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  • Deliri onirici figli dell'insonnia (quello che non ho...)

Leggere questo thread è come tuffarsi in un libro. Non un libro qualsiasi, ma un libro bello, che ti commuove, ti appassiona e ti fa ragionare.

Resta un solo aggettivo: grandissimi.

    Greif1957
    Tu non sei da meno e lo sai. Non sono complimentoso zuccherino solitamente. Cerco di osservare tra le righe. E tutti abbiamo l'essenza dell'assoluto. Sarà solo la forma che cambierà.

    Cronache dal fronten

    La piccola fedetta prussiana ha affistaten il corriere fiorentinen con la prima offerta per il Gondonen.

    Panico in trincea… “ci hanno colti di sorpresa!”
    “Ma lo avevamo detto due anni fa ke lo afrebbero venduten???!!!” Unica speranza la mano sul culen…

    Colpa del perfido Zangrillen! “Ma la fedetta prusssiana ha visto l’offerta nelle mani di Her Spors!”

    Eresien… alto tradimento!!! “Ha bevuto la pozionen del perfido Ottolinen”.
    “Ma lo sostituiranno con i ciofanen opportunamente selezionati da Her Spors?” Non ci fidiamo!!!

    “Me lo afete menato per ventiquattro mesi ke non si comprafano più i ciofanen di Spors?”
    “Non hai capito un cazzen!” Scherzavamo…

    Sarà meglio salire sul prossimo aereo del nobile alleaten del Sol Levaten per la missione kamikazen… mi tirate ai matten…

    FUCILATELO IMMEDIATAMENTEN!!! Kaput…

    Caro mio Alfredo (Virgilio 😂) stanotte facciamo due passi indietro… con l’intenzione di farne qualcuno avanti nelle prossime notti insonni.

    Francesco Guccini, tra una boccia di Lambrusco, una bestemmia e una carezza, sentenziava:

    “Ai bordi delle strade, dio è morto
    Nelle auto prese a rate, dio è morto
    Nei miti dell'estate, dio è morto”

    Quando Nietzsche dichiarava la morte di Dio, ben prima del buon Francesco, intendeva dire che gli angeli e i demoni, per secoli entità reali si erano trasformati in forze interiori contenute nella nostra psiche: i sentimenti dell’individuo sono l’unità di misura in luogo del dogma religioso. Purtroppo sostituito da un altro…

    “per secoli l’umanesimo - da metà 700 - ci ha ripetuto che, (in quanto uomini ndr) siamo la suprema fonte del senso e che la nostra libera volontà è la più alta tra tutte le autorità. Invece di aspettare che una qualche entità eterna ci dica cosa pensare, possiamo fare affidamento sui nostri sentimenti e desideri”

    “ascolta te stesso, sii sincero con te stesso, segui il tuo cuore, fa ciò che ti fa stare bene”

    Persino Papi, rabbini (resiste solo qualche Imam “terrorista”) non scomunicano i partecipanti al Gay Pride per volontà di Dio ma perché, tali manifestazioni, “feriscono i nostri sentimenti”.

    È la dittatura dell’umanesimo caro amico mio, il divino è laterale persino per il Vaticano… l’uomo è al centro.

    Anche quando valutiamo un’opera d’arte non facciamo più riferimento a parametri oggettivi: “se ti senti bene fallo” oppure “la bellezza è nell’occhio di chi l’osserva”… da qui la corsa a far penzolare cessi a mezz’aria o un galuscio in mezzo a un pavimento a quadretti: bello!!! Se non ti piace sei un buzzurro, insensibile e vetusto: fascista!

    La dittatura dell’umanesimo non si limita all’estetica: in economia diventa “la volontà del consumatore”. Comprare carne di pollo fuori dalle possibilità fisiche di produzione, crea geneticamente bestie incapaci di camminare da quanto sono obese… questo vogliamo e questo ci danno.

    “L’umanesimo quindi concepisce la vita come un processo graduale di cambiamento interiore che, attraverso l’esperienza, conduce da una condizione di ignoranza a uno stato illuminato.”

    Grazie a una moltitudine di esperienze intellettuali, emotive e fisiche sviluppiamo la “conoscenza”. Perché stupirsi allora di milioni di pecoroni che assistono alle “esperienze” dei monocefali ammaestrati da Maria De Filippi tra corna, balletti e bassezze di varia natura? E come criticare i protagonisti?

    Contano i loro sentimenti… chi siamo noi per giudicarli quali emeriti imbecilli? D’altronde si realizzano, poveri sfigati noi a perdere la vista sui libri e al lavoro… quelli senza fare un cazzo fanno (vorrebbero fare ndr) il grano.

    L’umanesimo, unito alle dottrine economiche, ha preso strade diverse (ne discuteremo) tra liberalismo sfrenato e socialismo. Ma entrambe hanno il medesimo mantra: la crescita economica alimentata dalla ricerca scientifica consente all’uomo di soddisfare le sue esigenze primarie per dedicarsi al sentire. Dove sta l’inghippo mio Virgilio?

    Sono curioso di sapere la tua opinione 😉

      4Mazzi
      Massimo, ho letto il post ( niente male!!!😱😉)!
      Ho due giornate un’attimo piene e non voglio risponderti in fretta o peggio superficialmente
      ( non lo faccio mai e con nessuno, in particolare su argomenti del genere).
      Mercoledì riprendo i temi, rifletto e ti scrivo!
      Nel frattempo, buon tutto!🍷

      • 4Mazzi ha risposto a questo messaggio
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        Namaskar61

        Ci mancherebbe Alfredo. Fai con la calma… nel frattempo andrò avanti con la saga del Fiero Alleaten e, se mi gira il belino, avanti coi quesiti 😉

        4Mazzi
        Io ti do la mia opinione: se non c'è l'uomo come singolo individuo al centro delle attenzioni non c'è sistema o progresso scientifico che tenga. Avendo eliminato la scelta dei sistemi sociali si è affermata la monarchia del progresso scientifico come libertà per l'uomo. Ahimè prendendo la stessa e peggior cantonata rispetto al rifiuto di sviluppare sistemi preesistenti che avrebbero funzionato.

        • 4Mazzi ha risposto a questo messaggio
        • 4Mazzi ha messo mi piace.

          MAU69
          Grazie Mau… il tuo é un postulato del liberismo 😉 il fatto che sia sgorgato dalla tua penna da la dimensione della potenza narrativa dell’’umanesimo. Infatti in grado di soppiantare, quasi integralmente, le religioni. Ci torneremo.

          PS: il fatto di sollecitare Alfredo nasce dalla condivisione profonda di certi argomenti di cui abbiamo discusso quelle due o tre volte ci siamo visti. Il tuo contributo a questo thread è graditissimo, come quello di chiunque abbia interesse e voglia… ci mancherebbe e ti ringrazio.

          • MAU69 ha risposto a questo messaggio

            4Mazzi
            Il mio postulato nasce dall'esperienza dello yoga. Ho studiato Sartre alcuni filosofi a lui vicini. Ma le idee arrotano la libertà dell'animo umano. Soltanto nell'immobilita' si ricrea il legame sano tra corpo/anima, vero essere/essere sociale. E la meditazione è uno strumento essenziale.

            • 4Mazzi ha risposto a questo messaggio

              4Mazzi ma non troppa, Venerdì inizia la stagione, Sabato 17 il campionato e ci metto uno dei lucchetti tanto cari a @Ianna 😉

              • 4Mazzi ha risposto a questo messaggio

                mashiro
                😩 come vuoi tu… non mi sembrava di disturbare. Rispetto e mi adeguo.

                  4Mazzi visto che sono di buon umore, fino a chiusura del mercato 🙂
                  Non è tanto questione di disturbo quanto di Off Topic, siamo generalmente più rilassati quando non si gioca, vorrei tornare a essere più rigoroso quando si gioca, tutto lì.

                    4Mazzi
                    Allora Massimo,
                    in una nottata di tensioni per la dipartita del centravanti “all’antica”,
                    come promesso rispondo sui tuoi diversi temi e stimoli dell’ultimo post.

                    Esiste, a mio avviso un difetto di origine nell’uso della parole, della ricerca delle radici del loro significato, cioè di quel che realmente esprimono. Nel tempo perdono valore e si deformano assumendo altri contenuti rispetto all’originale, talvolta distanti anni luce.
                    La parola Dio non solo non fa eccezione, ma è esemplificativa.

                    Prima di proseguire, un breve inciso personale, per capirsi.
                    Da alcuni decenni non ho più interesse alle domande “esiste” “non esiste”.
                    Non lo so, non posso saperlo per cui non mi interessa più la questione, naturalmente nel rispetto delle certezze altrui.

                    Discutendo invece senza pre-concetti e/o pre-giudizi, solo da un punto di vista culturale, con un pensiero il più libero possibile, se non si distingue nettamente l’idea dell’esistenza o meno di Dio ( o i concetti di spirito o anima per tornare a temi di qualche post precedente) dalla storia,trascorsa ed attuale,delle varie religioni, non si giunge da nessuna parte.

                    Un cosa è la persona, dal primitivo a noi, che ragiona della sua origine, dell’esistenza di se stessa e di ció che la circonda, cercando di percepire una qualche ragione o anche emozione.

                    Altra roba è quando si inventa una tipologia specifica di padrone dell’universo, con regole di vita pseudo divine da rispettare e far rispettare, con omaggi di vario genere, venerazioni, adorazioni, riti, dogmi, precetti e quant’altro potremmo scrivere.

                    Ed altra roba è come tutto ció si trasformi in potere, o direttamente esercitato ( stati variamente confessionali), o come supporto allo stesso, in quanto ogni potere ha necessità di avere autorità e di controllo sui sudditi e le religioni sono sempre state strumenti essenziali.

                    Nietzsche stesso per affermare che l'idea di Dio non è più fonte di alcun codice morale o teleologico, svolge un percorso dinamico.
                    Interessante, ad esempio, il suo studio approfondito sulle tesi di Tolstoj, che in un primo tempo aveva considerato un cristiano conservatore

                    Poi legge le tesi di Tolstoj riguardo la netta contrapposizione tra il pensiero originale di Gesù Cristo e la dottrina elaborata dalla Chiesa cristiana lungo il suo sviluppo storico, nella quale lo stesso dimostra che in realtà nello sviluppo storico si è realizzata piuttosto la radicale deformazione di quel pensiero.

                    Quando Nietzsche inizia a lavorare sul libro di Tolstoj. leggendo attentamente le affermazioni le sviluppa e vi è un drastico cambiamento nella sua comprensione della storia del cristianesimo e soprattutto nella sua valutazione di Gesù Cristo in antitesi alla dottrina ecclesiastica.

                    Giunge ad affermare:
                    «Se non si comprendesse che la Chiesa non è soltanto la caricatura del cristianesimo, ma la guerra organizzata contro il cristianesimo” e come Tolstoj definisce il Cristo il «santo anarchico», orientato, scrive,verso l’«elevazione» dell’uomo, e non verso «il decadimento e la malattia».

                    Tutto questo per dirti quanto anche per un nichilista, non credente, sia fondamentale distinguere fra il pensiero e la sensibilità di ogni singola persona e la sudditanza, mentale e talvolta fisica, alle “norme di Dio”.

                    Fatta questa distinzione al fine di non restare solo agli aforismi o in superficie, torniamo comunque all’uomo che diviene Dio di sé stesso, sempre secondo Nietzsche.

                    Tale passaggio per essere vero e realizzarsi presuppone un’ulteriore variabile, e con essa una riflessione, che riguarda la libertà.
                    Se ti liberi da un giogo,per consegnarti ,o essere consegnato, ad un’altro non sei libero.
                    La libertà non è solo la porta di una gabbia che si apre, ma è sapere che farsene dello spazio esterno.

                    “La dittatura dell’umanesimo non si limita all’estetica: in economia diventa “la volontà del consumatore”.

                    La volontà del consumatore come sinonimo di libertà è un falso mito.

                    L’etimologia del verbo consumare è “consumere”, per cui composto con il verbo latino “sumere” che è prendere, come “consumere” è anche divorare, esaurire.
                    I termini dicono già molto sui significati.

                    In quel capolavoro geniale del cinema che è il “Senso della vita” dei Monty Python, il capitalismo è impersonato da un uomo oltremodo obeso, che mangia per ore, senza tregua,in un ristorante, stimolato dai camerieri, fino ad esplodere, in una scena incredibile ed indimenticabile.
                    Quel tipo era un uomo libero perchè consumava cibo?
                    Uno psichiatra ci risponderebbe che aveva una grave dipendenza dal cibo.
                    Cioè l’essere umano che non è più ( solo) dipendente da un dogma religioso, fatto passare come una scelta personale di fede,ma da altre dipendenze ,fatte passare come libere scelte della vita, nella nuova religione del consumo.

                    La persona autenticamente libera non “consuma” , vive e “manifesto è che vivere ne li animali è sentire vivere ne l’uomo è ragione usare”( Aristotele/Dante).

                    “L’umanesimo, unito alle dottrine economiche, ha preso strade diverse (ne discuteremo) tra liberalismo sfrenato e socialismo. Ma entrambe hanno il medesimo mantra: la crescita economica alimentata dalla ricerca scientifica consente all’uomo di soddisfare le sue esigenze primarie per dedicarsi al sentire. Dove sta l’inghippo ?”

                    Certo nell’umanesimo vi è consapevolezza della posizione privilegiata dell'uomo nel mondo della natura.
                    Ma questo “privilegio”, cioè la coscienza di sè, è altro rispetto alla libertà, che consente di scegliere e non subire dipendenze.
                    Cioè puoi essere perfettamente cosciente del tuo “essere umano”, ma essere al tempo stesso schiavo.
                    Allo schiavo è consentito soddisfare alcune esigenze primarie, ma sempre schiavo rimane.
                    Peraltro non stiamo solo valutando il controllo delle menti, da parte dei sacerdoti antichi e moderni.
                    Il liberismo ha fallito la sua promessa per cui la crescita economica e ricerca avrebbero “sollevato” l’uomo dai bisogni primari, perchè i fatti ci dicono che 2/3 dell’umanità è povera.
                    Povertà di risorse primarie, ma anche di risorse culturali e psicologiche ( il lasciarsi vivere), per cui una varia umanità priva anche della possibilità di difendersi e reagire.

                    L’inghippo, di conseguenza, sta nel fatto che siamo lontani dall’esserci liberati da quell’idea di Dio.
                    Dio forse non è morto e se è morto è stato degnamente sostituito da un’altro Dio, con altre religioni al seguito, altri dogmi ed altri sacerdoti.
                    Spero di averti dato almeno una parvenza di risposta.
                    A presto!

                      Namaskar61 Certo nell’umanesimo vi è consapevolezza della posizione privilegiata dell'uomo nel mondo della natura.
                      Ma questo “privilegio”, cioè la coscienza di sè, è altro rispetto alla libertà, che consente di scegliere e non subire dipendenze.
                      Cioè puoi essere perfettamente cosciente del tuo “essere umano”, ma essere al tempo stesso schiavo.
                      Allo schiavo è consentito soddisfare alcune esigenze primarie, ma sempre schiavo rimane.
                      Peraltro non stiamo solo valutando il controllo delle menti, da parte dei sacerdoti antichi e moderni.
                      Il liberismo ha fallito la sua promessa per cui la crescita economica e ricerca avrebbero “sollevato” l’uomo dai bisogni primari, perchè i fatti ci dicono che 2/3 dell’umanità è povera.
                      Povertà di risorse primarie, ma anche di risorse culturali e psicologiche ( il lasciarsi vivere), per cui una varia umanità priva anche della possibilità di difendersi e reagire.

                      L’inghippo, di conseguenza, sta nel fatto che siamo lontani dall’esserci liberati da quell’idea di Dio.
                      Dio forse non è morto e se è morto è stato degnamente sostituito da un’altro Dio, con altre religioni al seguito, altri dogmi ed altri sacerdoti.
                      Spero di averti dato almeno una parvenza di risposta.
                      A presto!

                      Grazie Alfredo ❤️… eccome se mi hai risposto e, come al solito, la tua risposta mi consente di riprendere il cammino, che si concentrerà sugli sviluppi dell’umanesimo. Tralascio per oggi il tema del Cristianesimo storico, di cui parlerei per giorni, mesi, anni… ma il campionato incombe e il tempo stringe…

                      l’umanesimo generò tre “correnti” principali, assolute protagoniste del secolo breve e foriere delle sue tragedie:

                      umanesimo liberale, umanesimo socialista e umanesimo evoluzionista.

                      Col senno di poi e la memoria corta, caratteristica biologica dell’uomo di cui parleremo, verrebbe da elucubrare banalmente sul trionfo del liberismo (sviluppo più recente dell’umanesimo liberale) come fosse un pronostico scontato, lo fosse, sul Genoa senza Retegui e Gudmunsson.

                      In realtà per tutto il 900 il liberalismo appariva soccombere, preso a cannonate dall’umanesimo evoluzionista dei fascismi e salvato da venticinque milioni di vittime della Madre Russia le quali consentirono, con l’alleanza tra liberali e comunisti imposta dalla storia, di sconfiggere gli evoluzionisti.

                      Mentre il socialismo picchiava da sinistra, l’umanesimo evoluzionista bombardava da destra con la deformazione del superuomo di Nietzche fino al razzismo. La negazione di un pilastro delle altre due correnti: gli esseri umani hanno uguale valore e autorità.

                      Equiparare un cesso penzolante di un omosessuale, come alla biennale di cui deliravo notti fa, a Michelangelo o Tintoretto avrebbe distorto e rallentato l’evoluzione darwiniana, naturalmente portata verso l’eccellenza tramite la selezione della razza. La guerra è naturale e necessaria, giusta e persino augurabile, per far emergere il meglio dell’umanità…

                      Le sopracciglia si inarcano, le coscienze sobbalzano e qualcuno potrà pure aversene a male; sta di fatto che liberalismo e socialismo, e pure il fascismo, nascono dalla medesima madre sostenendo l’alleanza tra scienza ed economia per elevare le masse. I fascisti hanno perso e le armi nucleari garantito la “pseudo” pace tra le superpotenze rivali.

                      “Il socialismo è uguale ai soviet più l'elettrificazione” dichiarava un pragmatico come Vladimir Il'ič Ul'janov detto Lenin.

                      Il liberalismo perpetua le diseguaglianze, caro Alfredo, predilige la libertà a discapito dell’uguaglianza ma presuppone principi simili, alla base, rispetto al socialismo. Partendo entrambi dagli individui e dai loro bisogni.

                      Il socialismo vinse la seconda guerra mondiale e influenzò paesi in oriente e America latina, generando ribellioni nel cuore liberalista d’Europa e “costretto” il senatore Joseph Mccarthy, a ordire una cieca repressione operando attacchi personali, spesso privi di fondamento, nei confronti di funzionari governativi, uomini di spettacolo e di cultura statunitensi. In quanto considerati “comunisti” e quindi pericolosi per lo stile di vita della società americana.

                      Cosa è stato, sennò, il nostro amato ’68 se non la ribellione verso le diseguaglianze strutturali al liberalismo insieme alle contraddizioni della difesa armata del mondo occidentale verso il pericolo comunista? Mio zio e mio nonno non accettavano si dicesse male della Russia a inizio anni ’80!

                      I socialisti, dicevamo citando Lenin, fondarono la prima tecno religione della storia negando il fatto che l’individuo si definisse o dividesse sulla sua concezione di Dio. “Dopo Marx, le domande sulle strutture tecnologiche ed economiche sono diventate molto più importanti e controverse dei dibattiti sull’anima e sulla vita ultraterrena”.

                      Purtroppo, smania di controllo portò alla tirannia in URSS e il metodo di creazione di ricchezza “centralizzato” del Cremlino si palesò strutturalmente inefficiente.

                      Lentamente la liberaldemocrazia ha trionfato, nel combinato disposto dei difetti pratici di un ideale superiore e l’adozione progressiva delle parti migliori del programma socialista.

                      Questo trionfo ha portato, però, al liberismo capace di ingigantire a dismisura le diseguaglianze originali ed alle tecnocrazie dove gli individui elettori sono consapevoli di contare nulla…

                      La “libertà” (di esplodere di cibo come riporti giustamente, fa più morti lo zucchero raffinato che la guerra) ha vinto sull’uguaglianza dieci a zero.
                      La bistrattata parolina la mettono nel nome e negli slogan. Una libertà dove il 2%, e meno, non quello del nostro eroe di QdM ma la percentuale della popolazione mondiale inopinatamente detiene il 95% delle ricchezze prodotte dalla scienza che prometteva il riscatto degli ultimi…

                      Lo si voglia o meno, però, la giostra della storia sta ripartendo. Su presupposti tecnologici e teorici molto diversi da quelli che la nostra generazione è in grado di comprendere pur essendone immersa… la Cina cos’è? e cosa sta succedendo al mondo liberista odierno? come le tecnologie moderne (informatica e biologia) stanno pensando il nostro futuro? l’evoluzionismo, deformato e seppellito dai nazisti, tornerà in auge?

                      … ne parleremo prima che inizi il campionato… grazie sempre a te, ai pochi che hanno la pazienza di arrivare in fondo ai deliri e soprattutto a Mashiro che non ci ha (ancora) mandato a spigolare 😂🙏

                      Nutro dubbi su alcuni punti. Nel vero senso del termine.
                      Siamo sicuri che liberalismo e socialismo partono da postulati comuni?
                      In una canzone Giorgio Canali semplifica la critica al liberalismo dicendo che si confonde liberismo e libertà.
                      Premesso che la libertà si ottiene in un solo modo credo che il socialismo abbia fallito perché, pur sostenendo valori più umani ed egualitari, abbia creato sovrastrutture che nulla hanno a che vedere con la libertà o l'emancipazione. Così facendo il potere vince sull'idea.
                      Nel liberalismo c'è un falso ideologico. Quest'idea che pare essere un refolo di vento tanto necessario in questa calda estate non libera l'uomo ma lo vincola con false concezioni quali la possibilità di realizzarsi, le pari opportunità (mai esistite) e altro. Il liberalismo non libera né emancipa. A cosa serve quindi se non ad aver creato il mostro del capitalismo?

                        MAU69

                        Ciao Maurizio, non sono certo di essere in grado di risolvere dubbi. Tantomeno di interpretare correttamente i tuoi.

                        Johann Wolfgang von Goethe, Jean-Jacques Rousseau, François-Marie Arouet detto Voltaire sono tra i principali protagonisti del pensiero umanista che, dopo millenni hanno messo al centro gli individui e le emozioni, ciò che accade dentro di noi, rispetto alle scritture sacre e le religioni, il senso della vita “esterno” al nostro sentire.

                        Da qui gli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità della Rivoluzione Francese da cui scaturiscono le correnti dell’umanesimo, dal mio punto di vista, figlie dello stesso “padre”.

                        Il resto delle tue considerazioni, se ho capito, sono giudizi sul nipote del liberalismo umanista cioè il capitalismo liberista. Le posso condividere ma non contraddicono quanto sopra.

                        Un abbraccio 🤗

                        mashiro

                        Porca vacca, Mashiro, con simpatia omogenerazionale mi sento di invitarti a una riflessione, seppur da writer sporadicissimo e da perfetto estraneo nella vita reale.
                        Quando dici che "venerdì inizia la stagione", che quando non si gioca "siamo generalmente più rilassati", e che presto torneranno i lucchetti e il rigore, cosa intendi di preciso?

                        Che male c'è se alcuni writer ispirati, in una stanza apposita, il cui titolo avverte il lettore che si tratta di un off-topic, si dedicano a riflessioni che esulano un po' dal 352, dal pullman, dai prestiti con riscatto, dai controriscatti con ricatto, e dal braccetto della tre?

                          Platano_Linksaussen che io le devo leggere, verificare che non scrivano vaccate e soprattutto se vale per uno vale per tutti su qualunque argomento.
                          Il che con la tendenza al cazzeggio degli "abitanti" del muretto significa azzerare le discussioni sul Genoa e finire a parlare di chissà cosa cazzo🙂
                          E moltiplicare il lavoro per me, che ora magari ho un pelo più tempo per farlo, d'inverno un pelo meno.
                          Sicché capisco che a non tutti piaccia il mercato, che molti preferiscono altre discussioni: capisco, accetto, mi adeguo.
                          Poi gioca il Genoa 🙂
                          Lo scopo principale questo posto è parlare di quello eviterei diventasse secondario.😎