Mister_No nel calcio nulla si inventa e posso assicurartelo per esperienza calcistica personale se corri per tutta la partita, su ogni zona del campo, pressi anche il bibitaro allo stadio, sei stanco, non lucido e i passaggi quelli elementari o sotto porta per concludere si abbassano notevolmente. Vithina non ha queste caratteristiche, farlo giocare in quel modo e’ darsi una martellata sulla testa gratuitamente oltre a renderlo innocuo anche per gli avversari
Una pregunta su Gilardino.
Mister_No
Ciao Marco, stimo il tuo essere "saggio" su questioni delicate. E lo tengo in considerazione. Sul discorso che "non piaceva quando faceva risultati " (mi piange il cuore usare l'imperfetto!) vorrei precisare che chi come me non ha mai "apprezzato il gioco" credo non lo facesse per pregiudizio. Io ad esempio se ritengo che la squadra avuta dalla B fosse in grado di centrare la promozione e in A i 50 punti non voglio minimizzare per sminuire i suoi meriti. Ma se hai una squadra che può fare quelle performances se non le fa è fallimentare, se lo fa va bene, se non lo fa va male. Nulla di più. Si può dire che si sia criticato eccessivamente ma non certo non contestualizzando.
Ma come dici tu: DAGGHE ZENA, anche con Gilardino...
Giuro che Gila non mi piace ma non mi sta sul xazzo. Non sono fatto così! Questo per amor di cronaca.
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MAU69 vorrei precisare che chi come me non ha mai "apprezzato il gioco" credo non lo facesse per pregiudizio.
Ma io non ho mai contestato che possa non piacere il gioco di Gilardino.Dopo aver letto che tipo di allenatori e di calcio preferisco secondo te a me piace il gioco di Gilardino o di Ballardini ?Non e' questo ovviamente il punto.
Il punto e' che il mio piacere o meno il tipo di gioco del mister non puo' comunque mai andare a cozzare con il principio che prima di ogni cosa ( scrivendo di calcio of course ) viene il Genoa ,viene prima il Genoa di quello che dico e scrivo se ad esempio a fronte del fatto che ho detto e scritto che non avrei mai preso Dragusin sfottendolo anche per il muccetto non avessi riconosciuto che ho sbagliato e che si e' rivelato uno dei punti di forza del Genoa avrei messo le mie convinzioni in contrasto con una realta' che era sotto gli occhi di tutti.Gilardino puo' non piacere ma non riconoscergli grandi meriti per questi due campionati relegando tutto il merito ai calciatori che non ci sono piu' per me e' mettere le proprie convinzioni davanti alla realta' delle cose. Chiaro che con Martinez ,Drago,Albert e Rete fai piu' punti che con Gollini,DW,Miretti e Pinamonti ma questo succederebbe con Gila,con Balla,con Gasp,con Juric o chi con volete voi.
ps: non credo di essere "saggio" ,scrivo solamente cio' che penso.
DAGGHE ZENA !
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Per me Gilardino e' solo uno che impara un mestiere mentre lo sta facendo, si applica, cerca di ragionare e di essere prudente, fa i suoi errori di noviziato etc... Il problema e' che queste cose uno dovrebbe farle nelle serie inferiori, non in A od in B. Nelle due massime categorie nostrane, in un club come il Genoa, dovrebbero arrivare giocatori ed allenatori ormai fatti e finiti, quindi per il mio modo di ragionare in panchina non dovrebbe esserci come non dovevano esserci gli Juric, Motta, Pillon, Donadoni etc... tutti figli di programmazione zero e momenti confusionari.
Pero' temo fortissimamente che se salta lui (e per me se ceffa quella contro il Bologna salta comunque perche' poi le altre due sono ugualmente proibitive e quindi tanto vale usare quelle tre settimane per far ambientare un nuovo...) ci ritroviamo in panchina un Ruotolo od un similare perche' se non hanno avuto lire per due prestiti, poi non le hanno messe per due fine contratto, non credo che li tireranno fuori per un nuovo allenatore decente dovendo pure pagare due anni al Gila.
Il Violinista ha sempre avuto tre doti importanti da quando allena il Genoa: prudenza, una discreta dose di fortuna ed il saper creare un gruppo compatto che fino ad oggi ha remato coeso nella stessa direzione.
Quest'ultima dote e' il suo skill piu' importante, l'unico che mi fa protendere per la sua conferma in un momento dove, oggettivamente, ci sono anche tanti problemi che non dipendono da lui (e dallo staff tecnico che si nasconde dietro di lui, non dimentichiamoli eh!?).
Io da semplice tifoso che guarda le partite e basta non posso sapere cosa accade al Pio (lo chiamo sempre cosi' scusate...) e nello spogliatoio. Quindi debbono essere i dirigenti e gli altri della societa' a dover decidere se il Mister ha ancora con se' la squadra e se questi sono ancora in grado di reagire come gruppo credendo nella guida tecnica.
Se e' cosi' va confermato e gli va dato modo di misurarsi con le partite che seguiranno a questo ciclo durissimo, altrimenti va cambiato domani con uno credibile.
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GrifonRoma ma boh col Venezia giocava 9 e non l'ha mai vista. MAI, zero totale.
In tutta la partita si conta un dribling con tiro fuori ai primi minuti e un paio di cross nel vuoto dell'area del Venezia con Ekuban nascosto chissà dove.
Anche con la Reggiana, squadra di medio bassa B ha giocato 9 con Messias di fianco, tiri in porta pericolosi 0 spaccato, niet, nulla. Mai saltato il diretto avversario: Rozzio non De Vrji.
L'unica partita in cui ha fatto qualcosa è stata con la Roma, al di là dell'assist.
E qualche altro lampo, tipo quello con l'Inter.
Da non intenditore di moduli e tattiche guardo il Genoa da tifoso, soffrendo generalmente in silenzio, senza lasciarmi andare a insulti o gesti inconsulti. Alla fine mi interessa soprattutto il risultato, poi se riesco anche a divertirmi meglio, ma siccome tendo a soffrire anche quando vinciamo 2-0 è raro che mi diverta.
Detto questo non posso che ribadire che Gilardino mi è sostanzialmente indifferente e se non fosse l'allenatore del Genoa mi interesserebbe zero. Guardandolo in video e leggendo quanto dice mi sembra una brava persona, forse un po' paraculo con i tifosi, ma ci sta, non è un gran peccato. Come allenatore non mi entusiasma, ma ne riconosco la capacità di raggiungere i risultati che ha dimostrato nei due campionati precedenti. Concordo con @Mister_No sull'errore che ha fatto nel rimanere al Genoa dopo due buoni campionati. Il rischio di bruciarsi era palpabile e infatti le cose hanno iniziato quasi subito a girare male. Che poi non sia tutta colpa sua lo sappiamo bene.
Sarebbe da sostituire? Bella domanda, a cui ognuno risponde in base alle sue convinzioni. A me i cambi di panchina a stagione in corso non piacciono mai, anche se la nostra storia insegna che in molte occasioni sono servite a salvare almeno la categoria. L'ho scritto ieri a botta calda e lo ripeto oggi a mente fredda: la società ha l'obbligo di verificare se Gilardino conserva la lucidità necessaria per portarci fuori da questo pantano e, soprattutto, se i giocatori lo seguono. Su quest'ultimo punto nutro le mie perplessità, anche in base alle dichiarazioni dello stesso Gila a fine partita. È vero però che Vasquez ha detto chiaramente che la colpa è dei giocatori e che gli alibi sono finiti. Belle parole che speriamo siano seguite dai fatti.
Da quando la Serie A si disputa a girone unico e fino alla scorsa stagione il Genoa ha partecipato a 58 campionati. Limitandoci al dopoguerra i campionati disputati sono stati 45, in 21 dei quali l'allenatore che ha iniziato la stagione è stato sostituito e in 10 occasioni i cambi sono stati addirittura più di uno. 17 volte è andata bene e il Genoa si è salvato, a volte all'ultimo respiro. Le 4 occasioni in cui il cambio o i cambi non hanno funzionato si sono verificate nel 1959/60 (Poggi, Carver e Frossi), 1964/65 (Amaral e Lerici), 1994/95 spareggio perso contro il Padova (Scoglio, Marchioro e Maselli) e 2021/22 (Ballardini, Schevchenko, Konko e Blessin). Perdonatemi le statistiche, ma le considero sintomatiche di come in casa rossoblu certi periodi si ripropongano con regolarità.
Forza Genoa!
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Dico la mia.
Una lista di mezze verità non si sommano e non sono sufficienti a descrivere una realtà complessa.
Per questo il calcio ci piace(va) così tanto.
Nessuno nega l’attitudine attendista di Gilardino e la sua tendenza a sbilanciarsi indietro.
Con Acarino, Bruce, Grushenko, Antonio e Piero eravamo un anno fa a Udine e bestemmiavamo per l’attendismo sui cambi, peraltro ceffati una volta decisi. Perdemmo due punti e non furono gli unici.
Allo stesso tempo, a parer mio, è abbastanza oggettivo come le squadre a disposizione di Gilardino abbiano caratteristiche tali che il tipo di gioco applicato sia quello più adatto agli interpreti disponibili.
Ieri, per esempio, abbiamo visto Retegui servito su imbucata di Lookman e tiro da fuori di Ederson e Samardzic. Se mi fate la cortesia di indicarmi giocatori non forti uguale ma con quelle caratteristiche disponibili negli ultimi due anni, vi sarei grato.
Gilardino allena da poco ma gli riconosco di aver fatto rendere una squadra con determinate caratteristiche al meglio delle sue possibilità prima venisse smobilitata in due settimane (a campionato iniziato) per trovarsi con una valanga di infortuni che avrebbero ucciso un toro così come è puntualmente avvenuto.
Nel derby ha sbagliato il primo tempo e la sostituzione di Badelj… se inseriva De Winter e non Matturro vincevamo 1-0 ma sarebbe cambiato nulla in campo e molto nelle “penne”.
Avrebbe dovuto imporsi sul mercato? Forse anche si ma abbiamo visto come si è svolto sto belin di mercato con la diatriba tra controllati e controllanti che ha impedito di sostituire (alla meglio) giocatori determinanti.
Dire che Gilardino non sia centrato un cazzo e dobbiamo l’anno scorso interamente a Gudmunsson è, sempre a mia modesta opinione, l’ennesima “mezza verità”.
Ogni volta che proviamo ad alzarci quindici metri ci infilano come tordi, succedeva l’anno scorso e due anni fa… con la differenza che in B sbagliano gol fatti mentre in A ne inventano da niente.
Ai fenomeni in panchina non ho mai creduto così come ho sempre dichiarato di credere alla continuità tecnica per principio. Il problema non è Gilardino ma essere stati costretti a guardare la bisciuetta (la cassa) e non il campo. Investendo avremmo potuto cambiare in profondità la rosa e non semplicemente scambiare le cessioni al ribasso, come è stato fatto col problema di avere sempre quattro o cinque infortunati fondamentali in contemporanea.
In queste condizioni ci vuole il mago zurlì… continuo a preferire lui per quanto ha dimostrato di avere il gruppo attuale in mano. Se poi arriva fracazzo da Velletri e fa diventare Frendrup un giocatore da inserimento e tiro, oppure Martin e Sabelli/Zanoli degli aratri da cross dal fondo per il rimorchio, oppure Badelj un frangiflutti a fermare le azioni di rimessa degli avversari in campo aperto, sarò felice perché di aver ragione importa un cazzo ma del Genoa tantissimo.
Dice bene MisterNo quando dice che un allenatore non deve piacere o non piacere in base al fatto che il suo gioco ti piace o non ti piace. Ragionando così si rimane nel soggettivo.
Però credo che fossimo tutti d'accordo sul fatto che, qualora la proprietà avesse deciso di operare un salto di qualità (la famosa Europa) grazie a sostanziosi investimenti, Gilardino non sarebbe stato la scelta adeguata.
La sua impostazione non è diversa da quella di Nicola o Ballardini, senza la grinta del primo e l'esperienza del secondo. Lascerei da parte il paragone con Allegri caro a Mashi perché non ricordo Allegri quando allenava squadre con basso livello di qualità. A Gilardino è mancato (e a maggior ragione manca ora) il tempo per elaborare una visione di gioco propositivo credibile e sperimentarlo sul campo.
Supponiamo che tutti fossimo d'accordo su Gilardino per un altro campionato di transizione. Adesso però ci ritroviamo in una situazione nuova e largamente imprevista, e cioè quella percepita come "orlo del baratro".
È la persona giusta per guidare una faticosa uscita dalle viscere della disperazione?
La risposta è difficile perché manca qualsiasi riscontro sulle capacità di Gilardino in queste situazioni.
Però è vero che quando il terreno scotta l'esperienza vale molto di più delle qualità tecniche, sia per i giocatori che per l'allenatore.
Ma c'è un ma. Siamo veramente sull'orlo del baratro o si tratta di una suggestione collettiva?
Con più di 30 partite da giocare non si può dire che siamo già sull'ultima spiaggia. Quindi, se dipendesse da me, giudicherei prematura una sostituzione dell'allenatore e gli darei il tempo di cercare altre soluzioni. Anche perché con chi sostituirlo al momento è a sua volta un problema.
Primo, perché non si sa quale sia il budget disponibile.
Secondo, perché, con 30 partite a disposizione, non avrebbe senso prendere un motivatore esperto in salvezze ma bisognerebbe puntare su un allenatore in grado di costruire rapidamente un impianto di gioco del tutto nuovo. Chi? Se ci si guarda intorno, nessuno può dare garanzie costando poco.
Terzo, perché se si punta su un innovatore e costui fallisce, si ricade nel loop dei tre allenatori a stagione tanto caro a Preziosi e già sperimentato con dolore dai 777 appena arrivati.
Concludo, per quel che mi riguarda, che lascerei tempo a Gilardino di proporre qualcosa di diverso. Se l'encefalogramma risultasse ancora piatto, punterei su un esperto in bagarre per la salvezza, come extrema ratio ben dopo il mercato di gennaio.
Prendere un salvatore della patria alla Schevchenko e fare mercato con lui mi sembra un rischio troppo elevato per una società allo sbando.
Osservo per inciso che, a differenza del maledetto Preziosi, neppure Blasquez & C vantano una minima esperienza di bagarre sporca e cattiva per non retrocedere. Qualcuno a livello dirigenziale potrebbe dare una mano senza aumentare il livello di confusione? Un consulente tra CEO ed area tecnica? Un Gipo Viani o un Allodi?
L'armatore è morto, l'equipaggio ha fame, la cambusa è vuota, il capitano è al suo primo viaggio intercontinentale, siamo nel mezzo dell'oceano, ci sono nebbia e tempeste e il porto è molto lontano. Ma fin che la nave galleggia siamo vivi e dobbiamo lottare.
edoardo777 Qualcuno a livello dirigenziale potrebbe dare una mano senza aumentare il livello di confusione?
Nelle squadre normali è il ruolo che spetterebbe al DS. La domanda è: Ottolini è in grado di farlo? Perché come scrivi giustamente tu, nessuno sembra disporre dell'esperienza e delle conoscenze necessarie ad affrontare e risolvere momenti come questi. Ad esempio, Marco Rossi è uomo di campo, ma non sono così sicuro che possa candidarsi per un ruolo così delicato ed importante. Gli altri sono uomini da scrivania o da sala operatoria.
Greif1957 Gli altri sono uomini da scrivania o da sala operatoria.
Quelli da sala operatoria dovrebbero tornare in sala operatoria.
Mi piacerebbe che domani qualcuno dei vertici del San Raffaele andasse da mister "clinicamente morto“ e gli dicesse:" mio figlio é avvocato, ma da domani fa il tuo vice primario, e tu devi ascoltare quello che ti dice, perché é sempre stato un grande appassionato di medicina".
E io vorrei essere una mosca per vedere la sua reazione.
edoardo777
Mmhh... questa è l'analisi che più mi ha convinto e che condivido in parecchi punti, seppur anche Coimbra ha sottolineato un aspetto a cui non avevo pensato... Gilardino è uno che sta imparando a fare un mestiere e si applica...
Sul si applica , mi sono fermato un attimo a ragionare.
Se avessi un amico che tromba poco e vuole un consiglio per migliorare, lo aiuterei , ma non vorrei che facesse esperienza con le chiappe del mio culo
Con questa perla di saggezza, vi saluto e ringrazio per tenere una certa moderazione negli interventi.
NostrAcarus Se avessi un amico che tromba poco e vuole un consiglio per migliorare, lo aiuterei , ma non vorrei che facesse esperienza con le chiappe del mio culo
Ne faccio un poster. Vale un trattato di filosofia teoretica!!!
In un noto romanzo dell’800 si parla di alcuni tacchini che, legati per le zampe e tenuti a testa in giù e portati così al mercato, non trovano di meglio da fare che beccarsi l’un l’altro. L’armonia che sembra regnare quando tutto va bene si dissolve quando tutto sembra andar male. A questo punto iniziano i distinguo e i l’avevo detto, ho sempre pensato che…
Propongo di introdurre nei ragionamenti un criterio di priorità, per non mettere i diversi fattori che hanno condotto il nostro Genoa a questa brutta situazione tutti sullo stesso piano.
Parlo naturalmente per me, e dico che il tradimento (non trovo altra parola) perpetrato dalla proprietà dopo che in 28000 hanno comprato l’abbonamento è il fattore prioritario, di fronte al quale gli altri fattori sono di gran lunga secondari.
Non escluderei-mi sembra che qui non se ne sia parlato-un clima di spogliatoio deluso e depresso per il forse imprevisto cambio di obbiettivi. Non escluderei che questo clima c’entri qualcosa anche con gli infortuni. Ammesso che Gilardino non sia una cima, mettere lui al centro del processo mi pare, più che ingeneroso, inappropriato. Ho letto che qualcuno qui lo ritiene in qualche modo responsabile anche degli infortuni ripetuti…e non capisco, visto che nello staff ci sono figure professionali adibite alla preparazione atletica. Sarei grato se qualcuno qui mi spiegasse.
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"Non ti piaceva quando faceva bene ma li " per voi " era gran parte o tutto merito dei calciatori ,non ti puo' certo piacere ora che la squadra fa male ed ovviamente per demerito suo"
In realtà questa affermazione, che sembra porre in antitesi le due posizioni, è invece assolutamente coerente con il pensiero mio e di altri "fedayn dell'esonero " come siamo stati battezzati ieri da un altro utente. Il punto è che ora che il giocatore determinante non c'è più Gila non sa cosa fare. Quindi si conferma esattamente l'idea dello scorso anno, che a parte una buona fase difensiva, il resto dalla cinta in su era affidato alle iniziative dei singoli. O Albert o chi riusciva ad inserirsi nei buchi creati da Albert. Ora che albert non c'è più era il momento per Gila per dimostrare che avevamo torto. E invece i fatti dicono il contrario. Per cui non e questione di colpe. È questione che Gila di apporto suo come allenatore, senza un Albert davanti, non è in grado di darne. Oggi che gioca con materiale umano allineato alla media delle ultime 8 del campionato, è la squadra che gioca peggio di tutte e avrebbe difficoltà in B (dove questa gente sarebbe ribattezzabile corazzata non meno di quella di due anni fa)
Mister_No pensa che a me Gila è simpatico e lo considero una persona seria, semplicemente acerbissimo come allenatore. Non me ne volere ma la tua narrazione su Vitinha invece a me sembra quella che si dava di DiVaio quando sfiancato a tutta fascia era diventato un imbarazzo per il gioco del calcio. La verità forse sta nel mezzo... è vero che ora il portoghese è kmbarazzante ma se magari lo mettessimo a fare il suo ruolo (come fu messo DiVaio a Bologna) magari potremmo farci un'idea migliore. Ma che Vitinha giochi (male) esterno a metà campo è un fatto. Se lo fa di sua iniziativa perché manca di personalità mentre Gila lo vorrebbe 30 metri avanti... allora Gila lo deve sbatter fuori. Ma se non lo sbatte fuori vuol dire che sta dove gli hanno detto di stare, come face va il povero DiVaio col Gasp...
Spirit Ma che Vitinha giochi (male) esterno a metà campo è un fatto.
Mah, mi sembra un’ affermazione confutabile, tipica della narrativa molto genoana (non mi riferisco a te) in cui sono tutti furbi e tutti esperti, meno l’allenatore, si capisce.
Ieri Vitinha ha giocato seconda punta, non da esterno di centrocampo, e non mi è mai sembrato lucido, non ha tenuto mai palla. In tre o quattro occasioni si è fatto anticipare di netto, roba da culo pesante. A volte cercava il fraseggio (parola grossa) con Martin e si decentrava sulla sinistra ma questo non vuol dire giocare esterno di centrocampo.
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Allora, mi rendo conto che al Genoa è fantascienza, ma secondo me le squadre normali fanno così: prendono un allenatore e cercano di comprargli dei giocatori più o meno idonei al suo gioco. Se arrivano dei risultati può partire un circolo virtuoso: alcuni giocatori si valorizzano e vengono venduti, per comprarne altri ancora più idonei. L’asticella gradualmente si alza. Se a un certo punto in questo meccanismo l’allenatore smette dì performare, puoi allontanarlo “a cuor leggero”: vuol dire che non è all’altezza o pronto per quel livello, hai trovato il suo limite.
Finché al Genoa ha girato così, piaccia o meno Gilardino ha superato tutti gli esami. Io avrei semplicemente voluto/ritenuto doveroso andare a vedere il suo limite.
Se uno non capisce che l’imminente uscita di Gilardino in queste circostanze è invece una sconfitta tremenda e forse definitiva per il Genoa, e lo è a prescindere dal valore di Gilardino, perché dice molto di più sul Genoa che su Gilardino, a me veramente cascano le braccia.