• Genoa
  • Giornata 27, Inter 2-Genoa 1

debink Sono del 1985 ma stamattina mi sentivo un ottantacinquenne cavolo!

    Aggiungo una cosa.
    Preleviamo le cellule di Badelj e cloniamolo come la pecora Dolly o come cavolo si chiamava.
    Se resta ancora un anno a questi livelli mi stropiccio gli occhi.
    Mi fa commuovere la calma che ha quando esce da situazioni intricate dove gli altri vanno a mille con le gambe e lui va a duemila col pensiero.

    Andrea85 Pensa che io sono del '74, sono arrivato a Genova col pullman dei "Figgi" alle 2 e 1/2 suonate e sono arrivato a casa alle 3.

    Stamattina alle 8.30 in ufficio. Ci vorrebbe la cocaina.

      L' arbitro Ayroldi fermato, così come Di Bello e Marchetti.
      Come sempre, si chiudono le stalle, a buoi scappati

        Andrea85
        "Mi costringi a recuperare un'episodio della mia vecchia vita da tifoso presenzialista:premessa ottobre 2005(avevo 31 anni).Vado in notturna un sabato in quel di Arezzo, con un collega di stanza a Bologna. Viaggio rigorosamente in treno-3cambi-vedendoci a Santa Maria Novella. L'anno è quello di Cosmi,la partita si gioca in territorio comanche(Le merde amaranto, chiamarono pure dei laziali in rinforzo..),ma ne usciamo con un 2-2,dopo che li abbiamo mezzi asfaltati con Milito e Makinwa.Al ritorno, incomincia l'odissea..lo stadio è poco distante dal centro, 10 minuti a piedi considerato che la zona la conoscevo bene.Il primo treno è a mezzanotte(quando potevi viaggiare di notte..),però purtroppo non arriva a Santa Maria Novella, bensì Riffredi.E qui non c'è altra possibilità di arrivarci se non con un taxi(a piedi tra le due stazioni ci saranno 2/3 km e chi cazzo ci si orienta per le vie considerato che avevo solo 20 minuti di tempo,pena rimaner fino all'alba lì e arrivare a Genova poi verso le 11).Così insieme ad un tizio napoletano, con il mio stesso problema, cerchiamo nel nulla fuori da quell'obrobrio di stazione, un taxi..ed effettivamente ne troviamo uno ,dove all'interno di un'abitacolo presidiato da un mezzo homeless,dorme il tassista.Ci facciamo il segno della croce..e saliamo chiedendo di coprire la breve distanza quanto prima(venni poi a sapere per vie fortuite e traverse da un suo collega, che gli avevano pure ritirato la licenza successivamente).Comunque arriviamo al fatidico cambio in tempo, e inizio la seconda tratta, con un treno notte,di quelli che dal sud vanno a Torino passando per Genova, dove arrivo verso le 5.30.Di qui, decido di andare in sequenza, prima a dormire un paio di ore negli spogliatoi della stazione dove lavoravo,e poi fresco come una rosa..di partire verso Cogoleto e iscrivermi ad una podistica di 13km,alla fine della quale arrivai pure settimo😄.Però avevo 31anni, ora è già tanto se a Milano ci vado per un concerto😉.Fine dell'ot,excused-me.."

        PieroVoje61
        Il punto col Milan (braccio Pulisic) e questo di ieri… sicuramente ci mancano, e’ certificato 😆
        magrissima consolazione. Dovremmo e ci meriteremmo di essere pari o sopra il Toro tranquillamente. Vedremo a fine campionato

          NostrAcarus Cia Edo , rispondo a te , perché sei l'unica voce fuori dal coro e sai come la penso su Gila.

          Ti dico la verità, da come era partito e da come gestiva l'emergenza della prima parte della stagione, devo dire che, nonostante tutto, si sta giocando bene le proprie carte, ed infatti in questo periodo sta attirando un po' di più l'attenzione degli addetti ai lavori, detto questo, che non si può negare , a me , come penso a te e a pochi altri, continua a non entusiasmarmi, non tanto per quello che propone, ma per un eventuale progetto a lungo termine.

          Mi spiego meglio, ha portato la squadra al posto che merita, non credo si possa pretendere più del decimo, undicesimo posto, quelle sopra ci sono superiori, quindi con la sua idea di calcio , ha ampiamente rispettato i programmi.

          Ciao Mario Giordano de noiantri 😀fuori dal coro!

          Detto che Gila e' stato bravissimo a gestire il periodo di carestia - leggi infortuni tra ottobre e gennaio, resi ancora piu' evidenti da lacune di mercato estivo - e le 2-3 settimane di delirio durante il mercato di gennaio in cui sembrava che chiunque avesse la valigia in mano grazie alle tentennanti dichiarazioni di BBB, la domanda che mi faccio e giro a voi tutti e' la seguente: dove sarebbe oggi il Genoa se avessero consegnato a Gilardino la rosa attuale (che e' una signora rosa per le ambizioni da parte sx della classifica con eventuale accesso alle coppette in 2-3 anni) all'alba del ritiro-fantoccio estivo?

          Io penso con una rosa come quella attuale dall'inizio, a parita' di sfighe ed infortuni, il Genoa avrebbe almeno 8-10 punti in piu'. Basta questa considerazione per la sua riconferma nell'ambito di un piano di medio-lungo? Io credo di si


          Genoasi ma infatti, a partire dalla prossima, facciamo vedere di cosa siamo capaci, non incontreremo sempre squadre a strisce...secondo me possiamo chiudere il campionato sopra al monza e nella fascia del toro, sarebbe un risultato eccellente... 💪

          • dobro ha risposto a questo messaggio
          • Genoasi ha messo mi piace.

            Criscitalebano Penso e spero che sia lo stesso obiettivo che ha in mente ll tecnico con la squadra. puntare al Toro ed al decimo posto che sarebbe un grandissimo risultato.

            layos Ci vorrebbe la cocaina

            Fattela dare da inzaghi. Da come si comporta in campo ne fa uso abbondante 🤣🤣🤣

            A proposito di Gudmundsson...il compianto Prof. Pierluigi Gatto una volta mi disse: "Tieni bene in mente che i giocatori, prima di tutto, sono delle puttane...". Non me lo sono mai dimenticato. Ora, questo calo di Gudmundsson mi fa pensare davvero male. Voleva andarsene, è stato detto chiaramente, e non è stato accontentato. Riconoscenza ? Attaccamento alla maglia? Senso delle proporzioni? Qualcuno magari ce li ha, forse lui no.

              Prendiamoci la licenza di analizzare un fenomeno fuori dal nostro misero
              perimetro zeneize ma assolutamente degno delle fughe psicogeniche
              lynchiane. Il "vir probus" per eccellenza ed antonomasia:
              l'Interista.
              L'Interista nasce per sua natura, dogmatica ed incontestabile,
              mondato dal Peccato Originale (Massimo M., 2, 1-12). Questa
              peculiare caratteristica è data dall'Onestà tramandata dai primi
              Homo Habilis del Pleistocene che solevano pittare le gote di nero e
              di bleu (Estoril? Le fonti non concordano).
              Nemmeno l'avvento del Cristianesimo, che volle brutalmente caricare
              l'Uomo di colpe al primo vagito, riuscì mai a scalfire la
              proverbiale Onestà dell'Uomo Interista. Passato indenne e puro come
              una Vergine dipinta dal Botticelli dalla chioma nera e bleu
              (Estoril? Che diamine! Chiedete a Giambruno e non rompetemi il
              belino!) a cotanto rischio persecutorio, l'Uomo Interista si
              ritrovava nei panni del fustigatore di una Donna luminosa ma dai
              facili costumi, rinomata nella penisola italica come "Vecchia
              Signora".
              Nonostante l'Uomo Interista assistesse a periodi di indubbie fama e
              gloria dovuti a mecenati più o meno senza scrupoli (qui il Vangelo
              di Massimo M. non ci viene purtroppo molto in aiuto soprattutto sui
              morti di leucemia in quel di Sarroch, causata dal petrolchimico
              Saras giacché le pagine risultano strappate o piene di omissis),
              l'assillo della Vecchia Signora era una fissazione quasi paranoica.
              Il vir probus ambrosiano denunciava, sbraitava, accusava, assestava
              "cartoni" (metaforici, sia chiaro) al Grande Fratello del Sistema
              Italico del Dio Eupalla, reo di flirtare a ripetizione con la
              malefica e tanto vituperata Vecchia Signora.
              Numerosi gli episodi che l'Uomo Interista snocciolava a memoria
              sulle malefatte della Donna in mise zebrata: non necessariamente
              commesse ai danni della propria Beneamata pulzella, ma a difesa
              degli umili e dei defraudati (che fossero Viola, di rabbia e di
              rigore, o giallorossi come il buon Ramon Turone da Varazze, 100
              presenze in maglia rossoblu).
              L'odio del vir propus ambrosiano nei confronti della Vecchia
              Signora, però, con il nuovo millennio andava via via acquisendo una
              sorta di metamorfosi. Cesare (anche se non è mai stato certificato
              che fosse realmente sua la frase in questione) era solito dire "Si
              non potes inimicum tuum vincere, habeas eum amicum" (e, se non
              sapete il latino, sappiate che lo mastica persino Lotito; ergo,
              fatevi delle domande). La casa della Beneamata veniva così
              frequentata sempre più assiduamente da amanti della Vecchia Signora
              col placet dapprima sospettoso ma poi sempre più entusiasta
              dell'Uomo Interista: l'uomo col Toscano, Lippi, in prima battuta e a
              seguire quello più verace dal Salento, Conte Degli Agghiaggiandi.
              Fossimo in un film di David Lynch ora assisteremmo ad una di quelle
              scene oniriche e deliranti, fatta di fughe psicogeniche dalla
              propria stretta realtà, piena di panni attillati e non più consoni
              alla voglia e alla sete di potere sempre crescente: e se, in fondo
              in fondo, i comportamenti della Vecchia Signora non fossero poi così
              zozzoni? Del resto i suoi amanti, visti da vicino, non sono poi così
              terribili come sembravano quando erano soliti frequentare la donna
              dalle sconce mise zebrate!
              Plot twist (dicono quelli bravi in drammaturgia)! L'Uomo Interista
              del Nuovo Millennio comincia ad interrogarsi: e se rubare non fosse
              poi così orribile come i nostri avi ci hanno pedantemente
              tramandato? Si comincia con le caramelle e si finisce con yen e
              fondi americani (eh sì... pure il vir probus). Ma, soprattutto, si
              svolta in modo epocale prendendosi in casa il prosseneta della
              Vecchia Signora, il lenone dallo sguardo solo apparentemente
              annebbiato. Questo è il vero salto di qualità del vir probus
              ambrosiano! Colui che ha reso palese agli appassionati delle sorti
              dello spettacolo proposto settimanalmente dal Dio Eupalla che quella
              dell'Uomo Interista nei confronti della Vecchia Signora non era
              solida indignazione, bensì una sanissima e incomparabile invidia.
              "Sempre caro mi fu quest'altro furto" e poi con ingorda cupidigia
              "Tu dammi mille furti, e quindi cento, poi dammene altri mille, e
              quindi cento, quindi mille continui, e quindi cento ancora".
              Ceccarini chi? Ceccarini è sempre stato per il vir probus ambrosiano
              ciò che per le donne è chiamata "invidia del pene". L'arbitro che
              tutti gli Uomini Interisti avrebbero voluto per la Finale, per la
              gara decisiva, per la notte più galante che possa esistere per la
              propria Beneamata.
              Come in "Star Wars" assistiamo in un crescendo rossiniano
              all'ultimo, drammatico conflitto interiore del vir probus ambrosiano
              nel momento della scoperta del proprio vero creatore, un Darth Vader
              con addosso la maglia numero 10 di Del Piero e il suo gracchiante e
              memorabile "IO SONO TUO PADRE!". Il liberatorio "NOOOO!" urlato
              dall'Uomo Interista del Nuovo Millennio lo monda nuovamente di tutta
              questa sofferenza nel passaggio al Lato Oscuro, al godimento del
              furto in quanto ragion di esistenza, alla sovrapposizione perfetta
              fra la Vecchia Signora e la propria Beneamata come in un puzzle da
              10.000 pezzi che finalmente trovano la loro definitiva collocazione.
              In un'immagine in cui il nerazzurro e il bianconero si fondono in
              un'incantevole scioglievolezza di rigorini, sviste arbitrali,
              plusvalenze fittizie (eh sì... pure il vir probus anche qui).
              Resta però, malinconico e muto, in soffitta il ritratto dell'avo del
              vir probus ambrosiano. Sguardo truce e accusatorio, moralizzatore e
              fustigatore. Un Savonarola della Bovisa.
              Ma che, come fosse il ritratto di Dorian Gray, vede invecchiare la
              propria divisa, perdendo il caratteristico bleu (Estoril o meno, a
              questo punto della storia ha ormai poca importanza) per un più
              semplice bianco.
              Del resto, meglio tanti giorni da Zebre che uno da quello che era
              una volta un Biscione.

                Burp la logica oggi ci dice che avremmo dovuto darlo via a gennaio visto che voleva andare ma sarebbe scoppiata la rivoluzione, e mi ci metto dentro.
                Se continua così non so se ci faremo li stessi soldi e con lui dobbiamo finanziare il mercato.

                • Genoasi ha risposto a questo messaggio

                  Berto
                  Come hanno detto altri, secondo me, è solo un calo fisiologico. Io mi aspetto già a Monza che timbri e ci regali qualche giocata delle sue

                    Genoasi non lo so, ovviamente lo spero anch'io, ma l'involuzione ha un timing sospetto.