesco, che disertó dalla Wehrmacht quando fu in Italia. Entró ( e fu accettato) dai partigiani nella Divisione Garibaldi "Cichero". Nel 1951 fece anche una piccola parte in Achtung! Banditi! di Lizzani.
                      Ho saputo, durante una visita alla Casa dello Studente, che non fu l’unico tedesco a partecipare alla Resistenza.

                      Durante una visita a Berlino, al Museo della Memoria, davanti alle foto dedicate agli Italiani deportati, le lacrime di uno sconosciuto tedesco che si trovava lì in quel momento e che, guardandomi ed avendo compreso la mia nazionalità, mi chiese più volte “scusa” prima che lo abbracciassi.

                      Ed un’ultima casualità, la via dove abito da decenni, dedicata ad un ragazzo di 15 anni, appartenente alla 294ª Brigata Garibaldi,caduto il 24.4.1945, a due passi dal mio portone.
                      Riposa a Staglieno, nel Campo dei partigiani, peraltro a due passi da mio nonno ( sempre e forse per caso).

                      Mi sale un pó di emozione mentre vi accenno di questi miei ricordi!

                      Queste ed altre persone ed avvenimenti, casuali o non causali non importa, sono certo mi abbiano consentito di diventare un pó meglio di quello che, senza di essi, sarei stato.

                      Ma il 25 aprile non è una ricorrenza personale.
                      Al limite una somma di ricorrenze personali.
                      Ma è, soprattutto, un grande, e raro, momento storico e popolare,nel quale le parole “DIGNITÀ” e “LIBERTÀ” si sono sposate.

                      Se questo è vero, il ricordo, per diventare anche presente, esige un certo rigore nel pensiero, un rimanere lontani dalla superficialità e dalla retorica di una memoria sterile.

                      Per cui vi chiedo ancora una riflessione ed un’attenzione.

                      Ho alcuni punti di riferimento, cioè le sensibilità ed i cervelli di coloro( pochissimi) che non hanno solo analizzato la storia e le persone, ma sono andati oltre, comprendendo, e facendo capire,a chi voleva ascoltarli,qualcosa di più profondo, che potrei definire quasi profetico.

                      Ed è a qualcuno di loro che accenno al fine di esprimere l’attenzione e l’invito a non ridurre l’antifascismo al solo contrasto delle misere figurine oggi al governo, veri eredi,più o meno ortodossi,del ventennio, ma anche in piena corsa per affermarsi quali “politici affidabili” nel mondo che conta.
                      È innegabile che fanno salire una nausea costante e quotidiana, ma sono solo una delle forme possibili del fascismo, quello odierno e quello trascorso.

                      Gramsci,durante il ventennio, dalla sua cella, scriveva che che il fascismo era erede delle forme più retrive dello stato liberale e la “rivoluzione fascista” solo la sostituzione di un personale ad un altro.

                      Dopo molti anni Pasolini affermó che il “nuovo capitalismo” ed il “consumismo” stessero creando, al posto del vecchio clerico-fascismo un nuovo tecno-fascismo, aggiungendo che si sarebbe realizzato solo a patto di chiamarsi “anti-fascismo”.

                      E poi anche Faber, con la sua splendida sintesi:
                      “Il fascismo ha due facce e nessuna allegria, ha due teste e nessuna cultura, due occhi e nessun orizzonte, il fascismo ha due mani e duemila bandiere".

                      Ecco, solo accenni, per dire che la Resistenza puó anche continuare, a patto che si cerchi di vedere e considerare limpidamente tutte le dittature ed i fascismi, anche quelli che esistevano prima e ci saranno dopo i penosi burattini del presente.
                      Perchè questi prima o poi passeranno, come tutto, ma resteranno i poveri, i salari da fame,gli emarginati, le guerre, l’autoritarismo, i morti sul lavoro,i prigionieri politici, le torture,ecc., ecc.

                      Il fascismo e l’imperialismo non sono tornati oggi, ma non sono mai andati via. E il tutto è accaduto anche con la bastarda complicità degli “antifascisti di mestiere” o di “facciata”, dei “tecnici”, dei “competenti” o delle pseudo opposizioni del nulla, con i loro tappeti rossi stesi a far passare tutto il marcio possibile, a volte neppure turandosi il naso.

                      Pertanto, e concludo, anche a loro, oltre che agli “ortodossi”, sarebbe necessario “fare Resistenza”, ed anche, possibilmente, molto dura e radicale.

                      Con questa piccola riflessione,
                      vi e mi auguro che domani sia un’altro giorno importante per noi e che
                      il 25 aprile non possa mai morire.!
                      Ciao!🌹

                        Occorre lavorare dentro noi stessi. Rendere i valori comunitari un dovere di ogni singolo e non solo per ricordare. Per renderci uomini migliori.
                        Mio figlio tiene per il Milan per ovvi motivi amicali. Ma la sua seconda è il Genoa. È nello stato delle cose. Io cerco di farlo crescere nel rispetto di tutti e alla rinuncia alla violenza. Poi il Genoa spicchera' il volo e lui lo sentirà nel suo cuore.
                        Contro ogni fascismo ora e sempre!