mashiro Noi siamo la prima squadra in Italia, la provinciale con più scudetti
Eh no, tecnicamente non siamo una provinciale. Provinciale è l'Atalanta, come Parma, Empoli, Lecce, Verona.
Se il criterio fosse quello della rappresentanza regionale, la serie A sarebbe formata da 18 o 20 squadre fisse, idem la B e la C. Non retrocederebbero la squadre ma le proprietà. Il Monza vince la B? Perfetto. Berluschino e Galliani salgono in A con i loro giocatori e il loro management, ma la squadra non si chiama più Monza, dato che Monza è destinata alla B. Si chiamerà come la squadra da A retrocessa in B, poniamo il Genoa.
Col criterio regionale (+ bacino d'utenza, tradizione, scudetti, ecc) sarebbero in A: Torino, Juve, Genoa, Milan, Inter, Fiorentina, Verona, Triestina (Udinese), Bologna, Roma, Lazio, Bari, Reggina, Palermo, Cagliari. Gli altri 5 posti se li giocherebbero: Atalanta, Ancona, Udinese (Triestina), Parma, Ascoli (Sambenedettese), Lecce, Catania, Sampdoria (purtroppo), eccetera. Se il criterio fosse questo avresti ragione in pieno: il Como starebbe stabilmente in B o in C.
Dato che non è così, sono premiate e punite le squadre insieme con le proprietà. Con questo sistema succedono due cose: che i club "maggiori" ricevono sostegno al di là dei loro risultati e dei loro debiti, diventando sempre più ricchi. Le proprietà abbienti investono su squadre piccole e seminventate, facilmente acquisibili, per poi procedere a forti investimenti ed imporsi (o tentare di farlo) a prescindere da tradizione e bacino d'utenza. C'è chi si compra il debito di Inter o Milan e chi preferisce inventare il Sassuolo o prendersi il Como o la Cremonese. 777 ha scelto il Genoa e gli è andata male. Sfiga che nessuno, al di là di Poltrone & Sofà rumeno, si interessi al Genoa. Il problema credo che sia rappresentato dalla concentrazione di due realtà calcistiche che rende tutto più difficile. Fiorentina e Bologna questo handicap non ce l'hanno.
Quanto al Como, dai, per quasi 20 anni è stato l'Atalanta d'Italia in termini di vivaio. Ha fornito giocatori decisivi alla nazionale o a club di prima fascia, spesso sottovalutati, come Matteoli, che messo nel ruolo di regista, da fantasista che era, è stato decisivo per lo scudetto interista e per ispirare analoghe operazioni successive (vedi Pirlo).
Giuliani; Maccoppi, Vierchovod, Fusi, Bruno; Tardelli, Matteoli, Galia; Meroni, Corneliusson, Serena. Ci puoi quasi fare una nazionale, Cornelliusson a parte. E non ce ne ho messo nessuno dell'era Preziosi, acquistati a soldoni, apposta. Solo nella Samp di Mantovani ne sono transitati almeno una decina e tutti con buoni risultati. Nell'Inter e nel Milan una mezza dozzina. Se non hai una proprietà ricca, devi allevare per vendere. Ora sono arrivati i soldi. Gli indonesiani potevano investire nel Bolzano o nel Sorrento, e ti saresti incazzato uguale. Il Como 1907 non è meglio né peggio dell'Empoli di oggi o del Palermo di domani. La scoperta dell'acqua calda è che i soldi spostano gli equilibri. Dopo di che il fallimento futuro, non appena il ritorno promozionale non sarà più necessario, è pressoché certo.